Solitamente guardo Dynamite il sabato mattina, purtroppo gli impegni di lavoro mi impediscono di essere sul pezzo: le dirette sono una chimera e, più invecchio, anche il tempo per vedere lo show nelle seguenti 24ore. Il vantaggio, sapete, è che mi permette di vedere gli show a mente un po’ più fresca e riposata rispetto alla fine giornata. Quelli della AEW in particolar modo, che richiedono più attenzione rispetto a gli scanzonati e abbastanza indecenti della concorrenza.


Lo vediamo ogni settimana a Dynamite, come il livello medio dei match è sempre discreto e le storyline sono talmente veloci che richiedono molta attenzione nei promo per non perdersi certi dettagli che sono cruciali. Lasciarsi sfuggire una puntata significa complicarsi la vita: il sogno di ogni fan appassionato e l’incubo per quello disattento che non ricorda neanche esattamente se viene trasmesso di mercoledì o giovedì.

Talmente veloci che a volte abbiamo visto costruzione e demolizione di lottatori per essere lanciati come number one contender nel giro di due puntate, addirittura pochi giorni nel recente caso del buon Scorpio Sky. Mi viene in mente una vecchia intervista di uno showrunner di una notissima serie tv di circa una decina di anni fa, che diceva che nonostante il grande successo, sua madre non riusciva a seguire lo show perché nel giro della mezz’ora di puntata c’erano una quantità di segmenti, storie parallele alla principale e altre tecniche per tenere il ritmo altissimo, che non riusciva proprio a starci dietro. All’epoca la concorrenza tv-social media era quasi nulla, adesso no. La TV lotta costantemente contro le notifiche dei nostri smartphone.

Il rovescio della medaglia è, come dicevo, una frenesia compulsiva che può generare confusione o almeno senso di smarrimento nello spettatore. Scorpio Sky ha conquistato il diritto di sfidare Darby Allin per il titolo TNT nel ppv, al Dynamite successivo il nostro perde e non interagisce più con Allin e torna nell’oblio. Ok. Perché? Qualcuno potrà giustificare ramificando una potenziale futura storyline di redenzione e blah blah blah. Christian debutta in ppv, la notizia sul web viene presa a metà tra l’idea di merda e la “genialata” dell’anno, interagisce con Kenny e poi…aspettiamo, vediamo, anzi forse no.
Non voglio fare l’incendiario, dico davvero, trovo anzi ammirevole una compagnia che cerca di ascoltare il feedback del proprio pubblico, ma fino a che punto è corretto essere così atterriti? Qual è il punto in cui è opportuno tirare dritto a rischio di fischi e critiche, se fiduciosi dei proprio piani?


In fondo per avere un Kenny Omega così dominante, finalmente campione mondiale e al pieno del suo potenziale creativo, non si sono fatti scrupoli a smantellare una potenziale schiera di main eventer. Dopo Jon Moxley chi abbiamo? Il ppv è ancora lontano per carità, ma intanto il tempo passa e il timore di vedere uno sfidante tirato fuori in fretta e furia è concreto. Adam Page nel frattempo cazzeggia.
Non ho la percezione di essere alla TNA di Jeff Jarrett vs DDP, ma neanche ho l’impressione di avere una folta schiera di potenziali number one contender pronti in tempo zero e non mi farebbe cambiare idea neanche un incrocio per passare il tempo con i Bucks. Se mi faccio una griglia mentale, vedo ben definite le categorie tag, femminile, ciò che orbita in zona titolo secondario, le cosucce che fa Cody e il gran lavoro Jericho-MJF. Ma per il titolo mondiale? Meh


Se c’è una cosa che la storia (anche recente) insegna è che non te la puoi comprare mettendo sotto contratto i volti noti del passato, no. L’unico modo è quella di crearsela da soli, tirandosi su le maniche: la faida Omega vs Moxley ne è l’esempio virtuoso. È una faida che ha superato le fredde necessità dei tempi televisivi, entrando nei cuori dei fan e se in futuro venisse riproposta sarebbe sempre tirata a lucido e credibile.
Percepisco dalla scrittura degli show spesso con molte indecisioni, cambi di idea repentine e fin troppa onestà dove invece servirebbe la capacità di vendere il ghiaccio agli eschimesi.

C’è chi, seppur noioso alla morte, si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero con MVP manager d’altronde.