Benvenuti all’analisi di un Collision decisamente fuori dall’ordinario, in diretta (o quasi) dal Qudos Bank Arena di Sydney, Australia. Questa sera Collision si trasforma in Grand Slam Australia, un evento speciale che porta la AEW dall’altra parte del mondo con una card da pay-per-view in tutto e per tutto: tre titoli in palio, un ladder match, una stipulazione Hair vs Hair e un main event per il titolo mondiale. Insomma, non il solito sabato sera.

Excalibur e Tony Schiavone accompagnano il commento per l’intera serata. Il Qudos Bank Arena è gremito e rumoroso come si conviene.

AEW Continental Championship: Jon Moxley (c) (con Marina Shafir) vs Konosuke Takeshita 4 out of 5 stars (4 / 5)

Konosuke Takeshita si presenta da solo, senza Don Callis al suo angolo né al commento. Cori duali per entrambi i contendenti fin dall’inizio, con Moxley e Takeshita che aprono con scambi tecnici e prese a terra prima di alzare l’intensità con chop e colpi duri. Moxley connette con un suicide dive all’esterno che quasi sorvola il suo avversario, poi torna sul ring dove piazza un piledriver e uno stomp sull’apron che manda Takeshita al tappeto. Con cinque minuti rimanenti, Moxley applica una bulldog choke, ma Takeshita si libera e risponde con un exploder suplex e un running knee per un nearfall incredibile. Moxley connette la Death Rider ma Takeshita calcia fuori a due, scatenando il pubblico. Nell’ultimo minuto entrambi si scambiano testate sanguinolente e colpi disperati: Moxley piazza una lariat per un conto di uno, Takeshita risponde con un ginocchio alla nuca per un altro nearfall, ma la campana suona ponendo fine al match per scadenza del tempo. Excalibur specifica al commento che i match per il Continental Championship hanno un limite di 20 minuti in TV e 60 minuti in pay-per-view. Match incredibile che ha dato il tono perfetto a tutta la serata, con un ultimo minuto da brividi.

Risultato: Pareggio per Time Limit Draw – Jon Moxley mantiene il titolo

Nel post match, Moxley spinge Takeshita in faccia con un gesto di sfida. Takeshita risponde con una Raging Fire che lascia il campione steso al tappeto, poi esce dal ring lasciando intendere che la questione è tutt’altro che chiusa.

Viene mandato in onda un video package che ripercorre la rivalità tra Kyle Fletcher e Mark Briscoe in vista del loro ladder match per il titolo TNT previsto più avanti nella serata.

In un promo registrato, Kris Statlander e Thekla si rivolgono l’una all’altra, entrambe ancora coperte di sangue dallo strap match di Dynamite di mercoledì. La Statlander afferma di sanguinare per il titolo ma di avere ancora sangue da versare. Thekla dichiara che tutti ricorderanno questa notte come quella in cui la AEW è diventata “toxic” e che lei ne è uscita da campionessa. La Statlander replica che il karma non è una stronzo, ma una “cosmic killer” (scusate era una traduzione impossibile lol).

AEW Women’s World Tag Team Championship: le Babes of Wrath (Willow Nightingale & Harley Cameron) (c) vs le MegaBad (Megan Bayne & Penelope Ford) 3 out of 5 stars (3 / 5)

Le sfidanti prendono subito il controllo isolando la Cameron nel loro angolo con cambi rapidi e attacchi in doppio, sfruttando la potenza della Bayne e i tagli di ring della Ford. La Cameron assorbe una lunga fase di offesa avversaria prima di riuscire a creare spazio e dare il tag a Willow Nightingale, che entra in modalità demolizione con suplex e power moves su entrambe le sfidanti. Nel finale concitato con tutte e quattro le donne coinvolte, la Ford connette una stunner sulla Cameron e la Bayne aggiunge una lariat prima di tuffarsi all’esterno su Nightingale con un suicide dive. Rimaste sole sul ring, la Ford tenta un attacco ma la Cameron lo schiva e la sorprende con un backslide per lo schienamento vincente. Match dal ritmo alto e costante, anche se le sfidanti non sono mai sembrate davvero vicine a portare a casa i titoli.

Vincitrici e ancora campionesse: le Babes of Wrath (Willow Nightingale & Harley Cameron)

Subito dopo il match il tono cambia drasticamente: Lena Kross, talento emergente della scena indipendente australiana, irrompe sul ring e attacca le campionesse. La Bayne e la Ford si uniscono all’assalto, lasciando Nightingale e la Cameron a terra. Le tre posano sul ring con le cinture che non hanno vinto, rendendo chiara la nuova minaccia per la divisione tag femminile.

Viene mostrato un breve video package in cui Ricochet avverte Jack Perry che presto accadrà qualcosa di brutto.

Viene promossa la AEW All In che tornerà a Londra al Wembley Stadium il 30 agosto. Altro video package che ripercorre la strada che ha portato Hangman Adam Page e Andrade El Idolo allo scontro diretto di stasera.

