Anche se non se n’è discusso molto, i Wargames hanno segnato un anniversario particolare: proprio in quel premium live event, due anni prima, CM Punk è tornato in WWE. Un ritorno che molti non credevano possibile dopo quel turbolento addio e tutto ciò che è conseguito, con sparate soventi contro la federazione di Stamford e chi la gestiva. Se in AEW sembrava aver trovato la sua isola felice, le diatribe con diversi veterani e ciò che successe con Perry ci hanno dato l’immagine di un lottatore ingestibile, qualcuno che dovunque andasse era destinato a creare problemi. Con queste premesse e dubbi veniva riaccolto in WWE nel novembre 2023 e in molti si chiedevano quanto sarebbe passato prima che quella testa calda ne combinasse un’altra facendosi licenziare nuovamente. E invece…
A due anni di distanza, possiamo dire che Punk sia tornato in WWE in modalità impiegato modello. Non ha scatenato nessuna polemica nel backstage, non ci sono segmenti in diretta in cui si è andati fuori copione (come nel caso tra lui e Page in AEW), niente che possa far parlare male di lui. Certo la partenza non è stata delle migliori, con quell’infortunio arrivato alla Rumble che gli ha impedito di lottare a Wrestlemania, ma si è rifatto alla grande.
Il feud con McIntyre per me rimane di questo suo ritorno, una rivalità andata avanti a lungo (anche mentre Punk era infortunato) che ci ha regalato bei promo, incontri molto intensi e coinvolgenti e ha elevato entrambi i lottatori (il fatto che poi non abbiano sfruttato la cosa con lo scozzese è un altro discorso).
Anche tutto ciò che ha riguardato lui, Roman e Rollins è stato gestito alla grande, dall’alleanza iniziale con Roman, alle liti per Heyman, al turn di Seth. E in tutto ciò, Punk ha avuto ciò che più desiderava: il main event di Wrestlemania. C’è chi obietta che quello vero sia solo quello della seconda serata, ma non è in questo editoriale che voglio approfondire l’argomento. Gli occhi lucidi di Punk visti anche nelle riprese di WWE Unreal, mostrano come il lottatore di Chicago abbia vissuto quell’evento come un sogno che si avvera e ciò spegne ogni discussione. Sempre quest’anno ha potuto poi lottare al fianco di sua moglie, che se non era nella sua lista delle cose da fare prima di ritirarsi, comunque gli avrà fatto piacere.
Quello stesso destino che per un infortunio gli ha impedito probabilmente di tornare campione a Wrestlemania 40, sempre a causa di un infortunio (quello di Rollins) gli ha dato l’opportunità di rimettere un titolo mondiale alla propria vita da una settimana all’altra.
Il Punk di questi anni si è dimostrato più maturo di quello che sospettavamo. Forse il disastro della sua uscita dall’AEW lo ha messo alle spalle al muro, la WWE è diventata la sua ultima chance di lottare su un ring e lasciare ancora un segno nel mondo del wrestling. Rimane il fatto che si stia comportando con la saggezza del veterano e ciò sta dando frutti a lui e alla stessa WWE. Forse vedere Punk in queste vesti gli fa perdere un po’ di romanticismo, quel suo essere fuori dal sistema, il ribelle che aveva il mondo contro (o forse lui si era messo contro il mondo). Ma in questa fase finale della sua carriera (perché credo non abbia molti anni ancora davanti a sé) sta facendo ciò che deve togliendosi pure delle belle soddisfazioni. In quanti due anni fa lo avrebbero detto?
Voi due anni fa avevate fiducia si sarebbe comportato bene o temevate che avrebbe causato presto problemi? Qual è il vostro periodo preferito che lo riguarda nell’ultimo biennio? Contro quali altri avversari vi piacerebbe vederlo? Lotterà prima o poi nel main event della Night 2 di Wrestlemania? Se avete voglia di dirmi le vostre opinioni su questo sorprendentemente maturo Punk vi aspetto qui sotto nei commenti. Alla prossima!
Sergedge – W








