“Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò“.
La WWE ha chiamato, il nostro paese ha risposto!
Benvenuti a tutti e tutte su Zonawrestling.net per questa nuova review! Questa volta un po’ più sentita, più bella, storica direi, perché la scorsa domenica si è svolto il primo PLE di sempre in Italia: Clash in Italy è stato uno spettacolo incredibile! Qui con voi, Saverio Filippelli, direttamente da una bollente Andalucía, vi racconterà com’è andata.
Finalmente siamo in Italia, ha fatto uno strano effetto vedere tutto questo nel nostro paese. La card era corta ma intensissima: tutti papabili main event, con due incontri per i titoli mondiali maschili, la rivincita tra Brock Lesnar e Oba Femi, Sol Ruca alla caccia del suo primo titolo nel main roster e Rhea Ripley con l’assalto di una “tempestosa” Jade Cargill, pronta a riprendersi il titolo.
La prima ora è andata in diretta anche su ESPN e, dopo i vari recap delle storyline coinvolte nello show e la presentazione dei commentatori italiani Luca Franchini e Michele Posa a bordo ring, si è partiti col botto:
UNDISPUTED WWE CHAMPIONSHIP MATCH
Cody Rhodes (C) vs. Gunther (11:40)
L’atmosfera era già elettrica prima ancora che il match iniziasse. L’ingresso di Cody Rhodes e Gunther ha letteralmente fatto esplodere l’Inalpi Arena, con uno dei “WOAH!” più assordanti che si siano mai sentiti in un evento WWE, da pelle d’oca.
Sul ring si è visto un classico! Rapidità ed imprevedibilità di Rhodes e brutalità metodica di Gunther. Il Ring General ha controllato gran parte dell’incontro grazie alla sua superiorità fisica, riuscendo più volte a mettere Cody in seria difficoltà con la sleeper hold.
Rhodes, come spesso accade, ha costruito il match facendo leva sulla resilienza. L’arena è stata una bolgia durante tutta la durata dell’incontro, anche sul finale discusso dell’incontro. Ed è questo, insieme al minutaggio misero, che rappresentano l’aspetto più controverso dell’incontro. Match, sì solido, ma condito da qualche manovra troppo macchinosa ed un finale che lascia a desiderare. Un Cody che vince nuovamente in maniera discutibile (quando cavolo arriva sto turn?) e Gunther pronto a richiedere una rivincita il prima possibile. Mi aspettavo che l’incontro durasse di più, anche se il finale garantisce praticamente che sarà la rivincita ad avere quell’occasione. La chimica tra Rhodes e Gunther è evidente e il potenziale per un grande classico esiste tutto, questi due sono in grado di disputare un incontro lungo e spettacolare, e questo è stato più un assaggio di uno di quelli, che l’incontro vero e proprio. Match completamente di transizione.
(6,5 / 10)
Finito il match, prime inquadrature nel pubblico di Torino sulle varie superstar e VIP presenti: LA Knight che divora una pizza, Montez Ford ed un’acclamatissima “MONNA LIVA” Liv Morgan, accompagnata da Raquel e Roxanne.
Ma è il momento del secondo match, una delle rivincite di questo show: Rhea vs Jade.
WWE WOMEN’S CHAMPIONSHIP MATCH
Rhea Ripley (C) vs Jade Cargill (17:06)
L’Inalpi Arena fa capire dal primo secondo chi è la beniamina, atmosfera surreale per Mami. Dall’altra parte, però, c’era una Jade Cargill che finalmente è sembrata all’altezza delle aspettative dal suo arrivo in WWE. Per lunghi tratti è sembrato che la campionessa fosse costretta ad adattarsi alla forza della sfidante, trovando manovre e strategie completamente diverse dal suo stile per restare viva nel match. Al netto di qualche piccola imprecisione, inevitabile considerando lo stile di Jade, l’incontro è cresciuto progressivamente fino a un finale ricco di tensione, condizionato soprattutto dall’arrivo di B-Fab e Michin, che non solo hanno botchato l’unica cosa per cui sono intervenute e cioè salvare Jade dal conto di tre, ma sono state rimandate nel backstage subito dall’arbitro e spazzate via da una Charlotte Flair, alla quale Rhea deve gran parte della sua vittoria.
È senza dubbio il miglior match mai disputato da Jade Cargill in WWE, e non dovrebbe sorprendere, dato che Ripley è una forza della natura, anche quando si tratta di valorizzare le sue avversarie. In questa occasione hanno saputo esaltare i punti di forza di Cargill, trasformando l’incontro in uno scontro tra due colossi, con la Ripley costretta ad adattarsi a metà match. Gli interventi esterni erano giustificati, anche se Charlotte potrebbe volere un compenso per i suoi sforzi. Magari sotto forma di una title shot, staremo a vedere. Una cosa è certa, la Nonna italiana di Rhea sarebbe stata fiera di sua nipote!