Il vincitore sfida per il titolo mondiale alla Revolution: Hangman Adam Page vs Andrade El Idolo 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

Don Callis raggiunge il tavolo di commento per questo match. L’inizio è scoppiettante con scambi di chop, Page che blocca un tentativo acrobatico di Andrade con un calcio e lo spedisce all’esterno. Andrade si prende una pausa facendo il “tranquilo” sulle corde e addirittura fermandosi a fare un selfie con una ragazza a bordo ring, prima che Page lo colpisca con un calcio e si faccia a sua volta un selfie con la stessa ragazza, specificando di essere sposato. La fase centrale vede Andrade piazzare una spettacolare Spanish Fly dalle corde e riprendere il controllo, mentre Page risponde con lariat, una pop-up powerbomb e un impressionante diving lariat dalla terza corda. Andrade tira fuori i Three Amigos strappando cori “Eddie!” dal pubblico e ottiene diversi nearfall con una Meteora all’angolo e una hammerlock DDT. Nel finale, Page connette una Deadeye ma non riesce a capitalizzare. Don Callis abbandona il tavolo di commento e distrae l’arbitro Aubrey Edwards salendo sull’apron. Andrade tenta un colpo basso ma Page lo blocca e risponde con un colpo basso tutto suo, poi connette la Buckshot Lariat per la vittoria. Match divertente e ben costruito, anche se il pubblico australiano è parso leggermente meno coinvolto rispetto ai match precedenti.

Vincitore e nuovo sfidante n.1 al titolo mondiale: Hangman Adam Page

Viene annunciato che “The First Test” dei Speed è il tema ufficiale di Grand Slam Australia. La band è presente tra il pubblico.

Mixed Tornado Tag – Hair vs Hair: Orange Cassidy & Toni Storm vs Wheeler Yuta & Marina Shafir 3 out of 5 stars (3 / 5)

Chi subisce lo schienamento decisivo verrà rasato. Toni Storm e Cassidy non aspettano neanche di arrivare al ring: attaccano Yuta e la Shafir direttamente tra il pubblico e la rissa si scatena sugli spalti. La Shafir si siede sulla testa di Toni Storm bevendo una bibita con tutta calma, mentre Yuta strangola Cassidy con un cavo. Momento brutale quando Yuta esegue un piledriver su Toni Storm sopra una piattaforma dell’attrezzatura televisiva, mettendola fuori gioco e rendendo il match un due contro uno. Luther porta Toni Storm nel backstage. Yuta e la Shafir dominano Cassidy in ring con una German suplex. Ma Toni Storm torna in azione marciando verso il ring, colpendo Yuta e piazzando German suplex sulla Shafir. Storm e Cassidy festeggiano con un ballo e colpiscono la Shafir con un doppio team. Si susseguono momenti caotici con submission incrociate: la Shafir applica un ankle lock su Cassidy mentre Toni Storm blocca Yuta in una TCM chicken wing, prima che entrambe le donne rompano le prese per affrontarsi direttamente. Yuta connette una Busaiku Knee su Toni Storm, ma poi sbaglia mira tentando la stessa mossa su Cassidy e colpisce accidentalmente la Shafir. Cassidy si tuffa sulla Shafir all’esterno, Toni Storm piazza la hip attack su Yuta seguita dall’Orange Punch di Cassidy e dalla Storm Zero che chiude il match. Incontro caotico e divertente, con più violenza intergender di quanto visto finora in questa faida e momenti di grande intrattenimento da parte di tutti e quattro i partecipanti.

Vincitori: Orange Cassidy & Toni Storm (Wheeler Yuta subisce lo schienamento)

Nel post match arriva il momento della resa dei conti. Mina Shirakawa porta uno sgabello da barbiere sul ring mentre Luther si presenta vestito da barbiere. Yuta calcia via lo sgabello e tenta di fuggire tra il pubblico, ma Jon Moxley lo intercetta tra gli spalti e gli ordina di affrontare le conseguenze. Yuta, riluttante, torna sul ring accolto dai cori “You deserve it!” del pubblico. Marina Shafir gli tiene le mani mentre Mina Shirakawa fa il primo taglio come vendetta per quando Yuta le aveva tagliato i capelli in precedenza. Toni Storm prende le forbici e taglia un ciuffo, commentando “oh, un nodo!” prima di trovare un punto migliore. Cassidy prende infine il rasoio elettrico e inizia la rasatura vera e propria. Tra le risate, Cassidy commenta: “Mi dispiace.” Toni Storm replica: “No, non è vero.” E Cassidy chiude: “Hai ragione, non è vero.” Toni Storm conclude con il rasoio chiedendo “Ti piace così, brutto calvo di merda?” lasciando Yuta con ciuffi sparsi che dovrà sicuramente completare di radere a casa.

