Piccolo cambio di titolo per la rubrica che analizza i fatti avvenuti nei ppv della AEW. Ritorniamo con una minima nuova veste dopo l’ennesimo successo di pubblico e di qualità con All Out. Quello di sabato scorso è stato un responso sorprendente: anche il Canada ha risposto presente con entusiasmo alla chiamata della compagnia di Tony Khan, pur con una card che non includeva almeno 3 calibri di prima grandezza dell’ultimo anno e mezzo (Ospreay, Swerve, Omega).
Vediamo cosa è accaduto e cosa ricorderemo del ppv con la nostra consueta top 5.
Hangman Page è il leader che la AEW merita
In tanti avevano dubbi sulle sue capacità. Non Tony Khan. Che sin dal primo giorno ha deciso di investire su di lui, sul jobber della Élite che poteva diventare una stella. Il successo di questo 2025, la AEW lo deve a lui. In linea coerente con un alto standard di qualità in ring e fuori dal ring. Si è letteralmente caricato sulle spalle la compagnia: on screen è un campione che sta accompagnando i colleghi (MJF e Fletcher ringraziano); nel backstage, dicono le cronache, è diventato il leader indiscusso. Spodestando i vari Moxley, Bucks e compagnia. Che finora non avevano raccolto risultati soddisfacenti. Oggi è il volto giusto e lo ha dimostrato anche nel media scrum. Quando, a una domanda provocatoria sul counter-programming della WWE, ne è uscito con molta intelligenza. Oggi la AEW non guarda più di là.
Ma lo sai che il pomeriggio.. quasi quasi..
Per la terza volta, la AEW ha dovuto anticipare l’orario del suo ppv. Bene per gli italiani, vista la coincidenza. Bene, a vedere i numeri e sentire Tony Khan, anche per la compagnia. Il tratto in comune è che gli show al pomeriggio attirano molto più pubblico che in notturna. A tal punto che nelle ultime settimane c’è stata una richiesta di gran lunga superiore alla capacità della Scotiabank Arena di Toronto. Può diventare una soluzione da ripetere sempre più spesso? Sembra proprio di sì. Paradossalmente, la WWE sta facendo un favore alla AEW. Le casse degli show ringraziano. E il pubblico è più caldo che mai, visto come ha accolto l’evento dal primo all’ultimo match.
Takeshita-Fletcher: esame passato a pieni voti
A volte una sconfitta può non voler essere così negativa. Laddove c’è la prestazione, c’è anche il plauso del pubblico. E c’è una risposta chiara alla compagnia: ci siamo anche noi. In un momento in cui manca un po’ di starpower, questi due sono i profili che devono avanzare la pretesa del main event. C’era molta diffidenza su Kyle: reggerà un match così importante? Lo ha retto, lo ha retto. Alla grandissima. Se non ci fosse così tanto affollamento, questo ragazzo sbruffoncello sarebbe già pronto per detenere il titolo mondiale. Ma tempo al tempo, il futuro sarà tutto suo. Di Konosuke sappiamo l’enorme potenziale ma aveva bisogno di entrare una sfera molto marcata di storytelling. Il confronto con Okada è stato pari. Non era semplice, soprattutto se il campione Unified ha voglia di lottare come è accaduto a All Out e ricordare perché in Giappone era un fenomeno. Ora la storia può proseguire e non sarebbe strano vedere Takeshita anche per il titolo mondiale nel 2026. Sempre che non se lo vada a prendere in NJPW.
Quei finali fanno storcere il naso
Premessa: comprendo il perché la AEW abbia voluto scrivere il finale di Copeland/Christian vs Ftr e del 4 Way femminile in quella maniera. Voleva suscitare sorpresa. Improvvisa. Un “wow” che potesse svegliare il pubblico. Però io credo che un minimo di costruzione ci debba sempre stare. Vedere il fu Edge uscire dai fuochi d’artificio di Dax e Cash, per poi vincere con una singola spear non ha convinto del tutto. Così come non ha convinto l’improvviso roll-up di Kris Statlander ai danni di Toni Storm. Troppo frettoloso, a tal punto che il pubblico stesso non ha compreso cosa fosse accaduto. Salvo accettare il risultato perché, davvero, avrebbe meritato un successo del genere.
I ritorni e i debutti, tra luci e ombre
Non tutto è andato per il verso giusto. Vista la presenza dí Wrestlepalooza, la AEW ha provato a dare a ciascun match un motivo per far parlare di sé. Il debutto di Beth Phoenix è stato molto ben fatto, compresa la piledriver degli Ftr. Molto drama, ma con un approccio narrativo sensato. E no, non è stata una risposta al ritorno di AJ Lee. Un po’ spompo il ritorno di Eddie Kingston, con un match da Collision e una qualità da Dark Elevation. Hook che lo affianca non è un bel vedere, sa di lowcarding random e per il figlio di Taz è l’ennesima dimostrazione che non si crede nelle sue (eventuali) potenzialità. Ha preso la scena, letteralmente, Pac durante il Coffin match. Il suo ritorno è un toccasana per aumentare un minimo lo starpower del roster. Il suo impatto è sempre di altissimo livello. Infine Jack Perry e Killswitch. Che tornano Jurassic Express. Dobbiamo capire cosa vogliono essere. Se, soprattutto, Jack dovesse tornare Jungle Boy, sarebbe assistere a 10 passi indietro dopo il grande lavoro fatto con lo Scapegoat. Ok rimetterli insieme (capiterà anche a Caster e Bowens), ma deve esserci una evoluzione nei loro personaggi. Tarzan Boy fa sempre cantare, ma anche su questo tasto occorre crescere. Vedremo.
Ecco i miei voti ai match.
Copeland/Christian Cage vs FTR – 6,75
Eddie Kingston vs Big Bill – 5,5
Mark Briscoe vs MJF – 7,5
The Demand vs The Hurt Syndicate – 6,75
Mercedes Monè vs Riho – 7,25
Kazuchika Okada vs Konosuke Takeshita vs Mascara Dorada – 8,5
Jon Moxley vs Darby Allin – 7,5
Kris Statlander vs Toni Storm vs Jamie Hayter vs Thekla – 7
Brodido vs Young Bucks vs JetSpeed vs Don Callis Family – 7,5
Adam Page vs Kyle Fletcher – 8,5








