Benvenuti all’analisi di Dynamite, in diretta dalla Save Mart Center di Fresno, California. Puntata interamente dedicata alle conseguenze di Revolution, che vede il tanto atteso ritorno sul ring di Will Ospreay dopo sei mesi di assenza e una proposta clamorosa di Swerve Strickland a Kenny Omega.
Lo show si apre con un video riassuntivo dei momenti salienti di Revolution.
Prima dell’inizio della puntata viene reso noto che Toni Storm è stata brutalmente attaccata nel backstage e non potrà competere stasera. Mina Shirakawa, convinta che la responsabile sia Marina Shafir — che però non conferma né smentisce il suo coinvolgimento — ha giurato vendetta e prenderà il suo posto nel match No Holds Barred.
Will Ospreay vs. Blake Christian
(3,5 / 5)
Il ritorno di Ospreay dopo oltre sei mesi di assenza per un doppio intervento di fusione cervicale. Christian si rivela un avversario tutt’altro che arrendevole, mettendo nel mirino proprio il collo operato dell’avversario con una neckbreaker, una DDT al pavimento e una serie di stomps mirati. Nonostante la grinta di Christian, che piazza anche una 450 Splash e un cutter ottenendo diversi nearfall convincenti, Ospreay chiude quando il suo avversario tenta di imitare la Hidden Blade: Ospreay lo ferma e lo stende con quella autentica per la vittoria. Match nettamente migliore del previsto grazie all’ottima prestazione di Christian, che ha dato credibilità a un incontro dal risultato scontato.
Vincitore: Will Ospreay
Nel post match Ospreay prende il microfono e dice di aver sentito la mancanza di tutti. Poi chiama fuori Jon Moxley: la differenza tra loro è che Ospreay non ha bisogno di un’arma per spezzare il collo a qualcuno, può farlo a mani nude. Moxley e Wheeler Yuta arrivano attraverso il pubblico, ma Ospreay non li aspetta e si lancia oltre la barricata attaccandoli entrambi. La rissa si sposta sul ring dove, quando Ospreay sembra avere la meglio e prepara una Tiger Driver, PAC sbuca dal nulla colpendolo con un calcio al volto e applicando la Brutalizer. Arbitri e sicurezza riescono a separare PAC da Ospreay, che viene scortato fuori dal ring. Mentre la Bang Bang Gang fa il suo ingresso per il match successivo, Ospreay risale la rampa di corsa e si lancia su PAC, e i due continuano a picchiarsi fino al backstage.
Death Riders (Jon Moxley & Wheeler Yuta) vs. Bang Bang Gang (Juice Robinson & Ace Austin)
(3 / 5)
I Death Riders attaccano prima della campana. Robinson reagisce mettendo in difficoltà Yuta nell’angolo con i pugni da mancino, mentre Austin mostra grande atletismo con un Death Valley Driver su Yuta e un tuffo all’esterno su Moxley. Moxley prende il controllo con una Texas Cloverleaf trasformata in crossface, ma Austin riesce a raggiungere le corde. Robinson riceve il tag caldo e domina Yuta con un Manhattan Drop e una serie di chop, ma Daniel Garcia sale sull’apron distraendo il team: Austin Gunn lo tira giù e lo colpisce. Nei minuti finali Yuta piazza una Busaiku Knee su Austin in arrivo dall’angolo, Moxley connette un cutter su Robinson e lo getta all’esterno dove Yuta lo intercetta con un tuffo, quindi chiude con la Death Rider su Austin per lo schienamento vincente. Match solido con una buona prestazione della Bang Bang Gang nonostante la sconfitta.
Vincitori: Death Riders (Jon Moxley & Wheeler Yuta)
Gabe Kidd appare in un promo in cui si rivolge a Darby Allin: non ha intenzione di aspettarlo sul ring, lo vuole nel parcheggio. “Vieni da me, ratto!”
Viene trasmesso un messaggio di Kenny Omega registrato dopo Revolution. Omega sfida Swerve Strickland: se è davvero così pericoloso come dice, metta in palio la sua contendership numero uno per il titolo mondiale in un match tra loro due. Omega saluta con il suo classico “Goodbye, muah, and goodnight, bang!”
