Summerslam è, dal 2025, in modo ufficiale e inequivocabile il secondo PLE per importanza in casa WWE, ovviamente posto dopo Wrestlemania. Che questa doppia serata sia l’inizio di una nuova, interessante era per questa festa estiva, oppure si rischia una sovraesposizione del roster, confermando come dicono I cartelli della moda “less is more”?

Brace yourselves guys, let’s begin!

NIGHT 1

Roman Reigns & Jey Uso vs. Bron Breakker & Bronson Reed (w/Paul Heyman)

La Night 1 si apre con un match di tutto rispetto, gasando immediatamente il pubblico grazie alle entrate di Jey prima, e di Roman poi: due degli ingressi migliori attualmente in WWE. Dall’altro lato del quadrato, troviamo Reed e Breakker: due che come squadra funzionano benissimo, con Bron ufficialmente posto in rampa di lancio per faide altisonanti (Roman nell’immediato, come facilmente desumibile) per l’immediato futuro. Il match ha avuto un minutaggio adeguato, con un canovaccio classico (heat su uno dei babyface in attesa dell’hot tag) ed un finale inaspettato: Roman si immola, beccandosi la devastante spear del suo giovane avversario e Jey capitalizza il tutto con la combo superkick/splash su Reed. Un epilogo giusto, che rinfranca parzialmente Jey dopo il risibile trattamento ricevuto post perdita del titolo, e che restituisce un Roman Reigns rinnovato come personaggio, più badass babyface che mai. Che Reed sia l’uomo destinato a beccarsi più pin che complimenti nel corso della sua permanenza nei “Seth Riders” beh…è un aspetto che penso non lasci nessuno di stucco. Buon opener bell-to-bell, buono il finale e mezzo punto in più per la scampata paralisi per Roman che salta ben oltre i suoi avversari schiantandosi di schiena dopo un suicide dive.

Winners: Roman Reigns & Jey Uso in 21’12”. 7.5 out of 10 stars (7,5 / 10)

Women’s Tag Team Championships: The Judgment Day © – Raquel Rodriguez & Roxanne Perez vs. Charlotte Flair & Alexa Bliss

Nonostante la componente piuttosto cringe che accompagna in modo costante le interazioni di Charlotte ed Alexa, questo sodalizio potrebbe portare effettivamente qualcosa di buono: le due dopo i loro rispettivi ritorni erano a tutti gli affetti due personaggi in cerca di autore, con Charlotte visibilmente sofferente e frustrata dalle reazioni di indifferenza o disprezzo del pubblico, ed Alexa in affanno soprattutto sul quadrato dopo anni di inattività. La combinazione in tag team, di fatto, compensa queste criticità relative alle due lottatrici, mettendo in risalto i pregi di entrambe (connessione con il pubblico per Alexa e qualità in ring eccelsa per Charlotte) nascondendo, appunto, i difetti. Intravedo uno stint piuttosto lungo per le due, e ne sono onestamente felice essendoci ampio spazio nel midcard per elementi interessanti. Dispiace per le due ex Campionesse, che però partono da presupposti diversi. Raquel, oramai una veterana, ancora non ha ben chiaro come essere un monster heel per intensità e presenza scenica (persino Nia Jax l’ha imparato, pur essendo decisamente inferiore a lei come wrestler) mentre per Roxanne vedo un futuro luminoso, essendo una worker veramente completa e divertente da vedere. Incontro più che buono, della durata giusta, con un bel finale dal punto di vista cinematografico.

