Benvenuti all’analisi di Dynamite, in diretta dal Liacouras Center della Temple University di Philadelphia, Pennsylvania. Una puntata interamente dedicata alle conseguenze di Double or Nothing, con i quarti di finale dell’Owen Hart Cup, la celebrazione del titolo mondiale di MJF e un brutale Lights Out Street Fight a chiudere la serata. Lo show di questa settimana si compone delle consuete due ore di Dynamite seguite da un’ora extra di Collision.
La serata si apre con Renee Paquette che intervista Will Ospreay dopo Double or Nothing. Ospreay dice di sentirsi alla grande, anche se confessa di aver perso sensibilità lungo le braccia. Si dirige poi verso la sala medica, dove trova Kenny Omega. Dopo i convenevoli, Omega gli chiede perché non si sia rivolto a lui invece di affidarsi ai Death Riders, gente di cui non ci si può fidare e che lui conosce bene fin dal primo giorno. Ospreay risponde che Kenny non c’è tutte le settimane. Omega ammette di essere più vecchio e di non riprendersi più come una volta, ma gli dice di pensarci su, perché ci sarà sempre per lui. Spunta Jon Moxley, che li stava sbirciando: porge a Will una borsa del ghiaccio, gli dice che Kenny ha ragione e che farebbe bene ad ascoltarlo, poi se ne va.
Si passa all’arena, dove Kevin Knight fa il suo ingresso tra i fischi del pubblico di Philadelphia. Knight dice che non si aspettava niente di diverso da questi teppisti. Spiega di aver detto a Darby Allin di non deludere il Jet e di non deludere la gente, ma che Darby ha fallito, proprio come hanno fatto i Sixers contro i Knicks. Dichiara che non ha più intenzione di “fidarsi del processo” e che ha deciso di prendere in mano la situazione. Chiede chi sia stato l’ultimo uomo a umiliare MJF, e la risposta è lui. Avrebbe dovuto essere lui nel main event, e invece guardava dalla panchina, ma uno come lui non è certo un giocatore da panchina. Knight ribadisce che non è qui per partecipare alla AEW, ma per prendersi tutta la compagnia. Arriva Speedball Mike Bailey, che gli dice di conoscerlo bene: sa quanto sia ambizioso, ma anche impaziente, e attaccare Darby è stato un errore. Bailey gli offre una via d’uscita: se si scusa e si assume le sue responsabilità, possono sistemare le cose, e gli porge la mano. Knight finge di accettare il saluto, lo spintona con la spalla e poi lo colpisce con una clothesline, lo rialza e lo schianta a terra con uno slam, prima di andarsene sulle note della sua musica.
BACKSTAGE: Renee Paquette intervista Ricochet, insieme a Bishop Kaun e Toa Liona. Ricochet dice di non essere minimamente preoccupato per Jericho, che a suo dire è stato solo fortunato. Si lamenta del fatto che tutti siano banditi da bordo ring per il loro match, ma osserva che stavolta Jericho non avrà sei o sette uomini a salvarlo quando lo avrà battuto. Ricorda di averlo già schienato e che è qualcosa che Jericho non potrà mai vantare contro di lui. Conclude promettendo che Jericho scoprirà quanto Ricochet sia “fuori dal mondo”.
Jericho vs Ricochet – Tutti banditi da bordo ring
(3,5 / 5)
Ricochet parte forte con un dropkick alla campana, scaraventa Jericho all’esterno e lo colpisce con un tuffo, prima di riportarlo dentro per una springboard clothesline e una running shooting star press. Lavora sulla gamba infortunata di Jericho, che però lo butta giù dall’apron e si tuffa dalla terza corda. Lo scontro si sposta sul tavolo di commento, dove Jericho applica le Walls of Jericho con Ricochet che cerca comicamente di aggrapparsi a qualsiasi cosa. Nel finale Ricochet tiene fermo l’arbitro, sfrutta un low blow non visto e mette a segno la Ricosault per un nearfall, poi sbaglia la 630 splash. Jericho risponde con un Codebreaker e il Judas Effect, e chiude con la Lionsault per la vittoria. Match divertente con nearfall credibili per entrambi, e Jericho dimostra di sapere ancora fare la differenza quando serve.