Coffin Match: Darby Allin vs. Gabe Kidd
(2 / 5)
Lo scontro inizia nel parcheggio dove Allin arriva a tutta velocità tentando di investire Kidd. Dopo una rissa furiosa, Allin stordisce Kidd con un panno imbevuto di una sostanza chimica, lo chiude nel bagagliaio e guida la macchina contro un cumulo di detriti, facendola capovolgere in uno schianto spettacolare. Kidd viene estratto dal bagagliaio e trasportato fino al ring su una cassa da trasporto. Una volta nell’arena, Allin gli infila una camicia di forza e lo siede su una sedia, ma Kidd si riprende colpendolo con un calcio basso e sbattendogli la testa contro i gradoni d’acciaio, aprendogli una ferita sanguinante sul volto. Nonostante la camicia di forza, Kidd combatte mordendo Allin e schiacciandogli le dita con il coperchio della bara. Allin risponde con una Code Red dalla seconda corda e una Scorpion Death Drop. Quando sale in cima per una Coffin Drop, Kidd calcia l’arbitro contro le corde facendolo cadere in malo modo. Kidd riesce a piazzare anche una powerslam, ma Allin lo colpisce con lo skateboard e connette due Coffin Drop consecutive. Nel finale, Allin si lancia con un suicide dive che spinge Kidd direttamente dentro la bara, chiudendo il coperchio per la vittoria. Più spettacolo che wrestling, con la sequenza nel parcheggio che ruba la scena alla parte in-ring in un match decisamente polarizzante.
Vincitore: Darby Allin
Dopo il match Allin prende il microfono: terrà il piede sull’acceleratore finché non vedrà Dio o il titolo mondiale AEW. Poi guarda in camera: “Maxwell Jacob Friedman, sto venendo a prenderti.”
Viene mostrato un video della Jurassic Express in viaggio da Los Angeles a Fresno. Jack Perry parte da casa accompagnato da Luchasaurus alla guida del caratteristico pullman, fermandosi persino a dar da mangiare a uno scoiattolo lungo la strada. All’arrivo in arena, Perry incontra gli Young Bucks: dice che Revolution è stata una bella serata per la sua famiglia e che stasera farà squadra con due persone che considera come fratelli. Gli Young Bucks rispondono che dopo la sconfitta di domenica devono scrollarsi di dosso la delusione, e stasera inizieranno battendo quel traditore di Kazuchika Okada e la Don Callis Family. Luchasaurus dal pullman bolla Okada con un insulto poco lusinghiero.
Prince Nana sale sul ring e introduce “l’uomo più pericoloso della AEW”, Swerve Strickland. Swerve si siede su una sedia al centro del ring con un unico riflettore puntato addosso e tiene un lungo promo sul concetto di potere. Racconta che a Revolution ha combattuto una guerra contro Brody King, ma i veri vincitori di una guerra sono quelli che detengono il potere. Ha goduto nel battere Brody nel suo stato natale, la California, ma non è soddisfatto perché il vero potere nella AEW è altrove. A volte il potere conta più dei titoli. Swerve spiega che ha avuto a che fare con il potere per tutta la vita: da quando aveva 17 anni nell’esercito, passando per i giri nelle indipendenti, fino al periodo in developmental. Aggiunge che se non fosse stato per l’interferenza degli Young Bucks nel suo match a Dynasty l’anno scorso, sarebbe già due volte campione mondiale. Questo lo porta a Kenny Omega: è venuto a sapere di essere il nuovo sfidante numero uno al titolo mondiale, ma cosa significa quella contendership se non ha il potere di proteggerla? Omega non ha alcuna leva negoziale, non ha senso per Swerve batterlo due volte senza ottenere nulla in cambio. Tuttavia c’è una cosa che Omega possiede e che lo interessa: il suo potere. Swerve non vuole che Omega venga rimosso dal potere, vuole il suo potere, e vuole impedire a chiunque altro di metterci le mani sopra. Quindi, se Omega vuole il rematch, deve mettere in palio il suo status di Executive Vice President. Quando lo batterà, Swerve Strickland diventerà il nuovo EVP della AEW.
BACKSTAGE: Renee Paquette intervista Mike Bailey dopo la grande serata di Revolution. Bailey dice che alcune persone le guardi e capisci subito che sono delle star, come il suo compagno Kevin Knight. Lui invece ha dovuto lottare per quasi vent’anni in giro per il mondo per farsi notare, ed è per questo che ammira Kenny Omega, che ha avuto la stessa determinazione per arrivare in cima. Ora può essere il mentore per una futura stella della AEW come Kevin.