Winners an NEW Women’s Tag Team Champions: Charlotte Flair & Alexa Bliss in 13’31” 6.5 out of 10 stars (6,5 / 10)

Sami Zayn vs. Karrion Kross (w/Scarlett)

Un match televisivo che trova il suo spazio complice la doppia serata, per premiare la qualità perenne espressa da Zayn e l’ambizione creative di Kross. Con I dovuti paragoni al ribasso, Kross è un pochino come Bray Wyatt: fuori dal ring riesce ad esprimere cose interessanti, che però diventano fragili una volta entrato tra le corde. Saito Suplex a parte, il workrate di Kross è pressoché lo stesso da anni (ero un suo fan ai tempi di Lucha Underground e ad Impact) ed estremamente limitato, il suo selling lascia davvero a desiderare e la connessione con il pubblico, presente in senso assoluto, si spegne in modo incredibile nella fase che più conta, quella che porta al violento epilogo in-ring. Un match che avrebbe potuto chiudere una puntata di Smackdown, che esprime un livello di sufficienza stentata solo grazie alla bravura del babyface di turno. Non credo, onestamente, che il contratto in scadenza di Kross possa essere portato a rinnovo e la cosa un pochino mi dispiace, ma onestamente non vedo per lui un’utile collocazione nemmeno nel midcard di Smackdown o di NXT.

Winner: Sami Zayn in 08’11” 6 out of 10 stars (6 / 10)

WWE Women’s Championship: Tiffany Stratton © vs. Jade Cargill

Match che ha sorpassato le mie (invero non altissime) aspettative, essendo perfettamente collocato nella sua dimensione ideale per non fallire: ritmo altissimo puntando sulla potenza di Jade e sull’atletismo di Tiffany, non perdendosi eccessivamente in fasi di stallo iniziale e di resting centrali, che avrebbero generato una sonnolenza tipo alone su tutto l’incontro. Non parlerei di bocciatura per la Cargill, ma sicuramente di ridimensionamento nel breve termine: la sconfitta è pulita, inappellabile, foriera probabilmente di un turn nell’immediato futuro ai danni di Bianca Belair, cosa che potrebbe “resettare” lo status dell’ottima (complessivamente) performer ex AEW. Tiffany continua la sua traiettoria in ascesa, ma a mio avviso necessita in modo convinto di una faida in grado di far uscire di più il suo personaggio, a costo di perdere il titolo per poi riconquistarlo in futuro: serve pepe, senza la tossicità che ha contraddistinto la sua faida con Charlotte.

Winner and STILL WWE Women’s Champion: Tiffany Stratton in 07’04”. 6.5 out of 10 stars (6,5 / 10)

Randy Orton & Jelly Roll vs. Drew McIntyre & Logan Paul

Non avendo la percezione del livello di stardome di Jelly Roll, un cantante/scrittore prima hip hop e poi country, non posso in effetti valutare al 100% l’impatto emotivo che la sua presenza possa aver avuto sul pubblico statunitense. Ciò che posso valutare è il match nel suo complesso, che mi è parso godibile a livello sufficiente, complice anche un finale estremamente dinamico ed uno spot (frogsplash su Jelly Roll da parte di Logan Paul) davvero ben eseguito. Sono sempre più convinto che, se Logan Paul avesse la disponibilità di garantire una presenza costante negli show, sarebbe un heel dal talento generazionale, in grado di supportare sul quadrato la sua straordinaria protervia. Incontro dicevamo sufficiente, con due lunghe fasi di heat (su JR prima e su Randy poi) e due hot tag, prima della giusta conclusione che ha visto gli heel prevalere.

Winners: Drew McIntyre & Logan Paul in 17’11” 6 out of 10 stars (6 / 10)

WWE World Heavyweight Championship: Gunther © vs. CM Punk

CM Punk, per questa occasione, ha rispolverato tutta la sua conoscenza di Bret Hart e dei suoi match creando uno showcase oserei dire clinicamente pedissequo, dando struttura ad un match decisamente lungo ma congegnato in modo funzionale alle qualità dei due contendenti. Gunther, dal canto suo, ha interpretato alla perfezione il ruolo che maggiormente gli si confà, quello di monster heel dominante, che nel dominio stesso ha la genesi della sua disfatta: spesso “gioca” con la sua preda, prendendosi troppo tempo e dando il fianco per reazioni veementi da parte del babyface di turno. Soprattutto nella sua fase finale, questo incontro ha assunto le sembianze di uno dei grandi classici del passato, facendo leva sull’intensità recitativa dei due contendenti ed una fisicità violenta, ben calibrata e mai volta a strafare. Il “naso” rotto di Gunther (dovrebbe andare incontro ad un’operazione nasale da quello che ho capito, e l’infortunio dovrebbe essere funzionale a tale esigenza clinica) ha dato quel “tocco rosso” in più in grado di rendere il finale ancora più epico: Punk esce dalla sleeper, assesta ben due GTS e si laurea Campione. Eh si, Punk dopo lustri di acredine, veleno, insofferenza, torna a possedere un alloro massimo WWE in uno scenario che sembra quasi un futuro alternativo di un film cyberpunk: il pubblico può finalmente riabbracciare il suo figliol prodigo, tornado non solo a casa, ma anche alla vittoria.