TNT Championship Ladder Match: Kyle Fletcher (c) vs Mark Briscoe 4 out of 5 stars (4 / 5)

Don Callis torna al commento per questo match. Un dettaglio importante: Okada ha accettato di non presentarsi a bordo ring per questo match. Fletcher riceve un’accoglienza da eroe locale. I due partono subito con i pugni, Briscoe spedisce Fletcher all’esterno e connette un tope con hilo tra le corde. La violenza scala rapidamente: Fletcher esegue un half and half suplex sul pavimento, poi lancia Briscoe dalla scala sull’apron in una caduta terrificante. Una lawn dart di Fletcher manda Briscoe a testa avanti nel bordo di una scala appoggiata al turnbuckle, facendolo sanguinare copiosamente. Briscoe risponde con un Froggy Bow su un ponte di scale che non si rompe, rendendo l’impatto ancora più devastante. Un momento epico arriva quando Briscoe esegue una Jay Driller su Fletcher attraverso una scala che si piega a metà sotto il loro peso. Ma Fletcher replica con un colpo da paura: un brainbuster dalla cima della scala senza nessuno a reggere la base. Nel finale, entrambi salgono su scale separate e si scambiano colpi in cima, finché Fletcher non spinge la scala di Briscoe facendolo precipitare sulle corde. Fletcher stacca il titolo e lo porta a casa. Incontro brutale e ricco di spot folli, con Briscoe che ha assorbito una quantità impressionante di punizione. Qualche spot non ha avuto il tempo di respirare adeguatamente data la densità dell’azione, e il finale è risultato leggermente anticlimatico dopo tutta quella follia, ma lo spettacolo è stato innegabile.

Vincitore e ancora TNT Champion: Kyle Fletcher

Nel post match, Fletcher festeggia in cima alla scala con il titolo tra le ovazioni del pubblico australiano.

AEW World Championship: MJF (c) vs Brody King 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

Il pubblico australiano accoglie MJF con cori particolari (lasciamo stare il contenuto) mentre il campione scappa subito fuori dal ring per prendere fiato. King lo domina inizialmente con chop devastanti e una gorilla press slam, ma MJF evita una cannonball all’angolo e inizia a lavorare sistematicamente sulla gamba del suo avversario, sbattendola contro il palo del ring. MJF tira fuori una kangaroo kick (omaggio all’Australia) che fa scattare il pubblico, a cui risponde con un dito medio, e mantiene il controllo con sottomissioni alla gamba. King riesce a reagire con un suicide dive e riprende l’offensiva, connettendo finalmente la cannonball dopo diversi tentativi falliti. MJF lo intrappola in una sleeper e King sta per svenire, ma Bandido accorre a bordo ring per incitare il suo compagno a non mollare, e al terzo controllo del braccio King trova la forza di rialzarsi. Segue una sequenza brutale all’esterno: King piazza un crossbody con MJF seduto su una sedia e poi una Death Valley Driver contro la barricata. MJF tira fuori il Dynamite Diamond Ring dalle calzamaglie, ma l’arbitro Bryce Remsburg lo becca e glielo confisca. King ne approfitta per colpirlo con un pugno secco e connettere la Gonzo Bomb, ma MJF calcia fuori a due. Nel finale, MJF torna a colpire la gamba, strappando la ginocchiera di King e mordendogli il ginocchio esposto. Dopo un nuovo tentativo di Gonzo Bomb sull’apron andato a vuoto, MJF connette una devastante tombstone sull’apron e rientra sul ring dove chiude con la Heatseeker. Ottimo lavoro di psicologia con il lavoro alla gamba di King che ha raccontato tutta la storia del match, anche se il finale con la Heatseeker è risultato leggermente fiacco dopo la spettacolarità della tombstone sull’apron, il pubblico era forse un po’ spompato.

Vincitore e ancora AEW World Champion: MJF

MJF non fa in tempo a festeggiare che la musica di Hangman Adam Page risuona nell’arena. Page si dirige verso il ring con in mano il contratto per il match titolato alla Revolution e una penna. Lo firma davanti a MJF e glielo lancia ai piedi. I due si ritrovano faccia a faccia: Page finge di colpire MJF, che si butta a terra terrorizzato. Page lancia la penna addosso al campione per fargli firmare il contratto e se ne va verso il backstage, lasciando MJF sul ring visibilmente scosso nonostante sia uscito vincitore dalla serata. Lo show si chiude così, con la Revolution all’orizzonte.

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PANORAMICA RECENSIONE
Qualità dei match
9
Qualità dei promo
7
Evoluzione delle storyline
9
Giuseppe Calò
Webmaster di Zona Wrestling, quando non è sul ring lavora in un'agenzia di comunicazione di Palermo. Ama il calcio, le serie televisive e la sua adorata Ambra. Se il sito non funziona al 99% è colpa sua.
collision-14-02-2026-grand-slam-australiaEssendo una sorta di PPV è chiaro che le storie si evolvono tantissimo e abbiamo tanti verdetti chiari. La qualità dei match è stata al top per tutta la serata con match che vanno dal buono all'ottimo. Promo quasi assenti ma soddisfacenti. Puntata fantastica con un pubblico incredibile. Non è il solito Collision, guardatelo e non ve ne pentirete.