Il periodo di CM Punk in AEW è stato tutt’altro che tranquillo, soprattutto verso la fine.

Fin dal suo arrivo, aveva chiarito che non era lì per farsi amici, ma per vincere titoli e costruire momenti importanti per la propria carriera. Ora Bobby Fish ha deciso di parlare apertamente del suo rapporto con il “Second City Saint”.

In una nuova intervista con TMZ’s Inside The Ring, Bobby Fish ha raccontato delle sue interazioni con CM Punk, affrontando il tema del loro rapporto professionale, del comportamento di Punk dietro le quinte in AEW e di come si confrontasse con altri colleghi.

CM Punk criticato da Bobby Fish per la sua condotta in AEW

L’arrivo di CM Punk fu accolto come un evento enorme da parte della AEW, ma questo non significò che si integrasse bene con l’ambiente. Secondo Fish, Punk non sembrava far parte del gruppo:

“Non mi è mai sembrato parte dello spogliatoio. Aveva uno spogliatoio tutto suo. Ora, non voglio essere selettivo: anche Sting aveva uno spazio personale, ma Sting è Sting. Punto.”

Fish ha poi fatto un paragone con altre grandi star con cui ha condiviso lo spogliatoio: “Stavo accanto a Samoa Joe nello spogliatoio, e ho discusso il mio match con Bryan Danielson seduto davanti a me. Ecco com’è che dovrebbe essere davvero”.

Quando gli è stato chiesto se CM Punk avesse avuto un ruolo di leader nello spogliatoio, Bobby Fish è stato diretto: “Non credo ci fosse un vero leader. Era uno spogliatoio particolare. Sting è Sting, ma è riservato. Se devo dire chi era il vero punto di riferimento, per me era Joe. Quando Joe parlava, io ascoltavo”.

Bobby Fish: “Punk ha provato a fare il capo, ma con me non funziona”

Durante la sua permanenza in AEW, CM Punk è stato coinvolto in diversi incidenti dietro le quinte. Fish ha ricordato anche un episodio con Dax Harwood, in cui Punk avrebbe cercato di assumere un ruolo di “leader”:

“Io e Dax abbiamo avuto un disaccordo, ma tra professionisti ci siamo stretti la mano e chiariti. Penso che questa sia la differenza tra me, Dax e Phil (Punk). Lui ha cercato di usare quel momento per fare il capo, e io gli ho fatto capire subito che con me quella roba non attacca.”

Alla domanda se la situazione potesse essere gestita meglio, Fish ha risposto che nel wrestling bisogna ricordare che si tratta di uno spettacolo, non di una competizione reale: “Siamo performer. È uno sport predeterminato. Non stai battendo nessuno davvero. Non sei ‘campione di niente’. Prima di essere un wrestler, sono un padre. E sono stato un marito. Quella è la mia priorità. Se abbiamo un problema, lo risolviamo faccia a faccia. Se serve, anche fuori, nel parcheggio. Ma non vado a fare la spia. E invece, Phil, tu lo hai fatto. Sei andato da Tony Khan a lamentarti, e quando vi ho affrontati, siete scappati via entrambi. Un vero uomo non si comporta in quel modo”.

CM Punk è stato poi licenziato dalla AEW, ma non ci è voluto molto prima che tornasse in WWE, cosa che sembrava impensabile. Da allora ha avuto un buon successo, nonostante un periodo di stop per infortunio, e oggi è il WWE World Heavyweight Champion.

Oltre al titolo, Punk sembra anche aver conquistato il rispetto del backstage, offrendo il suo aiuto a diversi talenti di NXT. Il suo percorso fino all’oro è stato lungo e segnato da alti e bassi, ma oggi appare finalmente riconosciuto come una figura di riferimento nello spogliatoio della WWE.

La faida tra AEW e Punk, tuttavia, non si è placata: Tony Khan ha persino diffuso il filmato di sicurezza della rissa di Punk con Jack Perry nel backstage di All In, salvo poi cercare di rimuoverlo. Resta da vedere se CM Punk risponderà alle parole di Bobby Fish ma di certo, la storia tra lui e la AEW sembra tutt’altro che chiusa.

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