Winner and NEW WWE World Heavyweight Champion: CM Punk in 30’22”. 8 out of 10 stars (8 / 10)

WWE World Heavyweight Championship: CM Punk© vs. Seth Rollins

In tale ottica, l’incasso di Seth Rollins è pressochè perfetto. Al netto degli spoiler, che mi auguro non abbiate ricevuto, il momento in cui lo spettatore comprende che si, è stato tutto un colossale work e Seth ha finalmente l’occasione di togliere a Punk ciò che ha respinto, e nel contempo inseguito, per più di una decade è stato qualcosa di letteralmente perfetto. Rollins infrange i sogni di gloria di Punk, il ritorno ad Itaca di Ulisse è stato irrimediabilmente compromesso dalle correnti ed è tutto così crudele da essere straordinariamente funzionale. Benissimo così.

Winner and NEW WWE World Heavyweight Champion: Seth Rollins in 08”. S.V.

NIGHT 2

Women’s World Championship: Naomi © vs. Rhea Ripley vs. Iyo Sky

L’entrata di Naomi, campionessa perfida e unico elemento del match volta al lato oscuro, con suo padre, che trattiene a fatica le lacrime, è una delle cose meno heel che siano mai state congegnate da mente umana in un contesto di wrestling: se non vi siete commossi almeno un minimo, meritate di bere fruttini sul divano di casa e probabilmente avete anche un bidone dell’immondizia al posto del cuore. Posto questo concetto che comunque ha leggermente destabilizzato la struttura emotiva dell’incontro, queste tre lottatrici hanno messo su un opener di assoluto livello, non toccando tuttavia i picchi raggiunti nel TT con Bianca Belair o quelli in singolo tra Rhea e Iyo Sky. Chi mi legge da tempo sa che, da anni, la nipponica è la mia lottatrice preferita: dinamica, tecnicamente sopraffina e mai fuori tempo o fuori posto, un vero gioiello. Eppure, mai come negli ultimi due anni, il suo livello si è letteralmente impennato, avendo fatto suo non solo uno stile da high flyer, ma anche assorbendo tutto ciò che di positive c’è nello “stile WWE” fatto di pause, ma soprattutto di storytelling e tempismo. Rhea, nonostante una performance dominante come suo solito, non riesce a riconquistare il suo titolo ed anzi, è proprio lei a beccarsi il pin di rapina da parte di Naomi, che si conferma in modo pulito un po’ a sorpresa: questo suo stint è la prova che non è mai troppo tardi per raggiungere il massimo livello di maturazione, è che non esistono etichette se si ha la volontà (congiunta con il booking team) di cancellarle.

Winner and STILL Women’s World Champion: Naomi in 16’21”. 7.5 out of 10 stars (7,5 / 10)

Tables, Ladders & Chairs Match For The WWE Tag Team Titles: Wyatt Sicks – Joe Gacy & Dexter Lumis © vs. Andrade & Rey Fenix vs. The Street Profits – Montez Ford & Angelo Dawkins vs. Fraxiom – Nathan Frazer & Axiom vs. #DIY – Johnny Gargano & Tommaso Ciampa vs. Motor City Machine Guns – Alex Shelley & Chris Sabin