(7,5 / 10)
Finita la prima ora su ESPN, è il momento della rivincita tra The Beast e The Ruler!
ONE ON ONE MATCH
Oba Femi Vs. Brock Lesnar (06:23)
Prima volta nella storia per Brock Lesnar in Italia e prima volta che un pubblico canta a squarciagola il motivetto della theme song della Bestia, che a stento riesce a non sorridere. Anche l’entrata di Oba Femi è un qualcosa che fa letteralmente tremare l’arena, ci si aspettava una battaglia clamorosa e così è stato, in parte. Simpatico siparietto in cui Alicia Taylor inizia con introdurre Lesnar, ma viene interrota da Heyman, che prende il microfono e presenta lui il suo cliente, definendolo in un perfetto italiano come l’Assassino del sovrano! Che momento!
Il match poteva finire dopo 30 secondi, dato che Lesnar ha praticamente demolito Oba con quattro F-5. Nonostante ciò la costruzione di un Oba immortale è venuta fuori ed ha continuato a rialzarsi contro ogni previsione. Non è stato un incontro particolarmente sofisticato dal punto di vista tecnico e probabilmente non voleva esserlo. L’obiettivo, almeno per quanto possa credere, era trasmettere la sensazione che Oba Femi fosse un animale da battaglia capace di sopravvivere persino all’offensiva più devastante di Lesnar. Quest’ultimo invece, che da ormai ex ritirato a WrestleMania, ha cacciato fuori una prestazione che ha superato le aspettative di chiunque. In qualche modo la vittoria era telefonata, dato che ormai è palese Lesnar si ritiri a casa sua in quel di Summerslam.
Non so mai come giudicare queste tipo di cose, onestamente. È stato il classico match di una volta in cui Lesnar sferrava una raffica di finisher, anche se è diventato più interessante e misterioso quando ci si è chiesti se Femi potesse rimontare la situazione. Prendere una F-5 (dopo averne subito altre 5 prima) sul tavolo dei commentatori sembrava essere ormai la fine. Non avrei voluto che Femi perdesse qui, però; almeno è stato contro Lesnar e tutto ha un senso secondo me, dato che ormai è sempre più chiaro che ci sarà un terzo ed ultimo incontro, che potrebbe essere l’ultimo di Brock in WWE e che potrabbe consacrare Oba come la nuova forza dominante della federazione di Stamford. C’è da ammettere che Lesnar non faceva un match del genere da tempo, l’alchimia sul ring con Oba è una delle migliori degli ultimi anni di Lesnar, senza alcun dubbio. Questi due daranno spettacolo nei prossimi mesi, in vista di SummerSlam. L’inquadratura finale con un Brock che dice ad Oba: “Uno ad Uno, Stronzo!” ha gasato, AURA PURA!
(7,5 / 10)
Prima del prossimo match, nuovamente inquadrature nel pubblico di Torino: GIULIA, la beniamina di casa, acclamata dal pubblico italiano che ahimé non la vedrà sul ring in questa serata storica. Un’occasione sprecatissima sia per farla crescere e sia per dare ai fan italiani un momento unico. La telecamera che poi si sposta sul Director of Authority della TNA, Santino Marella era qualcosa di telefonatissimo, ma mi ha sorpreso comunque il fatto che Santino abbia sfoggiato una maglia della nazionale italiana in diretta su Netflix.
WWE WOMEN’S INTERCONTINENTAL TITLE MATCH
Becky Lynch (C) Vs. Sol Ruca (13:54)
Ruca sta dando filo da torcere dopo aver fatto il suo debutto nel main roster dopo Wrestlemania. Jessika Carr è stata l’arbitro dell’incontro, la stessa che da mesi è una spina nel fianco di Lynch, fattore che comunque in qualche modo ha influito anche in questo match.
