Buongiorno amici di Zona Wrestling e benvenuti in questa nuova Review, siamo in casa AEW e siamo reduci da Dynasty, giunto alla prima edizione. Un Dynasty che ha avuto poco più di un mese per essere costruito e tranne in un caso isolato, questa Road To Dynasty è stata avvincente soprattutto con le ottime puntate di Dynamite. Inoltre a guardare la card e soprattutto i match questo Dynasty prometteva sicuramente bene, ma è stato realmente così? Andiamo a scoprirlo insieme!
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ZERO HOUR
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SIX MAN TAG TEAM MATCH
CRU (Action Andretti & Lio Rush) & Nick Wayne vs AR Fox & Top Flight (11:16)
Lo Zero Hour si apre con un match adrenalinico dove la legge di gravità è stata violata più volte che in un film di Christopher Nolan. Il trio composto da Action Andretti, Lio Rush e Nick Wayne ha dato spettacolo contro AR Fox e i fratelli Martin. Tutti volano come se avessero Red Bull nelle vene, con una serie di tuffi e mosse aeree a ripetizione. Dopo un’ondata incessante di mosse spettacolari, è stata decisiva l’interferenza di Mother Wayne che ha permesso a Nick Wayne di portare a casa la vittoria. Match veloce e spettacolare, perfetto per scaldare il pubblico di Philadelphia che ha risposto con entusiasmo alle acrobazie dei sei lottatori. Winners: CRU & Nick Wayne [usr 6.5 max=10]
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ONE ON ONE MATCH
Anthony Bowens vs Max Caster (00:40)
<p>Se siete andati a farvi un caffè, avete perso il match. In 40 secondi (!) Bowens ha demolito Caster come se fosse un palazzo abusivo sotto gli occhi della Guardia di Finanza. Probabilmente questo episodio metterà fine alla serie di open challenge di Caster, e devo dire che i fan erano entusiasti nel vedere il ritorno dell’ex Acclaimed, arrivato con un’entrata a sorpresa che ha fatto esplodere l’arena. Non so bene in che modo queste sconfitte a ripetizione potranno giovare a Caster. Winner: Anthony Bowens s.v.
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MAIN CARD
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ONE ON ONE MATCH
Will Ospreay vs Kevin Knight in a Quarter Final of the Men’s Owen Hart Tournament Cup (13:50)
Chi meglio dell’Aerial Assassin per inaugurare la card principale? Ospreay e il giovane Knight hanno dato vita a un match spettacolare, non ve lo sto nemmeno a scrivere perché quando c’è di mezzo l’inglesino è sempre così. Anche Knight, però, ha fatto il suo. Il sostituto dell’infortunato Jay White si è rivelato un degno avversario, sorprendendo Will con contrattacchi impressionanti, incluso un DDT sulla rampa molto interessante. Il pubblico ha apprezzato ogni momento, specialmente quando Knight ha eseguito una hurricanrana dalla terza corda che ha fatto sobbalzare anche i commentatori. Nonostante la coraggiosa performance di Knight, il risultato non è mai stato in discussione: Ospreay ha chiuso la pratica con la tripletta micidiale di Styles Clash, Oscutter e Hidden Blade, come un cecchino che non vuole lasciare scampo alla vittima. Dopo il match, rispetto reciproco tra i due lottatori con stretta di mano. Winner: Will Ospreay
(7,5 / 10)
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TAG TEAM MATCH
The Hurt Syndicate (c) (w/MVP) vs Big Bill & Brian Keith for the AEW World Tag Team Championship (10:24)