Vincitore: Jericho
Nel post match Tommaso Ciampa attacca Jericho alle spalle, lo soffoca con la sua stessa maglietta e lo tempesta di pugni alla testa, prima di abbassare la ginocchiera e colpirlo con un running knee al volto. Ciampa conclude posando sopra il corpo di Jericho con la sua stessa posa.
BACKSTAGE: Andrade El Idolo dice che ora può concentrarsi sulla conquista del titolo mondiale, dato che quello stupido di MJF lo ha vinto. Si chiede se MJF pensa davvero di essere migliore di lui, vera superstar della lucha, e chiude con la sua nuova catchphrase: “How you know?”
Orange Cassidy vs Rush vs Brian Cage vs Lio Rush – Superstation Showcase
(3,5 / 5)
Cage scaraventa fuori Lio mentre Rush si libera di Cassidy, poi i due “omoni” si affrontano a centro ring crollando entrambi dopo uno scontro di clothesline. Cassidy entra con i suoi celebri “soft kick” che lasciano Lio interdetto, prima di una sequenza di tuffi che coinvolge tutti. Sul finale Cassidy esegue uno Stundog Millionaire e una serie di DDT, ma vengono interrotti dall’arrivo di Rocky Romero, Lance Archer e Jake Doyle; intervengono allora Roderick Strong e Kyle O’Reilly e la rissa si sposta nel backstage, lasciando Lio e Rush soli sul ring. Lio mette a segno una spear ma sbaglia un tuffo dall’alto; Rush lo strozza con un cavo telefonico all’esterno e chiude con i Bull’s Horns. Match di scopo, con la vittoria di Rush abbastanza telefonata visto che lo si stava preparando per la sfida titolata, ma è stato bello rivedere Lio.
Vincitore: Rush
BACKSTAGE: Renee Paquette è con MJF quando arriva Kevin Knight. MJF lo ringrazia per quello che ha fatto, dicendo che è un segno di rispetto nei suoi confronti. Knight lo blocca subito: non l’ha fatto per MJF, ma per sé stesso, perché il title shot sarebbe dovuto toccare a lui. MJF se ne va dicendogli che ha un futuro brillante e di farsi sentire. Spuntano Kyle Fletcher e Don Callis: Fletcher fa i complimenti a Knight per la bella cintura, e Callis aggiunge che se Knight vuole fare sul serio e diventare “Kevin Two Belts”, sa a chi rivolgersi.
Va in onda un video di Jack Perry che corre sulle scale di Rocky a Philadelphia, dopo essere stato costretto a scendere dal bus da Luchasaurus.
Successivamente Renee intervista Jamie Hayter e Alex Windsor, che si dicono entrambe sempre pronte a combattere. Alex Windsor afferma di essere pronta ad affrontare chiunque nell’Owen Hart Tournament.
È poi il momento della celebrazione del titolo mondiale di MJF, che viene portato sulla rampa su un trono e poi deve scendere al ring a piedi. Getta la vecchia cintura AEW nella spazzatura e si vanta di essere campione del mondo tre volte a 30 anni, ricordando di aver battuto Darby Allin per la terza volta con una headlock takeover. Sottolinea che solo otto uomini sono diventati tre volte campioni del mondo prima dei 30 anni e che il pubblico è fortunato ad assistere alla sua grandezza in tempo reale, perché questa è l’era migliore in quanto ruota tutta intorno a lui. Intima poi a tutti di inginocchiarsi davanti al più grande di tutti i tempi. Al suo posto arriva Mark Briscoe, che strappa lo striscione di MJF. Briscoe gli dice che è come uno straniero in terra straniera, come un pinguino che vaga nel deserto, e non di quei pinguini esotici delle spiagge sudamericane. Elogia Philadelphia e la sua gente tosta, gente che lavora duro, mentre MJF è come un corpo estraneo perché tosto non lo è affatto. Gli ricorda di averlo già schienato e chiede un title shot, domandandogli se continuerà a fare la femminuccia o se si comporterà da uomo. MJF risponde di no: a differenza di tutti gli altri, lui sa che la AEW non è solo uno sport, è un business, e già era grave che un fenomeno da baraccone emo come Darby Allin avesse anche solo sfiorato il titolo. Concedere una chance a Briscoe sarebbe un pessimo affare, perché Mark non è neanche lontanamente al livello del Diavolo. MJF lascia il ring, ma mentre risale la rampa esce Rush. Rush gli dice che è buffo che abbia dato del contadino a un allevatore di polli, quando il vero codardo è lui. Ricorda di averlo quasi battuto e dichiara che quando ci si mette contro il toro, si finisce incornati. MJF replica che non è l’unico a saper parlare più lingue, chiamandolo “senor”, e ammette che, da un punto di vista commerciale, Rush si è guadagnato la sfida: ha dei bei capelli, un bell’aspetto, una catchphrase ed è più vendibile di quel cesso di Briscoe. Gli chiede se vuole sfidarlo per il Triple B stasera, poi grida “psych” e annuncia che il match titolato si terrà la prossima settimana, quando il toro incrocerà le corna con il Diavolo. Molto divertente questo promo, bello notare la differenza tra Allin ed MJF anche nella gestione degli sfidanti.
