Un ppv lungo e non esente da problemi di svariato genere. Il confronto con la NBA ha costretto la All Elite Wrestling a gestire un evento da oltre 5 ore, decisamente pesante per chiunque, meno per chi ha pagato il biglietto per essere in una arena e dunque vuole vedere tutto. E quel che ha visto ha convinto e non convinto: non è certo il peggior programma proposto dalla compagnia, ma segna di certo dei passi indietro rispetto agli ottimi ultimi 3 ppv. Andiamo a vedere assieme.

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BUY IN PRE SHOW

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TAG TEAM MATCH

HOOKhausen vs Tony Nese e Mark Sterling (05:20)

Tipico match che passa in scioltezza senza colpo ferire. Probabilmente non lo ricorderemo tra qualche mese o, se lo ricorderemo, non darà particolare fastidio. Vincono i buoni, come doveva essere, e ognuno fa il suo: Sterling imbarazzante nel vestitino indossato ma buono per esser schienato, Nese molto bravo sul ring quanto anonimo nell’attirare il pubblico, Danhausen funzionale, Hook over come doveva essere. Applausi, ma passiamo ad altro. Winners: HOOKhausen (6 / 10)


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MAIN SHOW

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ONE ON ONE MATCH

MJF vs Wardlow – If Wardlow Wins Is Free From MJF Contract (07:30)

Perché dare un match per uno squash? Perché è stato quello che doveva essere, viste le vicissitudini vissute nel weekend. MJF non si è comportato per niente bene e questo potrebbe costargli in credibilità anche in ottica WWE, se la WWE è il suo obiettivo. Comunque si è presentato sul ring, ha fatto il professionista beccandosi dieci powerbomb di fila, venendo devastato sotto ogni punto di vista. Dall’altra parte Wardlow è ormai una stella, sarà difficile davvero tenerlo lontano dal main event se non proprio da una cintura (TNT, magari). Il pubblico lo adora, il match è dalla sua parte, può solo prendersi la luna. Winner: Wardlow (6 / 10)

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TAG TEAM MATCH

Hardys  vs The Young Bucks (19:15)

Bucks più irritanti del solito, un po’ tornati agli eccessi pre-AEW di cui avremmo fatto volentieri a meno. Poi però hanno preso in mano un match che poteva scappare di mano da un momento all’altro contro due fratelli la cui forma fisica è ridicola, così come la lucidità di seguire a menadito lo script del confronto. Tanti errori sia di Jeff che di Matt poteva inficiare pesantemente sulla riuscita del confronto, poi da un momento all’altro la svolta che l’ha reso più divertente e più acceso, con entrambi i team che sono andati vicini alla vittoria. Il successo va ai veterani per sfruttare col pubblico l’onda lunga della loro permanenza, ma troppo poco per rendere sufficiente l’incontro. Winners: Hardys (5,5 / 10)

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ONE ON ONE MATCH

Jade Cargill (c) vs Anna Jay for the AEW TBS Championship (07:25)

C’è un prima e un dopo. Il prima è la bruttezza di questo incontro che ha esaltato, purtroppo, le lacune di entrambe le contendenti. Abbiamo avuto Jade Cargill che si è dimenticata il match e per fortuna l’arbitro le ha chiamato le mosse; abbiamo avuto Anna Jay in versione robot, piuttosto impacciata nel cercare di darsi una offensiva credibile. Poi è arrivato l’overbooking a dare un minimo di risalto allo scontro, rendendolo però più confuso che altro. Particolare come tra le due sul ring, quella che cerchi di barare sia la face e non la heel, ad esempio. Fanno sorridere Sterling e Silver, non entusiasmano le Baddies, entusiasma certamente Stokely Hathaway che diventa il nuovo manager della Cargill in un batter d’occhio. Il dopo è l’arrivo di Athena, il confronto sul ring, la Statlander che rappresenta l’unico vero spauracchio per Jade e non mi stupirebbe vederla col titolo nei prossimi mesi. Winner and Still AEW TBS Champion: Jade Cargill (4,5 / 10)

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TAG TEAM MATCH

House of Black vs Death Triangle (15:35)