Lashley e Benjamin hanno dominato come previsto ma la svolta è arrivata quando è entrato in gioco MJF, che ha colpito Big Bill con il Dynamite Diamond Ring mentre l’arbitro era più distratto di uno studente durante l’ultima ora di latino. Una Spear di Lashley e lo schienamento di Benjamin su Keith hanno chiuso la pratica. La Hurt Syndicate non sembrava particolarmente felice dell’aiuto ricevuto da MJF, ma vittoria è vittoria. Un match basilare come una pasta al pomodoro, ma funzionale a portare avanti la storyline tra MJF e la Hurt Syndicate. Poteva andare bene anche a Dynamite? Certo che sì. Anzi doveva. Winners and Still AEW World Tag Team Champions: The Hurt Syndicate
(6 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
AEW TBS Champion Mercedes Moné vs Julia Hart in a Quarter Final of the Women’s Owen Hart Tournament Cup (12:40)
Il match è stato tecnicamente valido ma con momenti di imprecisione che hanno fatto storcere il naso. La CEO ha fatto valere esperienza e carisma, mentre Julia Hart ha mostrato carattere applicando la sua sottomissione “Hartless”. Il pubblico era dalla parte di Julia, ma Mercedes ha avuto la meglio con un astuto roll-up dopo che entrambe le sue mosse finali erano state neutralizzate. Per restare a tema culinario, un match sufficiente, come un piatto di pasta con il pesto dell’Eurospin: mangiabile, anche buona, ma non certo da Villa Crespi. Winner: Mercedes Moné
(6,5 / 10)
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TAG TEAM MATCH
Claudio Castagnoli, PAC & Wheeler Yuta (c) vs Rated FTR for the AEW World Trios Championship (14:42)
Un match solido che ha visto Claudio, PAC e Yuta (quest’ultimo fischiato come se avesse proposto di abolire la pausa pranzo in Italia) difendere i titoli contro Cope e FTR. Mentre i fan cantavano la theme song di Cope, l’azione in ring è stata fluida, con sequenze che mostravano l’ottima intesa tra i due team. Nel finale, Yuta ha spinto Cope contro Dax, distraendolo abbastanza da colpirlo con il Busaiku Knee per la vittoria. Ma è il post-match che rimarrà alla memoria: i due FTR, che sembravano ai ferri corti, hanno finto una riconciliazione con Cope, per poi tradirlo brutalmente con un doppio conchairto. Dax e Cash hanno infierito con una spike piledriver sulla sedia e ulteriori conchairto, mentre il pubblico fischiava come in un concerto di musica sperimentale giapponese. Mi aspettavo che vincessero e poi si giocassero la carta del tradimento più avanti e invece abbiamo avuto tutto stasera, con la fine prematura dei Rated FTR. Winners and Still AEW World Trios Champions: Death Riders
(7 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
“Timeless” Toni Storm (c) (w/Luther) vs Megan Bayne (w/Penelope Ford) for the AEW Women’s World Championship (15:25)
“Timeless” Toni Storm si è presentata in stile Rocky (essendo a Philadelphia) per affrontare la potente Bayne, in un match che ha ricordato lo scontro tra Davide e Golia, ma con più capelli ossigenati. Nei primi minuti, Luther ha neutralizzato Penelope Ford portandola via dal ring, permettendo al match di svolgersi senza interferenze. La Megasus ha dominato fisicamente, lanciando Toni per tutto il ring con suplex spettacolari. Altro bel momento, quando dopo aver subito la Storm Zero, la Bayne ha fatto un kickout al conto di uno (!) come se niente fosse. Nel finale, Toni Storm è riuscita a ribaltare un tentativo di Fate’s Descent in un inside cradle per la vittoria, dimostrando che a volte la furbizia vince sulla forza bruta. Megan Bayne esce sconfitta ma con una prestazione che la posiziona come seria contendente per il futuro, spero. (Tony non dimenticarti di lei per favore). Winner and Still AEW Women’s World Champion: “Timeless” Toni Storm
(7,5 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Kyle Fletcher (w/Don Callis) vs Mark Briscoe in a Quarter Final of the Men’s Owen Hart Tournament Cup (16:15)
