Il giorno in cui Chris Jericho si ripresentò sul ring della All Elite Wrestling, il pensiero comune è stato quello di un ottimo colpo politico di Tony Khan. Dopo mesi in naftalina, in attesa di comprendere se ci fossero i presupposti per rinnovare o per lasciarsi senza rancori, con la WWE che chiamava per offrire un tour d’addio e la Hall of Fame, il canadese ha scelto di rimanere ed essere ancora una risorsa per la compagnia di Jacksonville.

Un colpaccio non da poco per la credibilità della dirigenza AEW. Dopo che i diversi partenti non sono riusciti a ottenere di là le soddisfazioni che non avevano di qua, la conferma di Jericho ha rappresentato un atto di forza agli occhi di fan e addetti ai lavori. Non un atto di concorrenza, quanto di resistenza alle sirene ben più remunerative della WWE. Questo significa che, dopo tutto il caos sviluppatosi prima a seguito dell’addio di Cody Rhodes e poi di CM Punk, la All Elite è maturata come progetto e ha sviluppato una politica in grado di convincere alla firma non solo giovani prospetti delle indy di tutto il mondo, ma anche veterani che di cose di wrestling ne han viste più di ogni altro.

Jericho prima o poi se ne andrà. Ma essendo uno dei primi nomi che la AEW ha presentato alla sua nascita, risulta comprensibile tenerlo ancora a bordo. Risulta meno comprensibile lo spazio che debba coprire. Prima della pausa aveva trovato un angolino, neanche tanto grande, innocuo, dove funzionava. Non infastidiva, c’era senza sussulti particolari. Andava bene così. Oggi, dal ritorno, c’è e si sente. C’è e si vede che gli anni passano, che la forma fisica di un tempo non ritorna, che le storie sono sempre quelle, trite e ritrite con lo stampino.

Jericho oggi appare più come una tassa, che come un valore aggiunto. Il feud avrebbe dovuto elevare Ricochet e invece non gli ha fatto fare un passo in più dal piccolo cantuccio in cui era. Le prestazioni sono state mediocri, faticose, con le esagerazioni tipiche di Chris. Oggi ha di fronte Tommaso Ciampa e pare che il canovaccio non sia cambiato per nulla. Siamo nel midcarding con l’interesse di non avanzare, ma con la paura di scendere. Cosa può ricavare il Psycho Killer da un feud come questo? Da un feud in cui si sta impegnando, ha tirato fuori qualche citazione di pregio, ma quando si ritrova Y2J davanti è di nuovo un fiorire di prese in giro, linee verbali fiacche, già sentite e che anche il pubblico accoglie con maggiore timidezza.

Oggi Chris Jericho ha 55 anni. In diversi si sono ritirati, altri hanno deciso di rendere più rare le occasioni sul ring, altri ancora hanno cambiato totalmente mansione. Ecco, in una qualunque delle sue trasformazioni può essere una risorsa in un ruolo magari diverso. Al commento ha dimostrato di divertirsi e di trovare spunti coi quali divertire. Ma è da manager che potrebbe scrivere una nuova pagina di storia del wrestling. Non qualcosa di diverso rispetto a quanto già fatto da leader delle stable guidate in AEW, ma magari in accompagnamento a giovani wrestler o wrestler affermati che vogliono rilanciare le loro quotazioni. O anche, perché no, al fianco di una wrestler?

Mi viene alla mente Ric Flair. Usciva dal periodo WCW, aveva vissuto feud centrali con Vince McMahon e The Undertaker. Poi si era ritrovato al fianco di Triple H nella Evolution. Il veterano che tutto può, tutto sa fare e in qualche modo può anche vincere qualche cintura secondaria (di coppia, Continental, trios: c’è una ampia scelta). Però sempre da quarto (o da terzo), non da leader. Magari ridimensionando la propria posizione, fino a quel match che sancirà la fine delle ostilità e gli scarponi al centro del ring. Insomma, ci meritiamo qualcosa di meglio che ritrovarci a sbuffare per l’ennesimo feud a suo favore dove nulla emerge, nulla si trasforma.

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.