E’ in corso la settimana santa qui a Malaga, ma per un completo agnostico come me, la vera settimana santa è la prossima, quella di Wrestlemania. Quindi niente storie tristi in questo excursus storico di oggi. Vorrei invece analizzare una cosa che pensavo poco tempo fa. Sono passati infatti 4 anni da quando la Florida Championship Wrestling ha lasciato il suo posto ad NXT, cambio che inevitabilmente, visto il successo del Brand “giallo”, ha cambiato certe regole soprattutto in zone importanti. Per esempio la zona del titolo assoluto del territorio di sviluppo.

Oggi, il campione di NXT ed il suo sfidante, come le sue faide e le sue storie, sono importanti e riguardano quasi sempre lottatori che poi, una volta nel Main Roster, hanno quasi un destino scritto, o almeno è scritto quello che sarà il tentativo di spinta della compagnia per lui. Vediamo quindi quest’oggi, quali nomi hanno avuto l’onore di essere campioni della Florida Championship Wrestling, scopriremo che i campioni di NXT, seppur non tutti abbiano avuto la stessa fortuna, sono visti in maniera molto diversa dalla compagnia quando ricevono l’onore di vestire quella cintura.

Come in tutte le cose nuove e da lanciare, si parte con due regni relativamente importanti, per quelli che erano i nomi dell’epoca e il Ranking del Roster. Il primo campione, sancito tramite una 23 Man Battle Royal, fu Jack Hager. Un Wrestler molto talentuoso che da li a poco avrebbe debuttato nel Main Roster, se cosi possiamo considerare quella che allora era la nuova Extreme Championship Wrestling. Al momento del debutto il suo cognome fu cambiato in Swagger e ben presto arrivò al titolo ECW. Il secondo campione, arrivato diversi mesi dopo, si chiamava Sheamus O’Shaunessy, un irlandese del quale dire che si parlava bene è poco. Anche Sheamus, orfano del suo cognome, debuttò ben presto nella ECW e come Jack Swagger avrà una carriera degna dei propositi, almeno inizialmente: entrambi infatti sono diventati campioni del mondo anche nel Main Roster, quello vero.

Da qui in poi comincia un’altalena di atleti con i quali la WWE, e la FCW, attuarono una politica diversa: non diedero più i titoli per il talento dimostrato, ma perché questo talento, secondo loro esistente, venisse fuori. Dei prossimi nomi soltanto uno al momento del debutto nel Main Roster, arriverà alla cintura di campione del mondo ed al Main Event vero.

Il terzo campione della FCW fu Eric Escobar, lottatore portoricano che più che diventare il Toy Boy di Vickie Guerrero a Smackdown, non fece. Ben presto la sua carriera in WWE finì. Dopo di lui venne Joe Hennig, un altro lottatore sul quale si puntava molto, un po’ perché tecnicamente era probabilmente il migliore del Roster, un po’ perché il suo cognome risvegliava negli animi della compagnia una leggenda, quella di Mr Perfect. Joe Hennig altri non è che Curtis Axel, a tutt’oggi profondo Jobber membro dei Social Outcast.

L’altalena in questo punto si alza. La compagnia decide di tornare a dare la cintura per il talento che vedono e non per il talento che vogliono strappare dalle viscere dell’atleta: Drew McIntyre diventa campione FCW. La compagnia ci crede davvero e lo dimostra al momento del suo debutto. The Chosen One viene presentato da Vince McMahon in persona, con un video d’ingresso sparato direttamente in TV ed una musica molto affascinante. Dopo un buon periodo ed un ottimo Push, accompagnato successivamente da qualche titolo secondario, Drew McIntyre per qualche motivo si perde, probabilmente per colpa anche di Tiffany, sua moglie per un brevissimo periodo e autrice di più di una scenata in alberghi e Backstage di tutta America. Drew McIntyre è diventato un Jobber, ed alla fine è stato licenziato, fortunatamente per lui il lottatore sta ricevendo le sue giuste gratificazioni via da Stamford.

Drew McIntyre è seguito da un’ altra simil-meteora: Tyler Reks. Anch’egli debuttò nella ECW senza troppo successo, soprattutto perché, come nel caso di Hennig ed Escobar, la compagnia non credeva in lui. Reks passa il suo scettro a Heath Miller e questi a Justin Angel. Due nomi che in un certo senso saranno legati anche quando si faranno conoscere. Entrambi infatti, sono membri della primissima incarnazione di NXT, quindi membri anche di quel Nexus che sconvolse positivamente il mondo della WWE al momento dell’impattante debutto. Stiamo parlando di Heath Slater e Justin Gabriel. Nessuno dei due, titoli di coppia a parte, è riuscito a raggiungere obbiettivi importanti nel Main Roster, finendo a Jobbare ed a combattere nei programmi secondari. Heath Slater ancora oggi ha questo Status, mentre Gabriel, o meglio PJ Black, sta cercando la sua giusta dimensione nel mondo delle compagnie indipendenti.

