No Surrender ci ha lasciati con alcune certezze e alcune delusioni, ma facciamo ordine dando inizio a questo nuovo numero dell’editoriale dedicato al mondo TNA curato dal sottoscritto, Aldo Fiadone.

Credevo che il booking team non potesse fare qualcosa di peggio della faida tra Ryan Nemeth e Mara Sade.
Una vera agonia durata fin troppo… perché qualche segmento buttato qua e la per un paio di settimane possono anche andarci bene, ma se consideriamo tutti gli incroci tra i due, l’andazzo va a avanti più o meno da novembre e giunge solo ora nel suo atto finale con un apparente Street Fight match.
Quel qualcosa di peggio è stato fatto però, e corrisponde alla vittoria del titolo Knockouts di Arianna Grace.

Attenzione, qui devo fare un plauso per la storia in se.
Gioco psicologico di Arianna, la quale si prende ancora una volta gioco del padre fingendo un riappacificamento per poi ottenere una shot al titolo e “dimostrare qualcosa”, dato che in quel di NXT non le concedono tali opportunità (e chissà perché Arianna cara eh?!).
Alla fine, dopo una serie di scorrettezze, ecco la conquista del titolo e all’ennesimo diverbio verbale tra Santino e Daria Rae.

Tale esito può sicuramente risultare come scusa adeguata per rimuovere Marella dal ruolo di DOA e conseguentemente intensificare la faida tra lui e la SUIT, Rae; ma porre fine così al regno di Lei Ying Lee in favore di Arianna, è abominevole.

La lottatrice cinese, divenuta campionessa quasi a caso, ma comunque abile nel porre fine al pessimo regno di Kelani Jordan, stava mostrando cose interessanti e con il ritorno di Dani Luna proprio durante il match di No Surrender, il piano era ben scritto.
Immaginate un finale con Arianna sconfitta a causa del padre… la beffa nella beffa e invece no, il dazio da pagare verso la WWE è stato effettuato ancora una volta…
“Ti liberi di Stacks? Ok, ma dai una cintura ad un altra persona… vediamo chi, Arianna Grace dai, tanto è la figlia di Santino, qualche intreccio di storyline possiamo buttarcelo in mezzo”. Tommy Dreamer, HBK e vari avranno ragionato più o meno così.

Ora sì, una storia andrà sicuramente avanti, ma nell’albo d’oro figurerà per sempre un altro nome non propriamente meritevole di una tale storica cintura.

In altri momenti dello spettacolo, Jody Threat ha trionfato nella battle royal divenendo la nuova #1 contender e allo stesso tempo giovedì affronterà one on one l’ultima eliminata della rissa, Tessa Blanchard e chissà se proprio tale circostanza possa cambiare nuovamente le carte in tavola.
Se aggiungiamo anche il ritorno di Dani, c’è decisamente troppa carne alla brace e non sempre è un punto positivo.

Pensandoci bene però, forse di positivo un punto c’è. Il ritorno di Mickie James per vederla one on one contro Ash By Elegance, quest’ultima reale traino della divisione con la sua stable durante gli ultimi 12 mesi e oltre.

Nel complesso, per il lato femminile, mi ritengo deluso? Onestamente un po’ si.

Qualora vogliate restare connessi con il sottoscritto, vi segnalo un nuovo episodio del Pro Wrestling Culture podcast con intervista esclusiva all’ex campione Intercontinentale ed Europeo della WWE, D’Lo Brown.

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