Arrivederci e grazie. Per The Great Khali e Brad Maddox il viaggio in WWE è giunto al capolinea. Due avventure diverse ma con lo stesso epilogo. Cosa non ha funzionato? Indaghiamo!

Con l'evoluzione di NXT, da reality a territorio di sviluppo, il viavai dalla porta di ingresso è notevolmente aumentato. Spesso e volentieri all'interno della federazione vediamo volti nuovi pronti ad affermarsi anche nella WWE per potere accedere un domani nel main roster e diventare campioni del mondo seguendo le orme di Daniel Bryan. Ma se la pesca oculata dalle indy porta nuova linfa vitale, per chi è già in bilico la caduta diventa quasi inevitabile.
L'ondata dei licenziamenti è sempre dietro l'angolo e alzarsi la mattina, connettersi a ZW.net e trovare una news su un wrestler che ha dovuto fare i bagagli rientra oramai nella routine quotidiana. Per le superstar con un numero elevato di assenze dai tv-show, lo squillo del cellulare si trasforma in un incubo, ogni momento può rivelarsi quello giusto per essere informato del licenziamento. Un esperienza che non si augura nemmeno al peggior nemico e che purtroppo hanno vissuto sulla proprio pelle pochi giorni fa The Great Khali e Brad Maddox. 

Partendo dal gigante, come poter non citare l'indimenticabile debutto a Smackdown e quel faccia a faccia con The Undertaker? Un uomo, alto e possente, che in pochi colpì mise ko The Phenom, e quella vittoria schiacciante eseguendo il pin poggiando un solo piede sul suo inerme corpo. Un esordio ed un primo stint dal discutibile finale eppure quella figura statuaria ebbe un grande impatto. Il big man indistruttibile affascina e in qualche modo era come vedere sul ring il fantasma di Giant Gonzales. Nonostante i movimenti rallentati, nei primi due anni si impose facilmente lottando nei main event e fregiandosi anche del World Heavyweight Title. Il colosso che incuteva timore al solo guardare funzionava, da monster heel era credibile e dimostrò di poter far parte della top class. Il character con cui fu proposto era quello più idoneo alle sue caratteristiche e il cambio di gimmick, a suo malgrado, risultò determinante per l'inesorabile discesa. Il gigante buono a mo di pagliaccio con l'aria da playboy non fu una grande idea incidendo negativamente sull'atleta indiano. La perdita di credibilità, le sconfitte sempre più frequenti e le gag tra segmenti backstage e scenette all'interno del ring lo hanno man mano portato dal gradino più alto a quello più basso. La situazione nel corso degli anni è peggiorata anche a causa di diversi infortuni e problemi di salute rendendolo a tutti gli effetti quasi una guest star con apparizioni sporadiche in occasioni speciali.


La carriera di Khali si può sintetizzare come un fuoco di paglia. Un inizio spumeggiante per poi lasciare strada ad un lento declino per via di decisioni sbagliate all'interno del booking team. Il successo dei primi mesi che spinse la WWE a voler puntare anche nel mercato indiano portando in federazione una stella del paese, rimarrà solo un progetto. Una gestione più accurata avrebbe preservato la sua figura per essere proposto nel momento del bisogno come ancora oggi accade con Mark Henry e Big Show. Ma è anche bene segnalare come la mastodontica mole è stato anche uno svantaggio così come l'operazione per il tumore alla ghiandola della crescita, un incidente di percorso che ha senz'altro messo un ulteriore freno alla carriera da pro wrester.

Cosa dire invece di Brad Maddox ?!?!?! Basterebbe una sola parola…meteora.
E' arrivato come un fulmine a ciel sereno vestendo i panni dell'arbitro aiutando poi ad HIAC l'ex WWE Champion CM Punk colpendo Ryback. Da quel momento in poi quasi il nulla se non la carica da General Manager di RAW, un ruolo di primaria importanza che dato ad un ragazzo quasi alle prime armi si è tramutato come un macigno sulle spalle, impossibile da sostenere. Maddox non è mai stato preso seriamente in considerazione, a gli occhi dei fan era soltanto uno qualunque messo al comando ma che non sapeva farsi rispettare. Anche in questo caso si può parlare di una cattiva gestione del personaggio abbandonandolo a se stesso specie nel momento in cui la sua carica divenne nulla una volta che l'Authority cominciò a prendere il sopravvento e istituendo Kane come direttore delle operazioni. Sebbene Brad abbia in qualche modo cercato di farsi notare “costruendosi” una fantomatica storyline attraversi dei video, la WWE lo ha gentilmente liquidato mettendo la parola fine alla sua esperienza lasciando un velo di rammarico per non averlo potuto vedere all'opera come wrestler dato il passato alquanto glorioso vissuto prima in OVW e poi nella FCW, in un periodo peraltro che vedeva coinvolte superstar che oggi calcano il ring della WWE tra cui Dean Ambrose, Bray Wyatt, Big E Langston e Damien Sandow. Il perché non gli sia stato concesso una possibilità è un mistero ma data la giovane età (30) non è da escludere un ritorno con un risvolto di tutt'altra fattura.

Un licenziamento è sempre negativo ma allo stesso tempo fasciarsi la testa è prematuro. Un seconda chance non si nega a nessuno, il wrestling non è solo WWE e magari quel passo indietro si rivelerà fondamentale per il futuro e chissà per un nuova avventura.