Intervistato da Lilian Garcia nel suo podcast, Bobby Roode ha parlato di quello che è stato il momento di svolta della sua carriera recente.

Il wrestler canadese – infatti – ha militato in TNA fin dagli albori, approdando in WWE quando aveva ormai raggiunto i 40 anni: “Stavo arrivando a quest’età e mi trovavo a pensare che non ce la facevo più. ‘non posso stare 6-8 settimane a casa a non far nulla e poi lavorare 8 giorni di fila due volte al giorno di fronte a 200 persone in uno studio televisivo e dare tutto me stesso’. La passione stava cominciando a spegnersi e nella mia mente pensavo ‘Se non voglio uscire di casa e non voglio fare quello che ho amato per 17 anni, forse devo davvero pensare a cosa sto facendo'”

Roode ha rivelato che inizialmente Triple H aveva pensato a lui come allenatore del performance center e non come wrestler. “Mi ha detto ‘Hey, cosa vuoi fare qui? Stai per fare quarant’anni, hai avuto una lunga carriera e sei stato nel settore per tanto tempo. Vuoi essere uno dei nostri coach?’ E io ero ‘Ad essere onesto non voglio allenare – voglio dire, mi piacerebbe molto- ma ho avuto un’agenda così leggera di recente in TNA che credo mi sia rimasta molta benzina nella tanica ed ho molto da dare ancora e vorrei un’opportunità qui, è tutto quello che voglio’. Lui mi ha detto ‘Ok, bene, ti daremo un’opportunità e vediamo come va’. Mi hanno convocato per WrestleMania 32 e ho incontrato Hunter faccia a faccia, ho incontrato tutti, lo staff, mi sono subito sentito a casa”.

Giuseppe Calò
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