Un match così fisico che persino Mike Tyson avrebbe suggerito di calmarsi un attimo. Briscoe ha tentato di introdurre sedie nell’equazione, strategia che gli si è rivoltata contro quando Fletcher l’ha catapultato su una di. Da lì, il “Protostar” ha metodicamente smontato il veterano pezzo per pezzo, come un meccanico troppo zelante con la vostra auto. Don Callis a bordo ring incitava Fletcher, mentre il pubblico sosteneva Briscoe. Mark, testardo come un mulo, ha resistito a qualsiasi attacco, incluso un brainbuster sull’apron che ha fatto sobbalzare anche i commentatori più impassibili e temere il peggio. Nonostante i coraggiosi tentativi di Briscoe di rimanere a galla, alla fine Fletcher l’ha spedito al tappeto con una Brainbuster dalla terza corda. Un match eccellente che conferma l’ottimo stato di foma dell’atleta australiano e rinnova il suo push. Winner: Kyle Fletcher
(8 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Chris Jericho (c) vs Bandido in a Title vs Mask Match for the ROH World Championship (18:15)
Match con posta in gioco altissima: se Bandido avesse perso, avrebbe dovuto consegnare la maschera. Una posta in gioco così alta che nessuno credeva fosse possibile accadesse. La madre e la sorella di Bandido erano a bordo ring, aumentando la tensione emotiva. L’inizio è stato esplosivo, con Jericho che ha tentato di chiudere rapidamente con Codebreaker e Lionsault, ma Bandido ha resistito con la tenacia di chi combatte l’ultima bolletta del gas. Dopo vari scambi intensi e un momento in cui Bandido ha tenuto Jericho in vertical suplex per quasi un minuto (tempo sufficiente per cuocere la pasta), il finale è stato più contorto di una puntata di Beautiful: Bryan Keith è intervenuto ma è stato fermato da Gravity, poi Jericho ha colpito Bandido con una mazza da baseball non vista dall’arbitro, vincendo. Ma ecco il colpo di scena! La famiglia di Bandido ha segnalato il misfatto all’arbitro Aubrey Edwards, che ha fatto ripartire il match (altro che VAR). Jericho ha provato a intimidire la sorella di Bandido, ma il luchador messicano ha colpito il campione con la 21 Plex, conquistando il titolo ROH e salvando la sua maschera. Un grande classico del wrestling con dramma, famiglia e giustizia che trionfa, per un match abbastanza debole che forse sarebbe stato meglio destinare ad un evento della Ring of Honor o ad un episodio di Collision. Winner and New ROH World Champion: Bandido
(6,5 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Daniel Garcia (c) vs Adam Cole in a Everybody Banned From the Ringside No Time imit Match for the AEW TNT Championship (15:35)
Garcia e Cole hanno dato vita a un match tecnico, preciso come un impiegato svizzero ma anche altrettanto noioso. Cole ha subito un apparente infortunio alla caviglia, che Garcia ha puntato come un segugio sull’ultima tartufata, lavorando metodicamente sulla gamba per tutta la durata del match. Col passare dei minuti, Cole ha un po’ tralasciato di vendere questo infortunio. Dopo una serie di near fall che hanno fatto alzare e risedere il pubblico più volte, Cole ha finalmente chiuso i conti con una serie di Panama Sunrise e il Boom finale, conquistando il suo primo titolo singolo in AEW. Un match solido ma che non ha mai realmente acceso la platea fino al finale, come un buon fritto misto di pesce surgelato: intuisci che manca qualcosa ma non sai cosa. Winner and New AEW TNT Champion: Adam Cole
(6 / 10)
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TRIPLE THREAT MATCH
Kenny Omega (c) vs Ricochet vs “Speedball” Mike Bailey for the AEW International Championship (31:04)
