Il futuro dei diritti televisivi della AEW resta uno dei dossier più caldi del wrestling, ora che Warner Bros. Discovery ha imboccato la strada della fusione con Paramount Skydance. Mentre le voci si rincorrono su cosa tutto questo possa significare per la compagnia di Tony Khan, da dentro la federazione trapela un orientamento ben preciso.
Cosa filtra dalla AEW secondo Fightful
Stando a quanto riferito da Fightful Select, Tony Khan sarebbe ottimista sulla possibilità che la AEW resti legata a Warner Bros. Discovery anche nel nuovo assetto. Più fonti interne alla federazione descrivono un Khan entusiasta all’idea, convinto che Paramount rappresenterebbe un approdo favorevole per la compagnia.
Non è un dettaglio da poco, perché Paramount ha una lunga storia con il wrestling. In passato ha lavorato con la ECW negli anni Novanta, con la WWE negli anni Duemila e con la TNA per buona parte degli anni Duemila e Duemiladieci.
Il nodo UFC: nessun veto sulla strada della AEW
C’è chi ha sollevato dubbi sul rapporto già esistente tra Paramount e la UFC. Una fonte vicina a Paramount ha però chiarito che non esiste alcun accordo di esclusiva capace di impedire l’inserimento della AEW nel palinsesto della compagnia. La stessa fonte ha tenuto a precisare un punto: è la UFC a lavorare per Paramount, non il contrario.
Per il resto, nulla è cambiato rispetto all’attuale accordo della AEW con Warner Bros. Discovery, e non c’è stato alcun annuncio ufficiale sui piani televisivi futuri. Resta però la sensazione, alla luce delle ultime informazioni, che Tony Khan consideri Paramount un’opzione positiva qualora la fusione vada in porto come previsto.
L’antefatto: l’accusa di LoPiccolo e la replica di Khan
La vicenda si trascina da mesi. L’ex agente della Paradigm Nick LoPiccolo, critico dichiarato della AEW, aveva lanciato sui social un’accusa pesante: secondo lui Warner Bros. Discovery avrebbe comunicato a Tony Khan già lo scorso agosto l’intenzione di non rinnovare l’accordo sui diritti. LoPiccolo ha insistito sulla veridicità della sua versione, sostenendo di averla verificata direttamente e con triplo riscontro, e ha invitato chiunque intervisti Khan a chiedergli perché si comporti come se nulla fosse e quale sia il suo reale piano di distribuzione.
Khan ha smontato la ricostruzione parlando a Good Karma Wrestling. Il presidente della AEW ha rivendicato il pubblico che segue gli show ogni settimana, il sostegno dal vivo agli eventi e l’arrivo di HBO Max, definendo entusiasmanti gli sviluppi con Warner Bros. Discovery. Vale la pena ricordare che le due parti avevano firmato un rinnovo pluriennale e molto ricco nell’ottobre 2024, con Dynamite su TBS, Collision su TNT e gli show in simulcast su HBO Max. In una successiva uscita, dopo l’annuncio della trattativa che riguardava Warner Bros. Discovery, Khan ha ribadito di avere ancora diversi anni di contratto davanti e di poter contare su una partnership destinata a durare a lungo.
Perché gli ascolti pesano nella partita
Su questo punto i numeri raccontano una parabola interessante. Quando Nielsen ha introdotto a fine settembre 2025 la nuova metodologia “Big Data + Panel”, le rilevazioni del wrestling erano calate in modo generalizzato. Poi, dal 26 gennaio 2026, un ulteriore aggiustamento applicato alle trasmissioni via cavo ha invertito la rotta, facendo risalire gli ascolti dei programmi di wrestling in modo anche sostanziale per certi casi come Collision.
I dati di Wrestlenomics lo mostrano con chiarezza: tra fine settembre e fine gennaio Dynamite su TBS viaggiava intorno ai 503.000 spettatori con un rating 0.09 nella fascia 18-49 anni; da quel momento in poi la media è salita a 651.000 spettatori e 0.12. Collision, nella sua collocazione abituale delle 20 su TNT, è passata da 246.000 spettatori e 0.04 a 478.000 e 0.08, praticamente raddoppiando. Numeri che, con ancora diversi anni di contratto da far valere, danno alla AEW un peso non trascurabile al tavolo: una proprietà di wrestling che porta a casa ascolti del genere costa molto meno dei diritti di basket o di altri sport dal prezzo salatissimo, e assicura un pubblico che la creazione di show originali, dai costi enormi, non sempre garantisce.
Il confronto, del resto, è impietoso proprio sul fronte degli show originali. Proprio per contenere i costi, Warner Bros. Discovery ha smesso da tempo di sviluppare nuove produzioni scriptate per TNT e TBS, lasciando spegnere uno dopo l’altro i titoli rimasti: una serie come Snowpiercer, ambiziosa e costosa da realizzare, si è chiusa con la quarta stagione proprio nel quadro dei tagli post-fusione. Una serie di alto profilo costa milioni di dollari a episodio e produce, nella migliore delle ipotesi, una manciata di puntate l’anno, senza alcuna garanzia sul pubblico che porterà a casa. La AEW, al contrario, riempie il palinsesto con due show settimanali per dodici mesi l’anno, senza pause stagionali, e con numeri che dopo l’ultimo aggiustamento Nielsen sono tornati a salire. I costi per espisodio, facendo un calcolo molto sommario, si attestano tra il milione ed il milione e mezzo per episodio per quanto riguarda la AEW mentre possono arrivare anche a 6-7 milioni per uno show televisivo. Non parliamo poi dei diritti televisivi degli sport “che contano” negli States, che volano su cifre enormi.
Questo ragionamento ovviamente non vale solo per la AEW, anzi, la grande escalation del fatturato della WWE nasce proprio dal peso del wrestling in ambito di ascolti televisivi, ed anche il recente accordo tra TNA ed AMC va incasellato in questo contesto. Persino la Serie A ha un discreto contratto con Paramount negli Stati Uniti.








