Chi ascolta lo Zona Wrestling Radio Show già sa che non ho molto apprezzato le modalità con cui siamo arrivarti all’ultimo match di AJ Styles. Riassumendo il discorso, non mi è piaciuto che tutto sia avvenuto così in fretta. L’addio a uno dei più grandi talenti della sua generazione poteva essere gestito su un periodo più lungo, non dico come per Cena, ma neanche da un mese all’altro. Aggiungo che metterlo contro Gunther a così breve distanza dall’ultimo incontro di Cena, ha reso inevitabile un incontro tra i due match. L’impatto di quel sorriso mentre cede del bostoniano è stato storico, niente di paragonabile allo svenimento di AJ. Quanto avrei preferito una faida diversa, più personale e in un altro contesto. Detto ciò, se Styles davvero desiderava ritirarsi dieci anni dopo il suo debutto in WWE nello stesso evento, allora così sia.
Al di là di questa mia polemica, ho trovato invece piacevole il tributo avvenuto nel corso di Raw. Gunther non poteva non intervenire, ma è stato intelligente farlo a inizio show, così che il resto della puntata è potuto scorrere in un clima più sereno. È stato piacevole vedere le clip dello show e alcuni dei suoi ex rivali in TNA, ma tutti eravamo in attesa del main event, quando il Phenomenal si è presentato e ha aperto il cuore a tutti. Come tanti atleti costretti per lavoro a essere spesso lontani da casa, ha voglia di godersi i figli, scelta incontestabile. E l’arrivo dell’Undertaker con la proclamazione nella Hall of Fame è stata la ciliegina sulla torta. Non so se AJ lo sapesse già e ha recitato, ma sono un sognatore e voglio immaginare che l’emozione sul suo viso fosse sincera.
AJ nell’Arca della Gloria non è qualcosa che può stupire. Un fenomeno di nome e di fatto, che per molti anni abbiamo però dubitato potesse finire in WWE. È stato un uomo simbolo della TNA, in un certo senso il Cena della federazione di Nashville. Per certi versi di più, perché l’amore del pubblico nei suoi riguardi è stato incondizionato. Ed è stato bello che una volta che lui e il bostoniano si sono trovati nella stessa compagnia, non si sia perso troppo tempo prima di dar vita a un feud tra i due. Il rispetto che c’è tra i due atleti è totale, infatti Cena l’ha voluto tra i suoi avversari nel tour di addio anche se non era previsto. Scelta che ha pagato, perché il loro incontro è stato uno dei più belli dell’ultimo anno del bostoniano e ha innalzato lo stesso status di AJ, che purtroppo negli ultimi anni è stato sottoutilizzato.
Proprio per questo non riesco a immaginare un atleta migliore di Cena per introdurre Style nella Hall of Fame. Le storie dei due si sono in parte specchiate finché erano in federazioni diverse, poi nella stessa compagnia si sono intrecciate dando vita a una rivalità bella sia come promo che come match. Nei dieci anni di WWE AJ ha fatto vedere a chi non lo seguiva prima il perché del suo soprannome. Rispetto alla TNA, grazie anche all’esperienza in Giappone, ha dimostrato di non essere soltanto un grande performer, ma di avere anche una grande abilità nei promo e nell’interpretare l’heel. In una WWE che da un po’ di tempo fatica a trovare altri grandi nomi da introdurre nell’Arca della Gloria, quello di AJ è sicuramente degno di questo onore.
Sergedge – W








