E’ fatto ormai noto che KUSHIDA sia riuscito nell’impresa di detronizzare Santos Escobar, conquistando il titolo dei pesi leggeri.
Un evento che è arrivato come un fulmine a ciel sereno, soprattutto dopo quanto occorso in quel di Stand&Delivery, con il nipponico uscito sconfitto dalla sfida con Dunne e il messicano fresco campione undisputed, dopo aver rispedito in patria Jordan Devlin.

Proprio per il differente status dei due contendenti, la vittoria di KUSHIDA mi è sembrata, di primo acchitto, una scelta infelice, in grado di inficiare, senza nessun beneficio apparente, quanto di buono fatto con Escobar, nella sua veste di campione indefesso (Kross a parte…).

Ma, come spesso accade, ciò che istintivamente ci pare orribile, ad una visione più ragionata si trasforma in qualcosa di accettabile, se non anche necessario.
Difatti, di fronte ad una categoria che non aveva più molto da dire in termini di creazioni di nuovi sfidanti, la vittoria di KUSHIDA risulta essere la strada più immediata e diretta per costruire un contendente valido e coriaceo per Escobar.

Non bisogna trascurare, infatti, che il campione messicano -nel suo regno, non lunghissimo ma fitto di sfide- ha annientato tutto ciò che la (non vastissima) categoria aveva da offrire, acquisendo un prestigio e uno status difficile da obnubilare.

Serviva, dunque, uno shock, un casus belli così grande e così improvviso da proiettare il nuovo sfidante verso il titolo della categoria.
E, in questi termini, cosa c’è di meglio di una vittoria immediata del titolo, con connesso e annesso rematch?

D’altronde, circostanza non da poco, il trionfo del nipponico è giunto per il tramite di un roll-up: uno schienamento di rapina, in grado di far capitolare anche i più grandi, come la storia della disciplina ci insegna.

Ora, si apre la strada ad una sfida internazionale che, almeno stando a queste ultime due settimane di show, sta seguendo gli stilemi classici di una faida tra heel dominante, dotato di stable e face, con quel pizzico di underdogghimine che non guasta, privo (all’apparenza) di rinforzi.

A rimpolpare la sfida, ci pensano gli MSK, neo campioni di coppia, le cui cinture sono nelle mire di tutti i tag team dello show, Legado del Fantasma e Ciampa/Tatcher tra tutti.

Dovendomi sbilanciare, sarei propenso a ritenere che KUSHIDA, al termine di tutto, possa anche ritenere per sé il titolo, liberando Escobar per nuove e incredibili avventure, magari per una rivincita, stavolta maggiormente equilibrata, con Karrion Kross.

-Claudio-

Claudio
Nel sito dal 2014, editorialista occasionale, blogger di 205 Live, nonché una delle voci del ZWRadio Show. Orgogliosamente sardo, venne folgorato da un Velocity su Italia 1 in giovane età; da allora non ha più smesso di seguire il Wrestling.