Roman Reigns sta, pian pianino, guadagnando consensi nelle arene statunitensi. Si tratta di una sibillina illusione acustica, oppure finalmente la WWE ha capito come bookarlo? Più duraturo di Garcia, ecco a voi l’editoriale odierno!

Come bookare un Campione. Un dilemma decisamente difficile da risolvere, soprattutto in un’epoca come quella attuale: paradossalmente, bookare uno sfidante è sempre molto più semplice. Due esempi su tutti, estremamente simili ma estremamente diversi: Batista e Daniel Bryan. Il primo è stato probabilmente il capolavoro di booking dell’ultimo quindicennio: da quarto membro per ordine di importanza di una stable heel a babyface acclamatissimo ed amato, autore di uno dei turn maggiormente efficaci di tutti i tempi.

Daniel Bryan, d’altro canto, si è “bookato” da solo: il suo background da idolo delle indy, la sua statura, il suo carattere così accomodante ed adorabile e la gestione barbina del suo personaggio lo hanno reso uno dei character maggiormente over dell’ultimo decennio, preceduto solo da Cena e CM Punk. In entrambi i casi, una volta raggiunto l’obiettivo finale, ossia il massimo alloro, i personaggi si sono un attimo assestati, avendo toccato il proverbiale culmine oltre il quale non è possibile andare, se sei bookato come uno sfidante e non come un Campione. Tuttavia, a volte, la gestione creativa non permette un’evoluzione del personaggio come nel caso di Batista ed il background ed il look non permettono una gestione alla underdog come Daniel Bryan, beniamino vegano e barbuto in un mondo di colossi genetici. A volte, può capiatre di essere Roman Reigns.

Un fenomeno genetico, che affonda salde radici nella dinastia Anoa’i. Poco più di un metro e novanta per 120 kg di muscoli, carisma fisico, figlio d’arte, volto da guascone, capelli lunghi e fluenti, cuginanza con The Rock: se questo non è il prototipo dell’heel perfetto, non so davvero cosa possa esserlo. Eppure, dal turn dello Shield in poi, RR è stato proposto come il prototipo del babyface made in WWE: sempre giusto e leale, pronto al sacrificio ed animato da sentimenti casti e puri. Anzi, la Compagnia pur di renderlo un babyface di successo ha deciso di renderlo un “underdog”… gestendolo proprio come in passato è stato gestito Daniel Bryan.

Con delle piccole, impercettibili differenze: Reigns non ha il background di Bryan, non ha il look da underdog nemmeno quando dorme e molto probabilmente al liceo ha cuccato molto di più dell’ex american dragon. Queste differenze, unite ad evidenti limiti microfonici ed all’aura di “predestinato” che tanto sta sulle scatole al fan di wrestling, ha portato ad una gestione davvero difficoltosa di un top face poco accettato come tale dalle masse. Ultimamente, almeno in parte, la cosa sembra in procinto di cambiare.

Come rendere un underdog un personaggio come Reigns? La risposta è semplice…metterlo contro TUTTI. E quando parlo di tutti non intendo solo tutti gli heel del roster, nossignore! Roman Reigns è solo contro l’Authority, la League of Jobbers, i Social Outcast, la Wyatt Family, il New Day, Owens, Lesnar e…Vince McMahon. Perchè quando i ratings si abbassano, la noia creativa sale ed i babyface stentano a decollare, un’iniezione di zio Vince via endovenosa è esattamente la cura giusta per sistemare le cose. Scherzi a parte, il coinvolgimento di Mr. McMahon ha decisamente fornito a Roman Reigns quel boost necessario per essere accettato di buon grado dalle masse paganti.

Inutile dirlo, il paragone con un passato glorioso come quello rappresentato da Stone Cold è impietoso: SCSA, come sottolineato da Ric Flair nell’ottimo podcast di lunedì scorso, è stato il moneydrawer più “violento” della storia del business, idolatrato dalle folle ed amato da TUTTI, nessuno escluso, ed ha trovato in Mr. McMahon l’antitesi perfetta.

Reigns è stato inserito per percorrere i binari solcati dal suo illustre predecessore, e va dato atto alla WWE che la cosa sta, almeno in parte, funzionando: una volta terminata la sua rincorsa al Titolo sfuggitogli innumerevoli volte, ed una volta difeso il Titolo con le unghie e con i denti anche in situazioni senza apparente via d’uscita come nella penultima puntata di Raw, Reigns sta pian piano vincendo le simpatie di almeno una parte dei suoi precedenti detrattori, e quando perderà il titolo alla Rumble (mi stupirebbe non poco il contrario) potrà continuare questo trend positivo finendo la sua faida con HHH in quel di Wrestlemania.

Nonostante questo successo, e nonostante il suo netto miglioramento nella strada per essere percepito come un top face, continuo a sostenere che un lungo, proficuo stint come heel potrebbe dare i suoi frutti in chiave futura. A tal proposito, un duo heel come Heyman e Reigns farebbe faville e porterebbe settimanalmente on screen uno dei character migliori di tutti i tempi, lasciando un Lesnar orfano ma in ogni caso efficace come attrazione straordinaria.

E voi che fareste con il buon Roman? ( siamo un sito PG, remember that!)
Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.