La WWE ha scosso il mondo del wrestling con l’annuncio ufficiale che WrestleMania 43 si terrà a Riad, Arabia Saudita nel 2027, ma non tutti sono entusiasti di questa scelta.
Nel più recente episodio di 83 Weeks, Eric Bischoff ha espresso opinioni molto nette sulla decisione della compagnia di espandere i propri orizzonti a livello globale. Bischoff ha riconosciuto la realtà economica dietro la scelta della WWE, definendola parte della crescita naturale sotto la guida di TKO: “È entrambe le cose. È l’evoluzione del business, è la realtà. TKO è una società quotata in borsa. Ha una responsabilità verso gli azionisti… di garantire il massimo ritorno possibile. È semplicemente un dato di fatto.”
La delusione personale di Bischoff
Pur comprendendo le motivazioni finanziarie, Bischoff non ha nascosto la sua delusione personale: “È anche la rottura di una tradizione, e posso capire la preoccupazione di Vince. Il wrestling è davvero un fenomeno americano.” Bischoff ha sottolineato come, nonostante il wrestling si svolga in tutto il mondo, le radici della WWE e la storia di WrestleMania siano profondamente americane: “Sì, si è svolto in tutto il mondo… ma è davvero un fenomeno americano. È unicamente americano.”
Il Canada “non conta” come sede internazionale
Ha persino minimizzato il Canada come vero ospite internazionale, scherzando: “Il Canada non conta. È come un altro stato… facilmente accessibile per la maggior parte delle persone negli Stati Uniti.” Portare WrestleMania dall’altra parte del globo, ha detto Bischoff, ha un peso significativo: “Portarlo dall’altra parte del pianeta è una mossa importante, e avrà un costo.”
Le reazioni negative dei fan
Bischoff ha anche toccato il tema delle critiche che hanno già invaso i social media dall’annuncio: “Ci saranno persone deluse da questa decisione. Probabilmente riceverà pubblicità negativa perché beh, è così che sono le persone, specialmente sui social media.” In definitiva, Bischoff ha definito la mossa “inevitabile” per una società quotata in borsa, ma ha ammesso che lascia l’amaro in bocca: “È anche un po’ deludente per me. Mi riconosco nell’esitazione di Vince. Mettiamola così.”