Mike Bailey vs. Mark Davis
(3,5 / 5)
Davis parte all’attacco ma Bailey lo tiene a distanza con una serie di calci fulminei. Davis riesce a mettere a segno un body slam e un senton, ma Bailey risponde con una missile dropkick e una standing shooting star press. Lo scontro si accende con Davis che piazza un suplex con rilascio sull’angolo del ring in una posizione pericolosissima e, più avanti, una piledriver che sembra poter chiudere l’incontro, ma Bailey resiste ogni volta. Bailey e Davis si scambiano colpi aperti al centro del ring fino a quando Bailey non connette un calcio rotante che li manda entrambi al tappeto. Nel finale Bailey connette con il doppio ginocchio dalla seconda corda e poi sale in cima per piazzare la Ultima Weapon per la vittoria. Match sorprendente con un Davis in grande forma che ha dato filo da torcere al campione Trios, in un ottimo scontro tra potenza e velocità.
Vincitore: Mike Bailey
Durante il match viene annunciato ufficialmente che la prossima settimana a Dynamite si terrà Swerve Strickland vs. Kenny Omega, con la contendership numero uno contro lo status di EVP di Omega in palio.
Viene mandato in onda un video di MJF registrato dopo Revolution. Si fa chiamare “Mr. Revolution” e ammette che ora l’adrenalina sta svanendo e sente ogni singolo colpo del match. Niente di tutto ciò conta, perché ha vinto. Oggi compie 30 anni e ha già ottenuto più di molti Hall of Famer. Aveva una lista di nomi da spuntare e uno di quelli era Hangman Page: si goda pure i prossimi vent’anni nel midcard. Per i prossimi vent’anni, l’unico nome che conterà nel wrestling sarà quello del Hebrew Hammer, Maxwell Jacob Friedman. Quando il cameraman gli chiede come festeggerà, MJF risponde: “Vado a Disneyland!”
Kazuchika Okada, accompagnato dagli RPG Vice, tiene un promo pre-main event. Okada ride all’idea che gli Young Bucks lo considerassero parte della loro famiglia: lui è fedele a una sola famiglia, la Don Callis Family, a differenza di Takeshita che a Revolution stringeva la mano a Jon Moxley. Trent Beretta definisce stupido il pullman della Jurassic Express. Rocky Romero parla di famiglia e Beretta dedica la vittoria di stasera a Don Callis.
Vengono mostrate le immagini dell’attacco subito da Toni Storm nel backstage prima dello show.
No Holds Barred: Mina Shirakawa vs. Marina Shafir
(3 / 5)
La Shirakawa entra armata di mazza da baseball con filo spinato e colpisce la Shafir alla gamba, ma quest’ultima le strappa l’arma dicendo di non averne bisogno. La Shafir domina con una serie di proiezioni judo, mentre la Shirakawa porta sul ring bottiglie di champagne e un secchiello del ghiaccio. La Shafir si concede un sorso di champagne e lo sputa in faccia all’avversaria, che però reagisce e la mette a tappeto con un colpo. La Shirakawa piazza una La Mistica sulla sedia seguita da una Sling Blade dalla cima sulla sedia stessa, ma la Shafir resiste. Momento chiave quando la Shafir intercetta la Shirakawa con una Mother’s Milk, ma la giapponese si libera con un dito negli occhi. La Shafir recupera un tavolo e piazza un backdrop suplex dall’apron che manda entrambe attraverso il tavolo. Tornate sul ring, mentre la Shafir protesta con l’arbitro dopo uno schienamento fallito, la Shirakawa afferra una bottiglia di champagne e gliela spacca in testa, chiudendo immediatamente con una Storm Zero per la vittoria.
Vincitrice: Mina Shirakawa
Il commento lascia intendere che la Shirakawa potrebbe essere coinvolta nell’attacco a Toni Storm.
BACKSTAGE: Renee Paquette chiede ad Andrade quali siano i suoi piani. Andrade dice di puntare al titolo mondiale AEW, ma viene interrotto da Jonathan Cruz che gli consegna una grossa valigetta argentata da parte di MJF. Andrade non sembra interessato, così Cruz chiama Don Callis in videochiamata. Callis spiega di capire il conflitto, dato che anche Andrade vuole il titolo mondiale, ma Darby Allin è diventato un problema e MJF ha offerto una cospicua somma di denaro alla Don Callis Family per occuparsene. Andrade accetta il denaro con riluttanza.