Claudio Castagnoli vs Brody King – Owen Hart Cup (quarti di finale)
(3,5 / 5)
Battaglia tra colossi, con lock-up ripetuti e clean break iniziali, prima dello scambio di chop e colpi pesanti. King butta giù Claudio con una clothesline all’esterno e poi lo aggredisce con i chop attorno al ring. Al rientro i due si abbattono a vicenda con clothesline simultanee, finendo a colpirsi anche in ginocchio. Claudio massacra King nell’angolo con un running uppercut, ma King blocca il secondo tentativo con un boot e mette a segno una cannonball. Nel finale Claudio tenta il Neutralizer, King lo contrasta con un back body drop, poi Claudio piazza un pop-up uppercut ma King risponde con una lariat e ci cade sopra per lo schienamento vincente. Grande scontro fisico tra due big, e il passaggio del turno di King verso la semifinale contro Swerve Strickland ci può anche stare. Potevano fare anche leggermente più di così sul ring.
Vincitore: Brody King
Adam Copeland e Christian Cage arrivano sul ring per festeggiare i nuovi titoli di coppia. Cage dice al pubblico di sedersi e chiudere la bocca, ma Copeland lo ferma. Cage chiede cosa abbia detto di così grave, in fondo non si è scopato la madre di nessuno di loro… anche se forse l’ha fatto, e Copeland scherza ricordando che gli anni ’90 erano selvaggi. Cage afferma che gli FTR sono la squadra più tosta e migliore con cui abbiano mai diviso il ring, che hanno tirato fuori il meglio di loro e che sono dei Top Guys, ma non i veri numeri uno. Copeland aggiunge che gli FTR hanno voluto un I Quit match contro due uomini a cui era stato detto che non avrebbero mai più lottato e che hanno riavuto la loro carriera; ora gli FTR sono nello specchietto retrovisore ed è ora di divertirsi. Annuncia che per la prima volta in 25 anni faranno la posa dei cinque secondi. Cage dice che lui non la fa, e che tanto non esiste più la fotografia col flash. Copeland lo smentisce, va sotto il ring e tira fuori una busta di macchinette usa e getta comprate vent’anni prima proprio per quest’occasione, distribuendole tra il pubblico. Prima che possano mettersi in posa, però, arrivano David Finlay e Clark Connors ad attaccarli alle spalle. Incastrano la mano di Cage tra i gradini d’acciaio e il ring, e Finlay la colpisce con lo shillelagh; poi gli mettono il braccio sotto i gradini e ci saltano sopra. Colpiscono Copeland con una spear, riportano Cage sul ring e lo colpiscono ancora con lo shillelagh, poi soffocano Copeland con l’arma. Finlay e Connors ordinano al fotografo di immortalare la scena, posano sopra i corpi e si proclamano i prossimi campioni di coppia AEW. Non so Connors e Finlay sono pronti per questa rivalità, c’erano mille altri che potevano essere inseriti. Però hey, non è questo puntare sui giovani? Sarà una bella prova per loro.
BACKSTAGE: Prince Nana e Swerve Strickland. Nana ricorda a tutti quello che Swerve ha fatto a Bandido sui social. Swerve applaude in modo beffardo la vittoria di Brody King, dicendo che senza di lui nessuno conoscerebbe il suo nome, perché è stato proprio lui a lanciarlo nel business nel 2016. Aggiunge che ora non gliene importa nulla di Brody e che Bandido potrebbe pure essere in ospedale: il conflitto crea denaro, e lui ha intenzione di farne parecchio.