In sede di pronostici dissi che poteva essere il match della serata. A suo modo lo è stato: azione intensa, scambi spettacolari, anche qualche botch ma che non sporca più di tanto l’incontro. Tutti e sei gli atleti coinvolti nel match, tutti e sei in grado di esaltare ed esaltarsi, in un continuo spotfest ben fatto e congeniale per gli appetiti del pubblico attuale. Vince ancora la House Of Black, ed è una vittoria che potrebbe lanciarli seriamente verso qualcosa di importante, specie se dovessero prima o poi essere integrati i titoli trios. Meno fortunati i Death Triangle, ma questo stop non scalfisce la loro posizione. Winners: House of Black (8 / 10)

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MEN’S OWEN HART CUP TOURNAMENT MATCH

Samoa Joe vs Adam Cole in the Men’s Owens Hart Foundation Tournament Final (12:30)

Era un first time ever, e come avevo già avvisato, in una card così piena zeppa la paura era che si perdesse nel mucchio. E si è perso, infatti. I due non hanno dato fondo al massimo del loro repertorio, mantenendosi su toni bassi ma intensi, ma senza mai cambiare marcia o dare l’impressione che l’incontro fosse davvero in bilico. L’intervento di Fish non ha aggiunto sostanzialmente nulla e il contentino per Cole è arrivato preciso come un orologio svizzero. Peccato, spero diano loro una nuova opportunità per mettersi in mostra. Winner: Adam Cole (6 / 10)

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ONE ON ONE MATCH

Britt Baker vs Ruby Soho in the Women’s Owen Hart Foundation Tournament Final (13:20)

Che brave queste ragazze che, pur in una posizione complicata di card e con un finale già scritto, riescono ad amalgamarsi bene e a portare a casa la sfida. Ruby pare quella che si avvicina tanto all’obiettivo finale e poi non ci arriva mai. Quando ci arriverà, sarà sicuramente grande festa. La Baker le va dietro, si prende un successo che sa inevitabilmente di rilancio per ritrovarla presto a rincorrere nuovamente il titolo femminile. Winner: Britt Baker (6,5 / 10)

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TAG TEAM MATCH

Men Of The Year & Paige Van Zant vs Sammy Guevara, Kazarian & Tay Conti (12:30)

Finalmente ci siamo liberati di questa storyline, e dunque il giudizio non può che essere positivo. Così come è stato positivo il debutto di Paige VanZant, sicuramente più preparata di quanto non lo fosse la collega Ronda Rousey quando debuttò. Spettacolare Kazarian coi suoi cutter, irritanti e poco coinvolgenti Tay e Sammy, hanno fatto il minimo indispensabile i Men Of The Year. Tutto è filato liscio, il pubblico ci è stato dietro. Era un match di cui avremmo fatto a meno (in ppv, almeno), ma ha avuto un finale soddisfacente. Winners: Men Of The Year & Paige Van Zant (6 / 10)

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ONE ON ONE MATCH

Darby Allin vs Kyle O’Reilly (09:50)

Nessuno si aspettava nulla e loro ci hanno dato tutto. Molti bravi Darby e Kyle a diversificare le fasi del match, a darci il loro stile mischiandosi e producendo cose molto buone. Il fatto che non ci fosse nulla di particolarmente profondo dietro non ha reso l’intensità di cui questo match avrebbe necessitato. Stupisce la vittoria di O’Reilly, ultimamente molto ben supportato dalla compagnia, nell’ottica di rendere la sezione di Cole più forte rispetto a quella di Omega. Altro passo indietro di Darby che come tutti i 4 pillars sta pagando un periodo di transizione. Winner: Kyle O’Reilly (7 / 10)

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ONE ON ONE MATCH

Thunder Rosa (c) vs Serena Deeb for the AEW Women’s Championship (16:55)

Poi dal pubblico si levò il coro “This is Wrestling”. E allora mi dico: che peccato. Che peccato che la storyline sia stata mal fatta, che alla campionessa sia stato dato poco screen time per accendere la contesa, che alla sfidante sia stata levata la possibilità di “offendere” ancora di più Rosa. Perché poi queste ragazze salgono sul ring e se lo mangiano. Letteralmente. C’era tutto quello che si può richiedere da un incontro: alchimia, durezza, intensità, ritmo, scambi puliti, storytelling sopraffino. Signori, che bellezza. Cosa ne è uscito fuori? Il miglior match femminile dell’anno (finora!) in terra americana, un pelino meglio di Becky vs Bianca di Wrestlemania. Chapeau. Winner and Still AEW Women’s Champion: Thunder Rosa (8 / 10)

