Deonna Purrazzo pensava che il suo debutto in AEW sarebbe stato una pietra miliare nella sua carriera. Invece, si è trasformato in un incubo.

Poche ore dopo la messa in onda del suo match, la cinque volte campionessa del mondo si è ritrovata da sola in una stanza d’hotel, travolta da una valanga di body-shaming sui social. In un’intervista con The Mighty Pursuit, Purrazzo ha raccontato come è andata davvero quella sera e quanto velocemente tutto è crollato:

“Sono tornata in hotel dopo lo show e, come sempre, ho iniziato a controllare i social per vedere le reazioni, cercando anche qualche clip per riguardarmi il match… Avevo un volo molto presto la mattina dopo, quindi sapevo già che non avrei dormito. Ed è stato in quel momento che ho visto tutto.”

Wrestling e odio online: La notte difficile di Deonna Purrazzo

L’adrenalina del debutto ha lasciato subito spazio a un crollo emotivo. Quella che doveva essere una normale riflessione post-match si è trasformata in una spirale di ansia: “È stato un lento scivolare: ero già stanca, già svuotata dall’adrenalina. Sapevo che non avrei dormito. E poi ho cominciato a leggere tutti quei commenti su quanto fossi sovrappeso, su quanto fossi obesa, su come non meritassi di essere lì.”

Un colpo durissimo. Dopo un debutto che riteneva positivo, Purrazzo è rimasta scioccata dall’odio ricevuto: “È stato devastante, perché ero al settimo cielo. Avevo appena debuttato, il match mi era sembrato buono. E invece… forse non è andata come pensavo.”

All’inizio ha scelto il silenzio. I commenti offensivi continuavano ad arrivare, ma lei ha deciso di non rispondere, finché non è esploso tutto su Twitter: “Non volevo dire nulla nei commenti su Instagram, perché alla fine ti ritrovi a discutere con il peggio del nostro pubblico di nicchia”.

Ma un tweet in particolare ha attirato la sua attenzione e le ha fatto cambiare idea:
“Quando la cosa è arrivata su Twitter, ho sentito di poter rispondere su una piattaforma più ampia. Il commento a cui ho reagito diceva: ‘Per favore, non taggate Deonna in questo, non ha bisogno di leggerlo.’ E io ho scritto solo: ‘Beh, l’ho letto.'”

Da lì, tutto è cambiato. La sua risposta non era solo una reazione: era una rivendicazione di valore personale: “Ho pianto un po’. E poi mi sono detta che il mio corpo non definisce il mio valore. Mi ero appena sposata. Mi sono laureata. Ho debuttato in una delle più grandi compagnie di wrestling del mondo. Ho lavorato con tutte le maggiori federazioni. Sono una cinque volte campionessa del mondo.”

E poi ha scritto la frase che è diventata il cuore della sua risposta: “Mio marito mi ama sia se porto una XS sia se porto una XL. E, per la cronaca, non sono mai stata né una XL né una XS. Quindi, se è questo il metro con cui mi giudichi… puoi baciarmi il c**o.”

Deonna Purrazzo non ha chiesto il permesso a nessuno per difendere il proprio corpo, la propria carriera o il proprio posto nel wrestling. E l’ha fatto con sincerità, forza e senza filtri. Invece di lasciarsi abbattere dall’odio, ha ribaltato la narrativa e ha alzato la testa. Questo non è stato solo un contrattacco: è stato un avvertimento. Non è qui per compiacere nessuno. E non ha intenzione di andarsene.

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