Tay Melo & Anna Jay (TayJay) vs Ava Everett & Allie Katch
(1 / 5)
Match lampo che vede Anna Jay e Tay Melo mostrare il loro repertorio offensivo. Tay Melo chiude rapidamente schienando Allie Katch dopo un knee strike assistito dalla compagna. Sostanzialmente uno squash che è servito solo a dare visibilità alla coppia.
Vincitrici: Tay Melo & Anna Jay
BACKSTAGE: Mike Bailey sfida Kevin Knight a un match.
Mark Davis vs Jack Perry – Owen Hart Cup (quarti di finale)
(4,5 / 5)
Don Callis si unisce al commento. Davis attacca Perry durante l’ingresso e va subito a caccia dello schienamento; Perry indossa una benda sull’occhio che Davis gli strappa e che lui si mette addosso. Dopo una serie di tuffi di Perry all’esterno, Davis domina a lungo, gli sfila persino le scarpe e mette a segno un brutale brainbuster sull’apron. Perry si riprende con un DDT dall’alto, uno Sliced Bread #2 e una sequenza di nearfall, applicando anche la Snare Trap dalla quale Davis si salva raggiungendo le corde. Nel finale Perry sbaglia il salto sulla terza corda e Davis lo punisce con un Avalanche Piledriver dalla seconda per la vittoria. Match fantastico, non mi aspettavo minimamente questo livello, con Davis in stato di grazia in questa run da singolo, anche se l’esito era abbastanza prevedibile e serviva a costruire la rivincita con Ospreay.
Vincitore: Mark Davis
A questo punto si passa all’ora di Collision.
Don Callis è sul ring con Mark Davis e Renee Paquette. Callis spera che Will Ospreay stesse guardando, perché la prossima settimana Davis lo metterà fuori gioco. Dice che Ospreay non è mai stato il prescelto, e nemmeno Konosuke Takeshita: l’unico vero prescelto è Kyle Fletcher. Arriva quindi Fletcher in giacca e cravatta, accompagnato da Rocky Romero. Fletcher chiede a Don di “dargli un po’ di zucchero” e i due si abbracciano. Spiega che tutti si chiedono come abbia fatto a tornare in tempo record da una gamba rotta in due punti e un menisco lacerato, e la risposta è che lui è un’anomalia genetica, un performer perfetto, ufficialmente idoneo a competere proprio da oggi. Aggiunge che uno dei motivi per cui si è spinto a tornare era tagliare il peso morto della Don Callis Family: una volta messo fuori gioco, Takeshita ha fatto ciò che fa sempre, ovvero badare solo a sé stesso, senza mai preoccuparsi né della famiglia né di lui. Fletcher conclude dicendo che avrebbe voluto governare il mondo del wrestling al fianco di Takeshita, ma che ormai non accadrà mai perché Takeshita è un egoista. Questo fa uscire Konosuke Takeshita, accompagnato dalla Conglomeration (Orange Cassidy, Mark Briscoe, Roderick Strong e Kyle O’Reilly), tutti diretti verso il ring, costringendo Davis, Callis e Fletcher a defilarsi. Takeshita, con il titolo International, attacca in giapponese e poi, tra i cori “you deserve it”, lancia la sfida: “Kyle Fletcher, ti voglio”.
BACKSTAGE: Will Ospreay parla del suo match con Davis, in programma per la prossima settimana a Dynamite, dicendo che nulla lo fermerà sulla strada per Wembley. Si fanno vedere i Death Riders insieme a Daniel Garcia e Wheeler Yuta. Ospreay dà il pugno a Moxley, poi offre il pugno anche a PAC, che però lo ignora, mentre Marina Shafir ricambia il gesto.
Will Ospreay, Jon Moxley & PAC vs The Rascalz (Dezmond Xavier, Zachary Wentz & Myron Reed)
(3,5 / 5)
Moxley e PAC attaccano Reed e Wentz prima della campana, mentre Ospreay e Xavier aprono con scambi rapidi e aerei sul ring. I Rascalz isolano Ospreay nel loro angolo con cambi veloci e attacchi combinati, culminati in due tuffi simultanei di Reed e Wentz su Moxley e PAC. Ospreay si libera con una springboard knee e dà il cambio a PAC, che ripulisce il ring. Dopo le “forever splash” nell’angolo e un cutter di Moxley, tutti e sei finiscono a darsele. Nel finale i Death Riders applicano sottomissioni in contemporanea su tutti e tre i Rascalz, con Ospreay che costringe Reed a cedere con una cross-armbreaker. Solido match che non ha tirato troppo per le lunghe, anche se è un peccato vedere i Rascalz perdere così spesso.
