L’ex campione mondiale analizza le tattiche della WWE contro la AEW

Bryan Danielson, uno dei soli quattro wrestler ad aver conquistato sia il titolo mondiale WWE che quello AEW, ha recentemente condiviso le sue riflessioni sulle strategie di contro-programmazione adottate dalla WWE nei confronti della compagnia rivale.

Durante un’intervista con i Kairouz Bros, Danielson ha affrontato la questione degli eventi WWE programmati deliberatamente negli stessi giorni dei maggiori show AEW. Negli ultimi mesi, infatti, il NXT Great American Bash si è svolto contemporaneamente ad AEW All In, il NXT Battleground ha coinciso con Double or Nothing, mentre NXT Heatwave è andato in onda contro Forbidden Door. Il prossimo Wrestlepalooza della WWE è previsto per la stessa serata di AEW All Out.

“La AEW non è una minaccia per il business miliardario della WWE”

Alla domanda su cosa pensi di queste tattiche, Danielson ha fornito una risposta pragmatica e realistica:

“Mi chiedo proprio cosa passi per la testa a chi prende queste decisioni. Davvero pensano ‘Oddio, questa AEW è un pericolo reale per il nostro business miliardario’? Non credo proprio. Il fatto che la AEW esista come brand antagonista, e che abbia avuto tutto questo successo, ha cambiato completamente il panorama del wrestling, soprattutto per i wrestler stessi.”

L’impatto della AEW sui salari del wrestling

Danielson ha sottolineato come la nascita della AEW abbia portato benefici concreti all’intero settore:

“I wrestler oggi guadagnano come non mai, se guardiamo ai diritti sportivi. Negli sport principali americani, gli atleti prendono tra il 40 e il 50% dei ricavi totali. La WWE non si avvicinava neanche lontanamente a queste percentuali. Ancora oggi non ci arrivano, ma sono costretti a pagare di più, altrimenti i talenti se ne vanno alla AEW. Noi in AEW diamo ai wrestler quel 40-50% dei ricavi, pur fatturando molto meno. Il nostro accordo per i diritti TV è stato straordinario, ma restiamo comunque gli sfidanti che devono recuperare decenni di vantaggio della WWE.”

“Senza la AEW, Cody Rhodes e CM Punk non sarebbero dove sono ora”

L’ex campione ha poi evidenziato come l’esistenza della AEW abbia paradossalmente creato delle megastar per la stessa WWE:

“È curioso perché non siamo davvero una minaccia per loro. È uno di quei giochi strani che fanno le persone ossessionate dal potere e dai soldi, che proprio non capisco. Perché vogliono eliminare dal mercato tutti i possibili competitor? Non ha senso. La competizione fa bene ai wrestler, sia quelli della AEW che quelli della WWE.

Le corporazioni non sono persone

Danielson ha concluso con una riflessione sulla natura delle aziende nel wrestling:

“Mi piacerebbe davvero capire – e non sto dicendo che siano persone malvagie. Il punto è che le corporazioni non sono persone, anche se negli Stati Uniti, non so in Australia, legalmente vengono considerate come persone, con gli stessi diritti. Ma dai, che senso ha? Non sono persone! Queste aziende prendono certe decisioni, ma molte delle persone che conosco in WWE sono brave persone. Per questo mi piacerebbe capire come funziona il processo decisionale là dentro.”

Aiutaci a portarti più wrestling

Bastano 5 secondi: scegli Zona Wrestling come fonte preferita su Google e seguici su Google News.

Scegli Zona Wrestling come fonte preferita Apre le preferenze Google · 1 click
Seguici su Google News Apre Google News in una nuova scheda

Gratis · Nessuna registrazione · Puoi annullare quando vuoi