Non ho mai nascosto la mia posizione intransigente verso la gestione di John Cena in questi anni, per tante ragioni, ma mai nessuna legata alla sua professionalità e voglia di sporcarsi le mani. Questo glielo riconosciamo tutti, oggettivamente.

Questa ennesima Wrestlemania che si appresta ad affrontare, sarà diversa da tutte le altre; per lui stesso e per l’evento, che per definizione, è storico. Con tutto il rispetto per l’ottimo Bray Wyatt, non è la stessa cosa che affrontare The Rock, come impatto mediatico, non forse dalla prospettiva del match in sé, ma questo è un altro discorso.
Il discorso focale di queste riflessioni verte più sulla “stanchezza” che può avere accumulato nel tempo, fisica e mentale, che me lo fa avvicinare inconsciamente all’Hulk Hogan prossimo alla conclusione dei rapporti con la WWF a inizio anni novanta. Oggi Cena è un personaggio enorme, con una popolarità che è pari, se non superiore al brand WWE nel mondo, e nella fase della carriera dove dovrebbe concedere job in eventi importanti, per creare le star del domani. 
All’epoca di Hogan “calante”, Vince voleva puntare fortissimo sull’accoppiata HBK-Bret Hart e la sua fu una scommessa vinta, non cedendo alle pressioni indirette della WCW. Adesso il panorama, direte, è totalmente opposto, nessuno ha la forza per strappare John Cena dalla WWE e al cento per cento continuerà a essere il poster boy della federazione per tanto tempo, ma resta il fatto che dietro di lui, il suo erede deve ancora comparire. L’erede che segua la linea di “sangue” Mcmahoniana: Hogan, Hart, HBK, Stone Cold, The Rock, John Cena.
Daniel Bryan è una scelta di riserva, se Batista fosse andato over e CM Punk fosse rimasto, avrebbe avuto lo stesso spazio che sta avendo adesso? E ancora una volta Cena dovrà caricarsi sulle spalle la WWE post Wrestlemania. Costretto a essere quel personaggio, che sono convinto, è stanco di recitare pure lui.
Non nutro più attese di alcun genere, non voglio nemmeno scriverla la parola che inizia per H e viene bramata dal 2005 senza speranze dai fan di mezzo mondo. 
Mi sono chiesto anche se la scelta di uno scontro secco contro Cena, sia la scelta giusta per Bray Wyatt; che avevo accolto tiepidamente lo scorso anno e che sto iniziando ad apprezzare lentamente. Dopo la bella vittoria alla Royal Rumble contro Bryan, l’ottimo match a Elimination Chamber contro lo Shield, è già pronto per scontrarsi contro il simbolo della WWE? Dipende da che prospettiva si guarda la cosa. La WWE può permettersi che un heel in rampa di lancio sconfigga pulito uno dei pochi main eventer che resteranno dopo il 6 aprile? Non credo proprio. E quindi si ripeterà la storia, incancrenita da troppo tempo, logorante anche per chi stravede per questo ragazzone, più vicino ai quaranta che ai trenta, con poco da raccontarci oramai.
 

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Luca Grandi
Mi sono appassionato al wrestling molto tempo fa. Da lì è stato tutto in discesa. Scrivo di wrestling come se importasse davvero — perché importa davvero, anche se nessuno lo ammetterà mai in pubblico. Ho stretto la mano a Kazuchika Okada. Non mi sono ancora ripreso.