Benvenuti all’analisi di Dynamite, in diretta dal Canada Life Centre di Winnipeg, Manitoba, Canada. Serata che promette scintille con il contract signing tra MJF e Kenny Omega per Dynasty, il ritorno di Chris Jericho nella sua città natale e la resa dei conti tra Will Ospreay e PAC.
Lo show si apre con Tony Schiavone sul ring pronto a introdurre il contract signing, ma i fuochi d’artificio lo interrompono. Parte poi “Judas” e il Canada Life Centre esplode: Chris Jericho è tornato. Dopo quasi un anno di assenza, Jericho fa il giro del ring scambiando saluti con i fan tra cori di “welcome back” e “welcome home”. Dopo aver lasciato crescere l’atmosfera per diversi minuti, prende il microfono e pronuncia solo tre parole: “Winnipeg. AEW. I’m home”, prima di uscire tra gli applausi.
Si passa al backstage, dove Will Ospreay viene ripreso mentre aggredisce Jon Moxley, scaraventandolo contro una pila di fusti di birra vuoti. Wheeler Yuta interviene ma viene a sua volta sbattuto contro i fusti. La sicurezza arriva a separare i due, mentre Marina Shafir accorre per controllare le condizioni di Moxley.
Tornati sul ring, è il momento del contract signing per il match titolato di Dynasty. MJF entra e prende posto al tavolo, seguito da Kenny Omega. La stipulazione è chiara: se MJF inizia un contatto fisico perde il titolo, se lo fa Omega perde la sua opportunità titolata. Entrambi firmano il contratto rapidamente, poi inizia lo scontro verbale.
Omega zittisce MJF dicendogli che non sarà il solito show provato davanti allo specchio. Lo prende in giro per gli occhiali da sole, la sciarpa e i presunti trapianti di capelli, poi va dritto al punto: MJF pretende che i fan e l’intera AEW esistano grazie a lui, ma Omega non ci crede. I fan sono qui per vedere i migliori lottatori, non il suo show personale. Racconta di quando era a due minuti dalla morte e i fan gli sono stati accanto, perché sapevano di meritare qualcosa di meglio di MJF come campione. Se MJF si definisce il Diavolo, allora forse Omega è il Dio del wrestling professionistico, e qualcuno deve assicurarsi che MJF non si avvicini mai più al titolo mondiale.
MJF applaude sarcastico e chiede se questo è davvero Omega al 100%. Ride delle ginocchia di Kenny, paragonandole per età ai sacchetti di latte che bevono i canadesi, e lo definisce a un soffio di vento dal ritiro, proprio come il suo “fidanzato infortunato” Kota Ibushi. Poi affonda il colpo: la vera ragione per cui Omega vuole disperatamente il titolo è che la sua diverticolite è peggiorata al punto che i suoi intestini possono esplodere in qualsiasi momento. Omega è una bomba a orologeria, un falso idolo che farebbe meglio a essere morto.
Omega ribalta il tavolo e si alza in faccia a MJF, pronto a colpirlo. Speedball Mike Bailey corre sul ring e si frappone tra loro. Bailey strappa il microfono a MJF e lo accusa di cercare di provocare Omega per fargli perdere l’opportunità titolata: MJF ha paura. Senza Kenny Omega non esisterebbe la AEW, e senza la AEW non esisterebbe MJF. L’unico posto dove MJF è una leggenda è nella sua testa, e forse un bel calcio gliela rimetterebbe a posto. Omega riprende la parola: ha parlato anche lui con il dottore di MJF, e anche se a lui mancano 60 centimetri di intestino, a MJF mancano le palle.
MJF abbocca all’amo e accetta la sfida di Bailey per il main event. Prima di andarsene, definisce il Canada una discarica, proclama gli Stati Uniti come l’unico paese che conta e si autoproclama “un eroe americano”. Bel segmento, bella questa sfida USA vs Canada, con gli Stati Uniti che sono i cattivi: esattamente come nella realtà.