Uno di quei match così pazzeschi che va a tanto così da fare il giro e diventare brutto. Gli atleti che hanno sfidato le leggi della gravità come se fossero solo opinioni personali. 30 e rotti minuti di grande spettacolo. Post-match, Kazuchika Okada si è presentato sul ring per un faccia a faccia con Omega, che però ha preferito battere in ritirata, facendo presagire un possibile scontro futuro tra i due. Se fosse stato un piatto, questo match sarebbe stato un risotto al tartufo con scaglie d’oro: quasi perfetto, ma forse un pelino troppo ricco per essere consumato tutto d’un fiato. Winner and Still AEW International Champion: Kenny Omega
(9 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Jon Moxley (c) (w/Marina Shafir) vs Swerve Strickland (w/Prince Nana) for the AEW World Championship (31:35)
Moxley e Swerve hanno combattuto duramente, con Strickland che ha iniziato a sanguinare sopra l’occhio destro dopo essere stato sbattuto contro i gradoni. Moxley, nel suo stile, ha morso la ferita dello sfidante più volte, dimostrando di avere meno igiene orale di un piranha a dieta. Il match si è trasformato in una vera e propria battaglia con una scala coinvolta nei giochi e Swerve che ha eseguito uno Swerve Stomp attraverso il tavolo di commento che ha fatto tremare persino i denti di Ji. Dopo oltre trenta minuti di battaglia, ecco il colpo di scena: luci spente, Young Bucks sul ring, EVP Trigger a Strickland e Moxley mantiene il titolo. Un finale così sovraccarico di interferenze che neanche vicino ad un ripetitore di Radio Maria. Prima dei Bucks, erano intervenuti anche Hangman Page, i Death Riders e The Opps, trasformando il ring in un traffico più congestionato di quello del Raccordo Anulare alle 18. Vogliamo parlare del finale? Mi ricorda il periodo della Bloodline, con un campione che aveva stancato e sempre nuove scuse ed intromissioni sempre meno credibili e giustificate per falo rimanere campione. Peccato che qui non sono passati nemmeno sei mesi. Match che poteva strappare anche un 6.5 ma che per questo finale così irritante si prende una bella insufficienza. Winner and Still AEW World Champion: Jon Moxley
(5 / 10)
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LIVE EVENT
Chiudiamo questa recensione del PPV AEW Dynasty 2025 con l’ennesima metafora legata al cibo: lo show è stato come una pizza (familiare) metà buona metà bruciata: alcune porzioni erano deliziose (Omega-Ricochet-Bailey e Fletcher-Briscoe), altre invece lasciavano a desiderare. La qualità in-ring è stata generalmente alta ma meno del solito e alcune scelte creative sono state davvero inaccettabili. Il turn heel degli FTR e il ritorno a sorpresa dei Young Bucks hanno sicuramente creato interesse per il futuro, ma la sensazione è che l’AEW stia ancora cercando di trovare il giusto equilibrio tra wrestling di qualità e angle narrativi, come un cuoco che non sa decidere quanto sale mettere nella pasta. La durata complessiva dell’evento è stata estenuante e per uno che lavora e che non riesce a fare le live di domenica notte è molto difficile poi recuperare tutto. Questo non è una novità, ma fa rabbia se pensiamo che diversi match avrebbero potuto tranquillamente trovare spazio negli show settimanali. Inoltre l’idea di mettere diversi match della prima fase del torneo Owen Hart nel PPV ha fatto sembrare poco importante tutto l’evento, perché onestamente chi se ne frega degli ottavi di finale di un torneo? Mi spiego: match pazzesco quello di Fletcher e Briscoe, ma era un match senza storia che non era nemmeno una finale bensì uno dei primi match del torneo. Lo stesso per Hart vs Mone. Si poteva snellire la card e tenere da parte queste cartucce per Dynamite e Collision. Questo show mi ha deluso se devo guardare il complesso ed è forse la prima volta che ho un sapore più amaro che dolce riguardo ad un PPV della AEW.
(6,5 / 10)








