Per entrambi i periodi in cui è stato sotto contratto con la WWE, Braun Strowman è stato uno dei wrestler con l’ingaggio più alto della compagnia, a fronte di una presenza scenica non indifferente spesso sfruttata in tv. E se nella sua prima parentesi la federazione ha tentato di costruirlo come un nuovo “mostro”, facendogli sfidare big come Big Show, Brock Lesnar e Roman Reigns, col suo ritorno il suo ruolo è cambiato, e il suo compito è stato quello di “formare” una nuova generazione di giganti, come Jacob Fatu e Bronson Reed. Motivi economici e crescenti problemi fisici hanno poi spinto la compagnia a licenziarlo, anche se i rapporti rimangono ottimi. Ma per rivederlo sul ring forse ci sarà da aspettare più del previsto.
Obiettivo Hollywood
Intervistato da Collider per promuovere il film Deathgasm 2: Goremageddon, infatti, Braun ha ammesso che al momento un ritorno al mondo del wrestling non è tra le priorità, e anzi si considera semi-ritirato. Il suo obiettivo è chiaro: dopo aver ottenuto uno show televisivo a tema food, il suo sogno è quello di sfondare come attore, in particolare nel mondo horror. E all’orizzonte potrebbe esserci per lui un ruolo come Jason Voorhees in una produzione legata al franchising di Friday 13th.
“Devo rendere onore alle comparse, quelle che si sono lasciate maltrattare da me: nella mia scena sono piuttosto rozzo con questi ragazzi, che sono tutti pro wrestler e fanno questo come secondo lavoro. Erano tutti incredibilmente pronti a mettersi a disposizione per me in questo film. Abbiamo fatto un sacco di take con un paio di loro, ed è stato molto fisico. Mi dicevano: ‘Colpisci più forte’ e io, ‘No, no…’ un po’ come nel nostro settore, nel wrestling. Dico ‘il nostro settore,’ ma sono semi-ritirato dal wrestling ora, perché voglio fare l’attore. Ma ammiro tantissimo questi ragazzi, talenti sulla cresta dell’onda che cercano di mettere un piede nel business, che cercano un posto in cui guadagnare qualcosa mettendosi in mostra, alzando la mano per primi senza nemmeno sapere che cosa farò loro, dicendo semplicemente ‘Faccio io da volontario.'”