Kenny Omega, Brody King & Jack Perry vs i Demand (Ricochet, Toa Liona & Bishop Kaun)
(4 / 5)
Omega e Kaun aprono con scambi a terra, ma Ricochet interviene alle spalle distogliendo l’attenzione di Kenny. I Demand isolano Omega nel loro angolo con cambi rapidi, ma una reazione di squadra porta al controllo dei babyface con un triplo suplex coordinato spettacolare. Perry finisce nel ruolo di uomo in pericolo dopo un tag cieco di Kaun e un assalto di Liona all’esterno. Nel finale la situazione esplode: Liona e Brody King finiscono attraverso il tavolo del cronometrista, Ricochet colpisce Omega con una Vertigo per un nearfall vicinissimo e Kaun prova a passargli la cintura del titolo National, ma Perry gliela strappa dalle mani. Omega chiude con una V-Trigger seguita dalla One-Winged Angel su Ricochet. Match lungo e caciarone ma divertente, con una sequenza finale ricca di colpi di scena.
Vincitori: Kenny Omega, Brody King & Jack Perry
BACKSTAGE: Willow Nightingale annuncia che difenderà il titolo TBS domani sera a Collision in una open challenge, dicendo di non sapere contro chi ma di avere fiducia nel roster femminile.
BACKSTAGE: Renee Paquette intercetta Adam Copeland e Christian Cage, entrambi armati di sedie. Copeland dice che stasera non è il momento di chiacchierare: sono lì per regolare i conti con gli FTR e con chiunque si metta sulla loro strada. Cage alza la sedia verso Renee, ma Copeland lo blocca immediatamente: “Renee non è sulla nostra strada”. I due proseguono verso lo spogliatoio degli FTR, sfondano la porta ma trovano solo Trent Beretta e Rocky Romero, che li informano che gli FTR saranno a Collision domani. Cage sentenzia che allora sono loro a essere sulla strada, e i due li attaccano brutalmente con le sedie chiedendo di consegnare il messaggio ai campioni.
In arena, PAC fa il suo ingresso dal pubblico. Renee Paquette riferisce che PAC ha dichiarato di non curarsi minimamente del “ritorno da favola” di Ospreay. Will Ospreay inizia il suo ingresso sulla rampa, ma PAC lo aggira alle spalle e lo colpisce con un brainbuster sulla rampa, puntando deliberatamente al collo operato. I medici accorrono per verificare le condizioni di Ospreay, che nonostante i ripetuti inviti a fermarsi si rialza e si trascina fino al ring, insistendo per combattere.
Will Ospreay vs PAC
(4,5 / 5)
PAC parte all’assalto prendendo subito di mira il collo già compromesso di Ospreay con stomps violenti. Will trova spazio per una springboard forearm e successivamente una 450 Splash dal paletto, ottenendo solo un due. La lotta si sposta sull’apron dove Ospreay tenta una sunset flip powerbomb al pavimento, ma PAC si aggrappa alle corde e risponde con un moonsault convertito in una DDT al suolo. Ospreay rientra a malapena al conto di nove e finisce subito nella Brutalizer, raggiungendo le corde per la prima volta. Nel finale, PAC scatena tutto il suo arsenale: una lariat, una Tombstone Piledriver e la Black Arrow dal paletto direttamente nella Brutalizer. Ospreay si alza in piedi con PAC sulla schiena ma crolla nuovamente sul tappeto. Quando tenta di raggiungere le corde, PAC rotola verso il centro del ring, ma Ospreay sfrutta lo slancio per ribaltare la presa in uno schienamento che vale il tre. Match eccezionale per intensità e psicologia. Questo è il motivo per cui guardiamo Dynamite ogni settimana.
Vincitore: Will Ospreay
Nel post match PAC riprende l’assalto, ma Ospreay lo stende con una Hidden Blade. Arrivano però i Death Riders in forze: Wheeler Yuta, Daniel Garcia, Claudio Castagnoli armato di sedia, Jon Moxley e Marina Shafir. Yuta e Garcia attaccano Ospreay, e Claudio avvolge la sedia attorno al collo di Will preparandosi a colpire, ma Moxley lo ferma. Con il microfono in mano, Moxley si rivolge a Ospreay: siamo in sei contro uno, come pensavi che sarebbe andata? Avrebbe potuto essere una brutta nottata per lui, ma gli darà un consiglio: la prossima volta usi la testa, o rischia di perderla per sempre. Non è una questione personale per Moxley, e lo avverte di non renderla tale. I Death Riders se ne vanno attraverso il pubblico lasciando Ospreay a terra.
