Nonostante la presenza di un nuovo campione a 205 Live, ho preferito aspettare diverse puntate per potervi dire la mia al riguardo.
Questa scelta è stata dettata, da una parte, dalla volontà di far sedimentare l’accaduto, dall’altra, di vedere l’evolversi dello show in conseguenza del cambio di titolo.

Sotto quest’ultimo profilo, cominciamo subito col dire che 205 Live non mi sembra cambiato affatto.
Difatti, nonostante vi sia una ripresa dal punto di vista del lottato (come peraltro constato dalla collega Desil nei suoi report settimanali), lo show manifesta ancora i problemi di cui spesso si è discusso, tra tutti la presenza di un roster fin troppo corto e la mancanza di programmi a lungo termine.

Almeno, col passaggio di titolo, si è potuto ovviare ad uno dei problemi più grandi tra quelli che lo show manifesta, ossia la mancanza di un campione carismatico.
Non me ne voglia il buon Nese, ma il precedente campione non brillava per carisma e personalità, anche a causa di una caratterizzazione non eccelsa.

Tony, infatti, mi pare possa rientrare in quella categoria di personaggi che funzionano in stretta relazione / scontro con un altro e che, privati di questa rivalità fondante, perdono valore.
Insomma, privato di Murphy, a cui la rincorsa di Nese al titolo era strettamente connessa, il campione ha smarrito parte del suo fascino.

Non solo.


Sicché, il passaggio del titolo a Gulak potrebbe simboleggiare la volontà di cambiare rotta, consegnando la cintura ad un lottatore diverso rispetto alla maggioranza dei membri del roster e, in particolare, ai precedenti campioni.

A ben vedere, infatti, Nese, Murphy e Alexander erano assai simili dal punto di vista del lottato e nel modo di tenere il ring, creando quella strana sensazioni per cui, nonostante il cambio di titolo, si aveva l’impressione che nulla fosse realmente cambiato.

Gulak, al contrario, risulta essere un cambio radicale rispetto al passato sotto numerosi punti di vista, ovvero:

i) è un peso leggero atipico, dotato di uno stile di lotta più concreto e, per certi versi, più versatile. Per quanto, per alcuni, potrebbe peccare in spettacolarità, Drew, a mio avviso, ha la rara e straordinaria capacità di poter interagire con tutti sul ring, nonostante i differenti registri tecnici.
Possedere tale abilità permette di creare ottimi incontri indipendentemente dalla tipologia di avversario che si ha dinnanzi e, per l’effetto, di avere incontri sempre diversi e variegati;

ii) è un heel con la “H” maiuscola, in grado di di portare in scena diverse tipologie di campione ‘cattivo’, dal fuggitivo al campione feroce e dominante.
Al riguardo, non è da sottovalutare la sua capacità al microfono. Più volte ci ha dato prova, infatti, di saper portare a casa degli ottimi promo, riuscendo ad andare over col pubblico con una facilità immensa.

iii) infine, Gulak può essere la nemesi ideale per forgiare nuovi face che necessitano disperatamente di un campione heel da detronizzare.
Il pensiero va, naturalmente, a Humberto Carrillo e Chad Gable, con la mia personale preferenza che va al secondo.

Insomma, un cambio di titolo è forse quello che serviva a 205 Live per aprire nuove strade e opportunità, resta solo da capire quale via vorrà intraprendere la federazione.

E Voi? Siete contenti di questo cambio di titolo o avreste preferito continuare con Nese?

Claudio

Claudio
Nel sito dal 2014, editorialista occasionale, blogger di 205 Live, nonché una delle voci del ZWRadio Show. Orgogliosamente sardo, venne folgorato da un Velocity su Italia 1 in giovane età; da allora non ha più smesso di seguire il Wrestling.