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TAG TEAM MATCH

Jericho Appreciation Society vs Eddie Kingston, Santana, Ortiz, and The Blackpool Combat Club in an Anarchy in the Arena Match

Nei primi dieci minuti ho avuto mal di testa e mal di mare. Come previsto, per seguire tutti la regia ha dovuto fare i salti mortali, spazziando dal pubblico al ring, dal ring alla hall dell’arena. In sottofondo la musica di Moxley che continuava a girare, mischiata alle urla del pubblico. Anarchia pura, dovunque. Per quanto possa o non possa piacere una stipulazione, quando è seguita a menadito va solo che apprezzata. E si apprezzano gli spot, la pazzia dei colpi, Kingston che riempie di benzina Jericho e Bryan, tavoli rotti, voli dalle scale, sangue a go-go, e pure il finale. La JAS, in un match che avrebbe dovuto vederla sfavorita, vince e convince anche narrativamente sfruttando le incomprensioni interne ad una stable messa insieme solo per l’occasione. Winners: Jericho Appreciation Society (7,5 / 10)

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THREE WAY TAG TEAM MATCH

Jurassic Express (c) vs. Team Taz vs Keith Lee and Swerve Strickland for the AEW Tag Team Championship (17:15)

Arrivare dopo l’Anarchy in The Arena non era semplice, e così un incontro che sarebbe potuto essere ad alto tasso spettacolare, ha dovuto normalizzare il momento. Non che non ci siano stati i momenti spettacolari, ma con una intensità ridotta rispetto a quanto ci si aspettasse. Alcune menzioni: Strickland si becca il pin ma ha un futuro roseo assicurato; Jungle Boy è in fase di riposo rispetto al passato come tutti i 4 pillars e quel calcione involontario di Luchasaurus potrebbe far scoppiare nelle prossime settimane la bolla; Powerhouse Hobbs in un contesto a più uomini è in grado di dire la sua; Starks gioca soprattutto di carisma; Keith Lee più lento ma perfettamente al servizio degli altri. Vincono i campioni, ma il loro regno sta per finire. Winners and Still AEW Tag Team Champions: Jurassic Express (6,5 / 10)

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AEW WORLD CHAMPIONSHIP MATCH

“Hangman” Adam Page (c) vs CM Punk for the AEW World Championship (25:40)

C’è un filo logico tra gli ultimi tre main event dei ppv AEW: rendono meno di quello che dovrebbero. Intendiamoci, Punk e Page hanno fatto bene, in termini di storytelling hanno mostrato un livello alto. Ma dopo quasi cinque ore e tante emozioni, la vittoria di Punk risulta un poco sgonfia. Meno pathos del previsto, in 25 minuti dove non ci sono stati particolari colpi di scena. Tutto è filato fin troppo liscio verso un finale che tutti avevano previsto. E dove Page non capisce che mantenere un titolo è davvero una questione di business: quella cintura andava utilizzata. Se non lo capisci, chi è più esperto e astuto ha modo di approfittarne. E così è stato. Winner and New AEW World Champion: CM Punk (7 / 10)


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LIVE EVENT

Una richiesta a Tony Khan: mai più una card di tredici match. Queste cose lasciamole alle indy, una major deve ragionare ponendo i propri atleti nelle migliori condizioni per dare spettacolo al pubblico nell’arena e da casa. Non è necessario dare spazio a tutti e tutte, non è necessario riempire le card con match poco preparati. Possono andare anche bene, ma rimane il rammarico di averli inseriti in un calderone dove sono andati a perdersi. Tanti alti e bassi, diverse soluzioni che hanno fatto storcere il naso. L’Owen Hart Cup ad esempio non ha aggiunto nulla a ciò che già sapevamo, con Cole e Britt premiati come “power couple”. Jade e Anna sono da riportare sui ring di allenamento, Rosa e Serena andrebbero riproposte altre volte assieme perché sono un bellissimo spettacolo. È passato in sordina, purtroppo, il debutto di Rush al fianco di Andrade; un po’ meglio per Athena e Stokely Hathaway in attesa di capire cosa avranno modo di dimostrare in AEW. Tutto sommato giusti tutti i risultati e la chiusura del cerchio di alcune storyline. (6,5 / 10)