Mina Shirakawa & le Brawling Birds (Jamie Hayter & Alex Windsor) vs il Triangle of Madness (Thekla, Skye Blue & Julia Hart)
(3,5 / 5)
Mina vuole subito Thekla ma la campionessa sfugge e taglia verso Skye Blue. Le due fazioni si alternano nel controllo con cambi rapidi, e le facce dominano la fase iniziale con attacchi combinati all’angolo e un tornillo di Mina su Skye Blue. Il Triangle of Madness ribalta la situazione isolando Mina con interventi alle spalle e distrazioni coordinate. Nel finale la situazione degenera in un tutti contro tutti: Thekla tenta di usare il tirapugni, ma le Brawling Birds la fermano e le rifilano la loro Two Birds One Stone. La Hayter chiude con la Hayterade su Julia Hart per la vittoria. Match solido che ha dato spazio a tutte le partecipanti, con la vittoria che serve a cementare il sodalizio di Mina con le britanniche.
Vincitrici: Mina Shirakawa & le Brawling Birds (Jamie Hayter & Alex Windsor)
Dopo il match vengono annunciati due incontri per il Collision speciale di domani sera (giovedì, in via eccezionale): Tomasso Ciampa vs Juice Robinson e Jon Moxley vs Anthony Bowens in un Continental Title Eliminator match.
Darby Allin irrompe con il microfono dichiarando che terrà il piede sull’acceleratore finché non incontrerà Dio o il titolo mondiale AEW, e visto che Dio non si è fatto vivo, vuole parlare con il Diavolo. Accusa MJF di nascondersi dietro la Don Callis Family e lo chiama sul ring.
Al posto di MJF si presenta Don Callis con la sua Family. Callis spiega che MJF paga profumatamente per i loro servizi e ha un messaggio per Darby: se riuscirà a battere il membro della Family scelto personalmente dal campione a Dynasty, otterrà un match per il titolo mondiale dopo che MJF “avrà distrutto Kenny Omega”. L’avversario scelto è Andrade El Idolo, che appare visibilmente sorpreso e tutt’altro che entusiasta della cosa. Callis poi aggiunge che MJF ha pagato anche per un altro servizio: mandare Archer, Hechicero e El Clon ad attaccare Darby sul momento. Brody King e Jack Perry accorrono per ristabilire la parità numerica, respingendo la Family. Kenny Omega esce a sua volta sul ring, mentre Darby lo raggiunge sulla rampa. I due scambiano parole che i microfoni non riescono a captare, dopodiché Darby se ne va e Omega saluta i fan a bordo ring.
MJF vs Speedball Mike Bailey — World Title Eliminator match
(4 / 5)
MJF si presenta con tenuta a stelle e strisce, Bailey con la bandiera canadese. Kenny Omega si unisce al commento. MJF attacca prima della campana, ma Bailey reagisce con una raffica di colpi all’angolo. Il campione riprende il controllo con un’infida manata all’occhio e scaraventa Bailey contro i gradoni all’esterno. La fase centrale vede MJF lavorare metodicamente a terra, ma Bailey risponde con calci chirurgici alla testa e al corpo seguiti da una standing shooting star press. L’azione esplode sull’apron: Bailey colpisce con le doppie ginocchia sul petto di MJF, ma quando va per la Ultimo Weapon il campione schiva. Bailey piazza una snap dragon suplex, una serie di calci e riesce finalmente a connettere una Ultimo Weapon dalla seconda corda, ma MJF si salva con il piede sulle corde. MJF chiude brutalmente con una Tombstone Piledriver sull’apron, fissando Omega negli occhi mentre urla “God Bless America”, e cala la Heatseeker per la vittoria. Sublime MJF. In generale ottimo main event con ritmo serrato e nearfall ben costruiti, anche se un paio di near fall in più per Bailey avrebbero scaldato ancora di più il pubblico canadese. Cioè avrei gradito che fosse stato più vicino alla vittoria.
Vincitore: MJF
Dopo la campana MJF prosegue l’assalto su Bailey, ma Omega abbandona il tavolo di commento e corre sul ring a metterlo in fuga. MJF alza la cintura dalla rampa urlando a Omega di guardare bene il suo futuro a Dynasty, definendolo un fallito. I medici accorrono per controllare le condizioni di Bailey. Omega lo aiuta a rialzarsi e Bailey ricambia alzandogli il braccio tra gli applausi del pubblico di Winnipeg, mentre lo show si chiude.