Vincitori: Will Ospreay, Jon Moxley & PAC
Nel post match Ospreay e PAC si fanno una risata e finiscono per darsi il cinque.
BACKSTAGE: Samoa Joe è insieme a Hook, Anthony Bowens e Katsuyori Shibata. Joe ammette che non è stata una buona settimana per gli Opps, ma che la missione non cambia: quando ha fondato il gruppo, si trattava di resistenza e opportunità. Annuncia che Hollywood chiama e che dovrà allontanarsi per qualche mese, affidando agli altri il compito di tenere botta in sua assenza. Dopo un momento con ciascuno di loro, Joe se ne va e Hook si piazza al centro della scena passando davanti a Bowens.
Va in onda un video riassuntivo della faida tra Kris Statlander e Hikaru Shida.
BACKSTAGE: Lexi Nair vorrebbe intervistare Anna Jay e Tay Melo, ma arrivano le campionesse di coppia femminili Megan Bayne e Lena Kross. Lena Kross si vanta di averci messo solo 30 secondi e Megan Bayne aggiunge “sarà per la prossima volta”. Il riferimento è presto spiegato dato Lexi Nair trova poi Anna Jay e Tay Melo stese a terra.
Andrade El Idolo vs Ace Austin
(3,5 / 5)
Andrade controlla l’inizio con una headlock e una shoulder tackle, mentre Ace Austin risponde con un drop toe hold e un arm drag. Dopo la pausa, Andrade manda Austin all’esterno e mette a segno un tornillo, per poi fermarsi a farsi un selfie con una fan in prima fila. Austin reagisce con un knee strike, un side suplex e una leg drop, e dall’angolo piazza una tijeras dall’alto seguita da una Death Valley Driver. Nel finale Austin chiama la Fold ma Andrade la contrasta con un back elbow e chiude con la DM per la vittoria. Sostanzialmente un match-vetrina per Andrade; Austin perde spesso ma in mezzo al ring se la cava sempre bene con chiunque, poi io sono un suo fan dal day one.
Vincitore: Andrade El Idolo
Durante il match viene annunciato che a Collision di sabato si terrà un match per i Trios Titles tra Orange Cassidy, Roderick Strong e Kyle O’Reilly contro Rocky Romero, Trent Beretta e Lance Archer.
Kris Statlander vs Hikaru Shida – Lights Out Philly Street Fight
(4 / 5)
Justin Roberts spiega che le luci si spegneranno e che, una volta riaccese, la AEW non sarà responsabile di ciò che accadrà. Shida, vestita per la guerra e con due kendo stick, viene subito disarmata da Statlander. Si scambiano colpi con sedie e kendo stick, con Shida che colpisce Statlander con una mela e gliela infila pure in bocca prima di un calcio rotante. Lo scontro si sposta tra il pubblico, sulla rampa e nel backstage, con tavoli, sedie e perfino dei tubi al neon. Nel finale Shida colpisce con una Falcon Arrow sui neon per un nearfall fantastico; Statlander risponde rompendo il kendo stick e conficcandone l’estremità nella fronte di Shida, poi mette a segno la Saturday Night Fever dall’apron attraverso un tavolo. Riportata Shida sul ring, arriva Harley Cameron a porgere un altro kendo stick a Statlander, che colpisce e chiude con un’altra Saturday Night Fever. Match brutale e molto divertente, anche se la storia sembra aver saltato qualche capitolo, dato che la heel turn di Shida è arrivata solo domenica… si poteva cucinare la cosa un pochino no? Bello che sia stato questo il main event.
Vincitrice: Kris Statlander
Nel post match Harley Cameron sale sul ring per festeggiare con Kris Statlander e le due risalgono insieme la rampa, mentre il commento ripassa la card di Collision di sabato e quella di Dynamite della prossima settimana per chiudere questo speciale di tre ore.








