Negli ultimi anni è stato fatto tanto per la divisione femminile della WWE, eppure c’è ancora tanto da fare ed è sotto gli occhi di tutti. A farsi portavoce di questa necessità da parte della compagine femminile è una delle sue matriarche: Becky Lynch ha infatti espresso chiaramente la necessità e l’urgenza di educare il pubblico WWE ad un inserimento del Wrestling femminile anche laddove a farla da padrona è il lato maschile del roster.

La rivoluzione femminile non deve finire mai

Nel corso di un’intervista con Chris Van Vliet l’irlandese, prossima sfidante di AJ Lee a WrestleMania, ha acceso i riflettori su una situazione che molti hanno già ben chiara: la WWE non abitua i suoi fan ad avere dei main event che contano all’insegna del Wrestling femminile. Nel parlarne, ha fatto notare che le ultime donne ad essere nel main event di WrestleMania sono state Sasha Banks (oggi Mercedes Moné) e Bianca Belair nell’edizione numero 37. Da allora il main event è sempre stata esclusiva degli uomini.

“Il mio obiettivo è semplice: raccontare belle storie e lottare in grandi match. Voglio assicurarmi di lasciare questo business in condizioni migliori di come l’ho trovato. Credo di aver già dimostrato che le donne possono essere le stelle più brillanti di questa compagnia e che lo sono tuttora. Tuttavia, a volte dobbiamo lottare per assicurarci di essere trattate come tali. Puoi anche essere un nome importante, ma se non vieni inserita nel main event cambia tutto.
È una questione di abitudine: se abituiamo costantemente il pubblico a vedere sempre gli stessi volti nel main event, alla fine li percepirà come gli unici degni di stare lì. Se non lo facciamo, tutto diventa più difficile. Negli ultimi anni quei posti che contano sono stati occupati quasi sempre dai soliti tre o quattro uomini. Dobbiamo cambiare questa tendenza ancora una volta. Non so bene come, forse lottando con più determinazione… Che sia io o qualcun altro a farlo”
.

In un’industria che sembra aver dimenticato come si costruisce una stella femminile senza passarla al tritacarne del marketing, queste parole suonano come un atto d’accusa contro un sistema che sta tornando a essere troppo maschio-centrico e che guarda ai cromosomi più che al talento.

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