The Man ha svolto alla perfezione il ruolo che ci si aspetta da una veterana del calibro di Becky Lynch: guidare la sfidante, valorizzarne i punti di forza e renderla credibile agli occhi del pubblico, anche perché dal suo approdo nel main roster, Sol Ruca ha sbagliato tante manovre che erano invece punti di forza nello show giallo. L’incontro ha alternato momenti spettacolari ad altri leggermente più caotici. Sol continua a essere un’atleta straordinaria, ma il suo stile estremamente atletico porta inevitabilmente con sé qualche imperfezione, a lungo andare va modificato e secondo me anche alleggerito dei troppi bump e voli. La vera forza del match è stata la capacità di mantenere il pubblico coinvolto fino all’ultimo, soprattutto grazie agli scambi finali veloci ed ai continui tentativi di ribaltare le rispettive finisher. La vittoria di Sol Ruca arriva nel momento giusto. Dopo mesi di crescita costante, la WWE aveva assolutamente bisogno di dare una direzione concreta alla sua ascesa e la conquista dell’Intercontinental Championship rappresenta un primo passo importante per la sua carriere ma anche per la divisione femminile del main roster.
Ci sono stati i soliti piccoli errori che ci si può aspettare da chi si muove come Ruca. Ciò che conta di più, però, è che Ruca abbia ottenuto una vittoria schiacciante e senza intoppi, aggiudicandosi un titolo, il primo per lei, nel main roster. È così che si dà una grande spinta a una nuova arrivata, e Lynch sa esattamente come farlo. Il fattore Carr per Becky sta diventando un po’ fastidioso – a questo punto dovrebbe davvero portare a un incontro – ma non ha pesato troppo sul finale. WWE Clash in Italy aveva bisogno di un cambio di titolo durante lo show, e questo incontro lo ha garantito. Non so bene quale sarà il futuro di Ruca, ma di certo ha iniziato con il piede giusto.
(7 / 10)
TRIBAL COMBAT FOR THE WWE WORLD HEAVYWEIGHT CHAMPIONSHIP
Roman Reigns (C) Vs. Jacob Fatu (27:10)
Se devo essere onesto, c’era da aspettarsi questo finale. L’infortunio, o comunque se vogliamo chiamarli “acciacchi” di Jacob, subiti qualche ora prima dell’evento e un Roman che ha conquistato il titolo solo a WrestleMania, facevano sperare ben poco ad un cambio di titolo e di rotta in questa storyline.
Roman Reigns e Jacob Fatu hanno comunque rispettato le aspettative, portando sul ring (ma soprattutto fuori) tutto ciò che ci si aspetta da un Tribal Combat: intensità, brutalità e una narrazione profondamente legata alla storia della Bloodline, PURE CINEMA!
Fatu ha confermato ancora una volta comunque di essere uno dei performer migliori dell’intero roster WWE. Ogni sua offensiva trasmette una sensazione di pericolo reale e per alcuni momenti il pubblico italiano, me compreso, ha davvero iniziato a credere nella possibilità di assistere a un cambio di titolo. È proprio qui che nasce il principale limite dell’incontro: nonostante i diversi near fall e alcuni altissimi momenti di tensione, non si è mai arrivati a quella sensazione di totale imprevedibilità che caratterizza i grandi classici, dove Roman ha controllato gran parte delle fasi decisive del match e il finale è sembrato quasi inevitabile una volta entrati negli ultimi minuti. Nonostante ciò c’è da sottolineare che la vittoria è stata pulita, mi aspettavo l’arrivo degli MFT o degli Usos da un momento all’altro, invece hanno deciso di far perdere Jacob così, senza interferenze. Il fattore infortunio ha pesato tanto sull’esito del match, ma soprattutto sul futuro di questa storyline, che vedrà sicuramente un Jacob fuori dal ring per un po’, ma comunque accanto a Roman ed i fratelli Uso.
È stato tutto sommato un buon incontro, ma non ha mai raggiunto quel livello da dire “WOW”. Roman sembra ormai tornato quello del periodo Covid-19, che ha dominato per anni la WWE e chiunque si mettesse sul suo cammino. Un altro tassello importante nella saga infinita della Bloodline, con gli sviluppi post-match che potrebbero rivelarsi persino più interessanti dell’incontro stesso…o no(?).
(6,5 / 10)
Che dire, l’evento aveva sulle spalle un hype ed una pressione clamorosa, dato anche il successo dell’evento della notte precedente AAA: Noche de Los Grandes. 5 match veramente godibili, sicuramente meglio di WrestleMania e che hanno chiuso alla grande un evento storico per il nostro paese, con un Cody Rhodes che nel post-show ha dichiarato che: “L’Italia questa sera ha dimostrato di meritarsi un nuovo PLE“.
Con la speranza di poter rivedere presto un nuovo evento del genere in Italia, chiudiamo la review di Clash in Italy e vi diamo appuntamento al prossimo evento.
Diteci nei commenti le vostre impressioni sullo show e qual è stato secondo voi il match più bello dell’evento.








