Il futuro di Andrade in AEW potrebbe essere in pausa a causa della clausola di non-competizione di un anno imposta dalla WWE, ma l’ex campione non ha alcuna intenzione di restare fermo.

Andrade ha infatti deciso di tornare alle sue radici, condividendo con i fan qualcosa di profondamente personale: la sua casa d’infanzia e il centro di allenamento dove tutto è cominciato, a Gómez Palacio, nello stato di Durango, in Messico.

Il lottatore messicano ha pubblicato su Twitter un video in cui annuncia ufficialmente l’apertura al pubblico della sua casa natale. Non si tratta solo di un’abitazione, ma del luogo in cui ha mosso i primi passi nel mondo del wrestling. Andrade ha spiegato che è lì che è cresciuto, si è allenato e ha scoperto la passione per lo sport che gli avrebbe cambiato la vita:

“Questa è Gómez Palacio, Durango, dove sono cresciuto. Apro questo luogo al pubblico perché possiate vedere da dove vengo — la casa dove sono nato, quella dei miei genitori, la mia prima casa e il posto dove ho debuttato. Venivo qui ad allenarmi e a correre per tenermi in forma. Sono orgoglioso di essere di qui, e spero che vi piaccia il video.”

Il debutto che cambiò tutto: Andrade e la magia del suo primo incontro

Andrade ha poi ricordato i suoi primi anni nel wrestling, rivelando che il suo debutto professionale risale al 18 ottobre 2003, quando aveva appena 13 anni. Il suo primo compenso fu di soli 4 dollari (€3,70), ma il denaro non aveva importanza: tutto ciò che desiderava era lottare:

“Il 18 ottobre 2003 è stato il mio debutto come wrestler professionista. Il mio primo pagamento è stato di 4 dollari, 80 pesos messicani. Avevo solo 13 anni. Tutto ciò che volevo era lottare e vivere il business. Ho dedicato tantissimo tempo a questa passione.”

La dedizione, però, ha avuto un prezzo alto. Andrade ha raccontato che mentre si trovava in Arabia Saudita per un match titolato contro Finn Bálor, sua madre è venuta a mancare, e lui non è riuscito a tornare in tempo per dirle addio. Più recentemente, durante un tour in Europa nel 2025, anche suo padre è stato in pericolo di vita e ancora una volta Andrade non ha potuto essere presente:

“Quando ero in Arabia Saudita, mia madre è morta e non sono riuscito a tornare in tempo per dirle addio. Stavo disputando un match per il titolo contro Finn Bálor. Quest’anno, nel 2025, qualcosa di simile è accaduto mentre ero in Europa: mio padre è quasi morto, e anche stavolta non ero lì.”

Nonostante questi momenti dolorosi, Andrade accetta tutto come parte della vita che ha scelto, una vita fatta di passione e sacrificio: “Sono cose che succedono, perché amo questo business. E accadono in molte compagnie.”

Aprire la sua casa e il suo centro di allenamento al pubblico potrebbe essere un modo per restare attivo e vicino al wrestling durante la sospensione forzata. Ma per Andrade, è chiaramente qualcosa di molto più profondo: è un gesto di riconnessione con le sue origini, con la sua famiglia e con i valori che lo hanno formato.

Anche se il suo futuro nel ring è ancora incerto, il messaggio di Andrade è limpido: il suo amore per il wrestling, le sue radici e la sua famiglia resteranno sempre al centro di ciò che è.

Aiutaci a portarti più wrestling

Bastano 5 secondi: scegli Zona Wrestling come fonte preferita su Google e seguici su Google News.

Scegli Zona Wrestling come fonte preferita Apre le preferenze Google · 1 click
Seguici su Google News Apre Google News in una nuova scheda

Gratis · Nessuna registrazione · Puoi annullare quando vuoi