Il voto di questo match, a seconda dei gusti e di ciò che singolarmente valutiamo all’interno di un contenitore spazio temporale come un incontro di wrestling può oscillare, credo, dal 7 al 9 ed è uno dei motivi per cui tirerò fuori il mio lato democristiano alla fine del commento. Non vedevo un match così folle in WWE da tantissimo tempo: il numero di spot rischiosi è stato altissimo, il ritmo frenetico ma tutto sommato straordinariamente ordinato se valutiamo il numero di lottatori coinvolti (non solo I partecipanti “ufficiali” ma anche quelli che hanno successivamente interferito). Se dovessi isolare tre spot opterei per il sunset flip powerbomb su Howdy, lo Spanish fly ed infine il bump che si è beccata Candice: una caduta rovinosa che credo solo per miracolo non abbia causato lesioni gravi alla lottatrice. Al culmine di questo caos altamente intrattenente, a prevalere sono i Campioni che però devono ricorrere alle interferenza di tutta la stable per mantenere le cinture: gestire i Wyatt Sicks non è impresa facile, tuttavia il booking team ce la sta mettendo davvero tutta per confondere il pubblico che non sa se tifarli o odiarli. Forse un pochino di ordine narrativo servirebbe a mandare ancora più over questa stable singhiozzante.

Winners and STILL WWE Tag Team Champions: Wyatt Sicks in 15’54”. 8 out of 10 stars (8 / 10)

WWE Women’s Intercontinental Championship (No Countouts & No Disqualifications): Becky Lynch © vs. Lyra Valkyria

Sono fermamente convinto che Becky Lynch sia un talento generazionale, che da babyface riesce ad esprimersi in modo più efficace. Devo tuttavia ammettere che, in corso di questa faida, tutto ciò che era in suo potere fare per “creare” Lyra è stato fatto, e la sua interpretazione del cattivo di turno in questo match specificatamente è stata a dir poco straordinaria. Lyra, dal canto suo, mi ricorda Low Ki: davvero complicata da proporre con un microfono in mano (forse l’irlandese è ancora più a disagio del suo illustre collega) ma a dir poco straordinaria sul quadrato. Quando, ammanettata, ha canalizzato il suo Orange Cassidy interiore, mi ha davvero impressionato: il livello di precisione di alcune sue mosse effettuate senza l’ausilio delle mani è stato di livello assoluto. Tornando al match, lo stesso stava veleggiando tranquillamente verso livelli di eccellenza assoluta, quando purtroppo si è ripetuto con Bayley esattamente lo stesso canovaccio proposto il giorno prima con Sami: il babyface che si interroga sull’usare o meno un’arma compromettendo la propria anima (vedremo la stessa cosa anche nel main event) ed alla fine, tramite un colpo fortuito, Lyra viene schienata da Becky con l’ignara (?) complicità dell’ex hugger. Non so dove sarebbe potuto arrivare questo match senza una massiccia dose di overbooking, ma il voto finale deve sicuramente tener conto di tale aspetto, che di fatto lo ha a mio avviso impoverito.

Winner and STILL WWE Women’s Intercontinental Champion: Becky Lynch in 25’04”. 7 out of 10 stars (7 / 10)

Steel Cage Match For The United States Championship: Solo Sikoa © vs. Jacob Fatu

Sto arrivando, in modo lento ma sempre più convinto, alla conclusione che Solo Sikoa non sia in grado di occupare questo spazio della card in modo funzionale ed intrattenente. Al pari di altri heel prima di lui, credo che stia spostandosi da una zona di potenziale interesse ad una di semi certa noia, soprattutto per il suo stile lento e scomposto sul quadrato. Infine, la sua stable è oggettivamente risibile: Jeff Cobb è utilizzato come peggio non si potrebbe, Tala Tonga è un big man con la faccia da salumiere quindi non fa paura a nessuno, Tonga Loa è il peggior enforcer della storia e per me è e sempre sarà Camacho. Questa faida sta rallentando l’inerzia che ha reso over Jacob Fatu, e questo match non ha avuto senso: se le interferenze hanno aspettato solo 4 minuti per essere attuate, perché si è scelto di fare uno Steel Cage Match? Incontro poco organico, che impoverisce entrambi, con un finale visto e stravisto. Si attesta su un livello poco meno che sufficiente solo grazie alla consueta intensità mostrata dal Samoan Warewolf.