Young Bucks & Jack Perry vs. Don Callis Family (Kazuchika Okada, Trent Beretta & Rocky Romero)
(3,5 / 5)
Perry e Okada aprono con Okada che provoca gli ex compagni dell’Elite con gesti poco eleganti. Perry lo mette subito a terra e gli Young Bucks cacciano gli RPG Vice all’esterno, permettendo al trio di dominare Okada. Nick Jackson piazza un tope suicida e Perry un moonsault che spazza via tutti e tre gli avversari. La Don Callis Family riesce però a isolare Perry nel proprio angolo per un lungo periodo. La svolta arriva con il tag a Nick Jackson che elimina gli RPG Vice con una combinazione armdrag/tijeras, mentre Matt esegue delle northern lights suplex in serie. Sequenza spettacolare di sottomissioni con gli Young Bucks che applicano le Sharpshooter in contemporanea mentre Perry blocca Okada nella Snare Trap, ma tutti raggiungono le corde. Segue un caos totale con Romero che piazza una Sliced Bread su Perry e Beretta una ginocchiata su Matt, Okada e gli RPG Vice tentano delle tombstone piledriver in contemporanea ma il trio si libera a morsi. Nel finale, tripla superkick su Romero seguita dalla BTE Trigger e il running knee di Perry per lo schienamento vincente. Main event divertente e frenetico con un buon ritmo, anche se la presenza degli RPG Vice nel match resta un po’ forzata.
Vincitori: Young Bucks & Jack Perry
Nel post match Nick Jackson prende il microfono e dice che la vittoria di stasera ha un sapore agrodolce, perché a Revolution hanno mancato l’obiettivo. Erano così sicuri di vincere i titoli di coppia che avevano le famiglie in prima fila e i figli con il loro merchandising addosso, solo per vederli perdere. Ammette che gli FTR sono stati la squadra migliore domenica sera. Matt aggiunge che la sera stessa erano alla festa di compleanno di Nick, ma lui non riusciva a guardare nessuno negli occhi dalla vergogna. Poi il loro padre gli ha ricordato chi sono: in giro per il mondo ci sono arene piene di fan che credono ancora in loro e che li amano, e di questo il padre non si sbaglia. Matt promette che se dovranno ripartire dal basso e lottare con le unghie e con i denti, non c’è nessun team nel backstage che potrà fermarli dal riprendersi i titoli di coppia AEW.
La musica di Adam Copeland risuona nell’arena e l’ex Rated-R Superstar fa il suo ingresso seguito da Christian Cage, tra lo stupore generale del pubblico che esplode in un coro “HOLY SHIT!” Copeland ride e dice: “Non pensavate di vedere una cosa del genere, vero?” Copeland ammette che suonerà come un cliché, ma hanno un enorme rispetto per gli Young Bucks: il match contro gli FTR a Revolution è stato uno dei migliori che abbia mai visto e non devono abbassare la testa dopo una sconfitta del genere, perché valgono di più. Aggiunge di avere qualcosa in comune con loro, perché gli FTR non hanno attaccato solo la famiglia dei Bucks, ma anche sua moglie Beth. Beth è una tosta, non per niente la chiamano la Glamazon, e non ha bisogno di essere protetta. Ma negli ultimi sei mesi, mentre aspettavano di sapere se avesse bisogno di un intervento di fusione spinale, lui non riusciva a guardarla negli occhi. Ora che è fuori pericolo, doveva tornare nella AEW per sistemare la situazione. Il modo per colpire gli FTR non è spezzargli le ossa, ma togliergli la cosa più importante delle loro stesse famiglie: i titoli di coppia AEW. Per rispetto degli Young Bucks, voleva che lo sentissero da lui per primi: a Dynasty sarà FTR contro Cope e Cage per i titoli di coppia.
Questo provoca l’arrivo degli FTR insieme a Stokely, che però appena prova a prendere la parola viene immediatamente zittito da Cope, Cage e gli Young Bucks. Cash Wheeler e Dax Harwood salgono incautamente sul ring e vengono accolti da una doppia superkick degli Young Bucks; Copeland stende Harwood con una spear e Christian aggiunge un colpo basso a Wheeler che rotola fuori dal ring. Entrambe le coppie cercano di afferrare le cinture: gli Young Bucks le lasciano a Cope e Cage, che posano con i titoli guardando gli FTR al tappeto mentre Dynamite si chiude.
Christian Cage prende il microfono e dice che capisce che la questione sia profondamente personale per Cope e per i Bucks, ma lo è anche per lui. Perché vincere i titoli di coppia significa guadagnare un sacco di soldi in più. Ma è personale anche per un’altra ragione: avranno la possibilità di dimostrare non solo di essere il miglior tag team della loro generazione, ma anche il migliore della generazione di Matt e Nick.








