Quando nel 2013 mi avvicinai per la prima volta al vastissimo mondo delle federazioni indipendenti, spinto dalla curiosità di vedere cosa ci fosse oltre alla WWE, una delle prime federazione che attirò la mia attenzione fu la Preston City Wrestling.
Uno dei primi match in assoluto che ho visto è stato quello tra El Ligero e Doug Williams di ‘Too Good To Be Two’, un 60 Minute Iron Man Match vinto 5 a 4 da Doug Williams che riuscì a mantenere il titolo.

Sin da allora ho seguito con particolare attenzione la federazione, notando negli ultimi anni un vistoso cambiamento.
La federazione di Steven Fludder nel corso degli anni ha deciso sempre più di puntare su un mix di ex atleti delle major americane e atleti britannici, cosa che l’ha portata a differenziarsi dalle altre federazioni: tra i volti di maggior rilievo vediamo comparire Goldust, Vader, Rob Van Dam, Brian Kendrick, Paul London, Shelton Benjamin, Chris Masters, Brodus Clay, MVP, Mr.Anderson, Al Snow, Bobby Lashley, Eugene, il Team 3D, Samoa Joe, Matt Hardy e recentemente anche Billy Gun, annunciato poche ore dopo dal suo licenziamento da parte della WWE.
Merita menzione anche la partenership che la fedrazione ha stretto con la Ring of Honor, che da due anni a questa parte ha portato alla creazione del Supershow of Honor, serie di quattro show che ha portato le due federazioni a confrontarsi, mettendo anche in palio i rispettivi titoli in diverse occasioni.

Il percorso intrapreso dalla PCW ha favorito alla formazione di una vera e propria fanbase a Preston, con i fan che possono assistere a match con atleti che fino a qualche mese fa vedevano sui ring delle maggori federazioni americane.
Potrebbe venir spontaneo paragonare la PCW alla 5 Star Wrestling, di cui abbiamo ampiamente parlato in qualche edizione fa.
A differenza della federazione scozzese, la PCW ha seguito un percorso molto più graduale, che ha fatto si che la federazione avesse appunto una base di pubblico fissa prima di puntare su un prodotto diverso dagli altri.
Basti pensare al fatto che di tanto in tanto la PCW organizza show gratuiti, con atleti come Davey Richards, Eddie Edwards, Mr.Anderson, Nick Aldis, Velvet Sky, il Team 3D, atleti che quindi chiedono comunque un ingaggio importante.

Lo scorso weekend la PCW è andata in scena con il Road To Glory, torneo annuale a sedici partecipanti che quest’anno ha visto partecipare Tajiri, Billy Gun, Drew Galloway, Chris Dickinson, Matt Hardy, Mr.Anderson, Rampage Brown, Martin Kirby, Noam Dar, Timothy Thatcher, T-Bone, El Ligero, Bubblegum, Lionheart, Luther Ward e Joey Hayes.
Nei primi anni di esistenza del torneo si pensava nel giro di un paio di anni potesse rubare la scena allo storico wXw 16 Carat Gold Tournament, ma come potete ben vedere questo torneo ha preso una piega leggermente diversa..
L’edizione di quest’anno ha visto trionfare Rampage Brown in finale contro Drew Galloway in quello che a parer mio è stato l’edizione meno appetibile rispetto alle passate edizioni, visti i nomi coinvolti e soprattutto il modo in cui sono stati bookati.
Brown ha guadgnato quindi una title shot per il PCW Heavyweight Championship, che nella serata finale del torneo è passato di mano dopo che Sha Samuels ha battuto Dave Mastiff in uno Street Fight Match, complice il fatto che quest’ultimo è stato attaccato da alcuni uomini mascherati.

Si conclude così anche questa diciassettesima edizione di European Vacation, l’appuntamento è fissato per giovedì prossimo sempre sulle pagine di ZonaWrestling.net, sempre per andare a rivivere quanto succede sui ring delle maggiori federazioni europee.

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Nato nel 1999, ho cominciato a seguire la disciplina nel boom della WWE in Italia. Da un paio di anni seguo assiduamente le federazioni indipendenti, con particolare attenzione a quelle europee. #supportindywrestling