Winner and STILL United States Champion: Solo Sikoa in 12’38”. 5.5 out of 10 stars (5,5 / 10)

WWE Intercontinental Championship: Dominik Mysterio © vs. AJ Styles

Un match che è stato, a tutti gli effetti, un tributo ad Eddie Guerrero e va benissimo così. I pantaloni di AJ, l’espediente della sedia e soprattutto il finale che ha scimmiottato quello del fantastico match tra Eddie e Kurt svoltosi a Wrestlemania XX, sono stati apprezzati dal pubblico, ed il match in se non è stato di certo un grande classico, ma ha svolto egregiamente il suo ruolo vista la collocazione nella card. AJ nei panni dello zio di mezza età mi diverte molto ed esplorerei questo suo lato comedy/cringe, mentre non posso che oggettivamente spendere altre parole di elogio per Dominik, che come worker non sarà il padre ma che, in quanto a padronanza della folla e del personaggio, non ha niente da invidiare a nessuno. Un incontro buono, solido, con un esito giusto e nostalgico.

Winner and STILL WWE Intercontinental Champion: Dominik Mysterio in 10’48”. 6.5 out of 10 stars (6,5 / 10)

Street Fight For The Undisputed WWE Championship: John Cena © vs. Cody Rhodes

Su questo match è opportuno soffermarsi un pochino in più: sono sicuro che per molti di voi il match sarà stato da 10, per altri forse da 7 o poco meno. L’obiettivo, a mio avviso, era ricreare qualcosa di simile a Hogan Vs The Rock (con Ie dovute differenze) e credo che la WWE ci sia riuscita in modo spettacolare: era giusto, a mio avviso, far arrivare Cena a questo match da babyface (rivedrei le modalità) ed è stato giusto dare a Cody in ruolo di “cattivo” nel corso del match, dando fondo a quella spietatezza necessaria per poter far fuori un avversario di tale calibro. Contrariamente al match di WM, questo incontro è stato strutturato in modo adeguato e Cena ha dato fondo veramente a tutto ciò che aveva da dare (sunsetflip, leg drop dalla terza corda, avalanche AA), tirando fuori SuperCena e concedendo sia a se che al suo avversario un numero spropositato di near fall che, in questo match, non sono risultate essere fuori luogo. Il mio voto finale non può, tuttavia, ignorare i primi 20 minuti di contesa, decisamente compassati e “di mesteire” seppur preludio di quella esplosione emotiva che ha contraddistinto la coda. I kickoff finali sia di Cena che di Cody hanno impedito a qualsiasi terga in visione di essere tangente ad una qualsivoglia superficie piana: di più, oggettivamente, non era lecito chiedere.

Cody torna Campione, ed attendo un suo turn prima della Perdita del titolo: troppo strana la sua assenza durante l’attacco di Brock. Il turn heel di Cena, dobbiamo dircelo, ci ha regalato un momento memorabile alla sua genesi e poco altro: la sua faida più sensate è stata quella contro R-Truth e, in generale, probabilmente non si è volute osare con il personaggio e con la sua proposta televisiva, creando una situazione di consapevole transitorietà che ha reso tutto molto, troppo forzato per essere godibile.

Winner and NEW Undisputed WWE Champion: Cody Rhodes in 37’45”. 8.5 out of 10 stars (8,5 / 10)

Considerazioni finali

Show nel complesso gradevole, con molti picchi ma anche con molti elementi che, forse, erano necessari per arrivare a quota due serate. Il ritorno di Brock non mi ha esaltato devo essere onesto, tuttavia resto curioso sulla sua collocazione del prossimo futuro della federazione.

My two cents.

7 out of 10 stars (7 / 10)

La parola a voi, sono ansioso di sentire la vostra. Cheers!

MVPs delle serate: Iyo Sky, Cena, CM Punk, Candice, Dawkins, Lyra.

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