Quando si parla di Royal Rumble è facile pronosticare i possibili vincitori. Dopo tutto sono loro che si prendono gli onori e a loro pensiamo ogni anno quando torniamo a toccare con mano questo argomento. Si parla di ultimi sopravvissuti sul ring.

Ai penultimi invece pochi ci pensano: eppure sono coloro che rendono forma al momento clou della rissa reale. Il problema? Forse negli ultimi anni abbiamo avuto dei penultimi un po’ sorprendenti, tali da non poter essere ben ricordati. Sicuramente voi tutti ricordate che ad esser eliminato lo scorso anno fu Rusev in una maniera che ancora oggi si fa ricordare come scandalosa. Era ancora il russo, la forza dirompente che andrà ad intrecciare le proprie armi con Cena per il titolo americano. Ma quella figura da pollo ci rende meno scontato il personaggio che poi è diventato, un midcarder impelagato in una gimmick che difficilmente durerà per molti anni ancora. Tutti si ricordano anche di Reigns vicino a vincere la Rumble nel 2014 con un’arena, quella di Pittsburgh, tutta a suo favore pur di scongiurare l’affermazione di Batista. Stessa sorte gli capiterà un anno dopo, ma all’Animale gli fece sudare 12 camicie prima di puntare dritto a Wrestlemania.

Per rendere più insidioso il bis di Cena, la WWE pensò bene a Ryback nel 2013. L’ex campione intercontinentale però venne trattato con lo stesso modello di Big Show con Benoit nel 2004. Come terz’ultimo ci finì Sheamus che l’anno prima aveva trionfato su un indomito Chris Jericho, con un Randy Orton ispirato sì ma sfortunato dato che rimase sul ring con gli ultimi due esattamente come nel 2011. E nel 2011 stavamo per vivere quello che può essere un sogno ma anche il terrore: Santino Marella vicino al main event di Wrestlemania. È lui, a sorpresa e col clamore del pubblico, a prendersi la scena e a mettere a repentaglio le prospettive di Alberto del Rio. Inutile dire che il finale si rivelerà un siparietto tale da far sorridere tutti e rendere meno amara la scelta del messicano. Però si trattò forse dell’ultimo atto decente di questo match, con l’intro gestito dalla faida tra il Corre e il Nexus, e dalla sfida prolungata tra Bryan e Punk da spellar le mani.

È ovvio che stanotte tutti ricorderanno il gran finale della Rumble ’92. Vinse Flair certo, ma ricordate chi fu il penultimo? Sid Justice, meglio noto come Sid Vicious in WCW. Fu una vittoria di Pirro quella di Flair dovuta al fatto che Hogan non accettò di voler esser messo in secondo piano rispetto a quello che è sempre stato il suo antagonista. Fu lì che iniziò a scricchiolare il rapporto con Vince McMahon, rotto definitivamente un anno dopo sempre per le pretese dell’Immortale.

Nel ’94 abbiamo poi assistito a una delle edizioni dove un penultimo non c’è: Lex Luger e Bret Hart si eliminarono a vicenda toccando contemporaneamente il tappeto fuori ring. Sarà il preludio alla stella di Bret Hart e alla faida di altissimo livello con Owen Hart. Luger invece non raggiungerà mai grandi risultati a parte un breve regno da campione WCW nel 1997. Il bis lo daranno Batista e John Cena nel 2005.

Questa notte dunque ci si gioca il titolo del mondo e mai come questa volta il penultimo sarà decisivo per scrivere la storia della WWE. Come andrà a finire? Come nel 1992 o come nel 1994? Un campione pulito oppure due campioni costretti a mettere tutto in discussione a Wrestlemania? Contate che il doppio vincitore è arrivato sempre 11 anni dopo il precedente: dal 2005 al 2016 sono passati 11 anni. Che sia la serata delle grandi sorprese? Beh non mi resta che augurarvi spettacolo di wrestling.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".