Wrestlemania sta prendendo pian piano forma, soprattutto nella parte alta della card. Un pochettino, anzi molto più in basso, alcune figure oramai appartenenti al midcard più che alla parte alta della piramide invece vivacchiano in un limbo piuttosto amorfo, in attesa di avere una direzione chiara per il giorno di wrestling più importante dell’anno. Più clichè di un’immagine glitter con le mimose, ecco a voi l’editoriale odierno!

Dean Ambrose, Roman Reigns, Triple H, Brock Lesnar, Shane O’Mac, Undertaker occuperanno molto probabilmente due delle quattro ore di spettacolo made in WWE, lasciando una quarantina di minuti complessivi alle Divas ed a Sami Zayn e Kevin Owens ed una probabile mezz’ora al capitolo finale che vedrà AJ Styles contrapposto al rivale Jericho. E l’altra oretta di show? Da chi sarà occupata e come? Quali sono i protagonisti che ancora non hanno una direzione chiara e precisa in vista di WM32?

I grandi esclusi, almeno al momento, sembrerebbero i membri della Wyatt Family. La faida accennata con Ryback sembra essere (fortunatamente) tramontata, alla luce del fatto che il Big Guy potrebbe andare per il Titolo degli Stati Uniti contro l’agile Kalisto, quella con Lesnar è stata relegata all’insensato Roadblock di Sabato e l’accenno di interesse verso il Titolo mostrato nell’ultimo segmento di Raw sembrerebbe qualcosa di squisitamente fine a se stesso. Questa sensazione di limbo e di galleggiamento mi fa sorgere una naturale considerazione sulla Family in generale e su Bray in particolare.

Quando vidi le prime vignette su Bray Wyatt ad NXT, rimasi letteralmente estasiato. Un personaggio così fresco, nuovo, accattivante, reale ma nel contempo paranormale nella sua aura mistica di pericolosità. Lo spessore di questo character è stato fatto immediatamente proprio dal performer, che in breve tempo è diventato troppo “grande” per NXT ed è stato portato immediatamente nel main roster. Di qui tante faide di rilievo contro i più grandi nomi che il main roster potesse offrire e poi…poi qualcosa è successo. Bray ha smesso di essere efficace, ha smesso di interessare, ha perso quel contatto con il pubblico lasciando solo ai presenti nell’arena la possibilità di essere parte dello show partecipando all’entrata con i flash dei telefoni. Una piccola frittata insomma.

Le uova di questo sostanzioso secondo dannoso per i malati di cuore sono state covate in un lasso di tempo piuttosto lungo. Innanzitutto Bray, in singolo o con la Family, ha partecipato ad un nugolo di faide di rilievo, come scritto in precedenza, raccogliendo purtroppo per lui pochissime vittorie di. Anzi, quasi tutte le vittorie che ha maturato sono maturate in corso di battaglie singole, uscendo quasi sempre sconfitto dal fronte di guerra. Il secondo problema di Bray è la cosa maggiormente sottovalutata in WWE: il coefficiente di coinvolgimento derivante dalla qualità del lottato. A parte pochissimi match con compagni di danza di un certo livello (Bryan su tutti), Bray ha sempre effettuato incontri piuttosto lenti e macchinosi, caratterizzati da uno storytelling sufficiente ma presto divenuto stantio, lasciando la qualità nei match di tag principalmente al workhorse del gruppo, Luke Harper. Ma il lottato in senso stretto non è stato il problema principale che ha portato la maggior parte del pubblico a distaccarsi da questo personaggio un tempo accattivante.

I promo. I promo di Bray sono il reale problema che sta portando il suo character sempre più verso il basso, ed è assai ironico pensare che all’inizio erano uno dei suoi punti di forza. Il messaggio che deve filtrare da un promo deve essere chiaro, univoco, accattivante, esaltante. I promo di Bray invece sono come un bellissimo pacco regalo con fiocchi, ghirigori, profumi e rilievi cesellati ed all’interno un bel barattolo di marmellata senza marmellata. Tanta, ottima forma e poca, pochissima sostanza: cosa vuole ottenere Bray? Perché ce l’ha con qualcuno piuttosto che con qualcun altro? Qual è lo scopo finale della scia di distruzione (?) disseminata dalla sua famiglia?

Il fatto che il messaggio finale non sia chiaro ha creato un graduale e sotteso disinteresse per lui, per il suo personaggio, per i suoi obiettivi. Proprio per questo viene da chiedersi: come potrebbe essere proposto un act un tempo bookato così “forte” in vista di Wrestlemania? Un match contro la League of Nation, che potrebbe ambire a ben poco oltre che ad un’interferenza di massa nel match tra Reigns e HHH? Un match contro il New Day per i Titoli di Coppia? Un coinvolgimento in una batte royale?
In ogni caso le alternative sono poco esaltanti, ed un po’ dispiace. Dispiace che colui che sembrava destinato ad essere la “new face of fear” adesso sia un personaggio scomodo, difficile da bookare e da proteggere.

Come al solito… dite la vostra!

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.