I prossimi tre campioni, sono tre lottatori che a mio modo di vedere erano nel bel mezzo delle due tipologie: si vedeva un po’ di talento, ma la compagnia aveva bisogno di farli esplodere in maniera più compatta e decisa. Non ci riuscì, con nessuno dei tre. Il primo è Alex Riley, una delle ombre di The Miz finito insieme alla faida con lo stesso, complice probabilmente qualche comportamento non troppo corretto nel Backstage. Ancora oggi vaga fra le stanze di NXT senza riuscire a dare un senso alla sua permanenza nella compagnia. Il secondo è Mason Ryan, uno che più che mostrare talento, mostrava una somiglianza, quella con Batista. The Animal infatti aveva appena lasciato Stamford e per questo si cercò immediatamente uno che potesse diventare il suo sostituto. Cosi gli diedero il titolo della FCW con la previsione di promuoverlo quasi immediatamente nel Roster importante. Cosi fu. Il lottatore gallese diventò un membro della seconda incarnazione del Nexus, ma ben presto si bruciò, troppo inesperto, troppa poca tecnica, carisma praticamente nullo. Il terzo ed ultimo nome dei tre, è Bo Rotundo, terzo membro dei nomi fatti che a oggi milita nei Social Oucast. La compagnia ci credeva, volevano quasi farlo diventare un nuovo volto Face importante, ma come spesso accade, i geni del talento non si trasmettono ed anche uno dei figli di Mike Rotunda, Bo Dallas appunto, ha dovuto cedere a ciò che il pubblico ed il movimento chiedono e vogliono.

Si ricomincia a questo punto con i lottatori ai quali la WWE cercava di far germogliare le qualità. Il prossimo lottatore aveva un buon Look, anche se, a dirla tutta, non è che il fisico fosse proprio quello preferito da Vince McMahon e soci. Si chiamava Lucky Cannon e la cosa più importante che ha fatto è stata partecipare alla seconda stagione di NXT, ma considerando che questo avvenne prima che vincesse il titolo FCW, possiamo tranquillamente dire che il talento sotto pelle che sarebbe dovuto uscire, probabilmente non era nascosto, semplicemente non c’era.

L’altalena torna su, la WWE cerca di puntare su un lottatore che dopo diverse Gimmick e diversi ruoli, oltre un brutto infortunio, trova la sua dimensione in un personaggio che potremmo inquadrare come uno Skinner cittadino: Leo Kruger. Kruger vince la cintura e sembra che per lui ci sia un futuro, ma purtroppo, dopo l’avvento di NXT, viene promosso nel Main Roster con una nuova Gimmick, quella di Adam Rose, il quarto membro dei Social Outcast. Fu una rovina. Proprio come lui, anche il suo successore sembrava potesse avere il giusto spessore, peccato che nonostante tutto, Mike Dalton, dopo anni di territorio di sviluppo ed un grande Stint ad NXT, è arrivato nel Main Roster soltanto per promuovere Breaking Ground, e si ritrova oggi in una delle ultime posizioni della compagnia. Stiamo parlando di Tyler Breeze.

Da Mike Dalton di nuovo a Leo Kruger, da Leo Kruger a Seth Rollins, probabilmente l’unico campione FCW del quale la WWE era assolutamente certa. Certa che avrebbe avuto un futuro, prima creando NXT e poi portandolo fra i Big, dove prima con lo Shiled e poi in singolo, ha letteralmente rubato la scena mostrando grandissime qualità e diventando, come tutti sappiamo, WWE World Heavyweight Champion. Ricordo ancora il suo promo d’addio in Ring of Honor, speravo non finisse nel classico dimenticatoio della WWE, fortunatamente fui accontentato.

Mancano due nomi alla nostra lista, due nomi che chiudono la storia dell’FCW Title. Due nomi che a mio avviso avrebbero potuto avere più di quello che effettivamente hanno, anche se per motivi completamente diversi. Il primo nome è quello di Rick Victor, lottatore che arriva alla WWE dopo essere stato allenato dalla famiglia Hart, che mostra un’indiscutibile tecnica di base e che, se spinto in maniera diversa da singolo, probabilmente avrebbe potuto raggiungere traguardi molto migliori di quelli che invece ha raggiunto fin’ora. Purtroppo il destino gli giocò un brutto scherzo, e nonostante il successo iniziale, gli Ascension nel Main Roster sono sempre stati soltanto delle macchiette dei Road Warriors, lontanissimi dalla loro primissima e affascinantissima Gimmcik, con Conor O’Brian, l’attuale Konnor, e Kenneth Cameron, l’attuale Bram in TNA. E cosi oggi Victor è la metà del Tag Team che probabilmente chiude il Ranking della categoria. L’ultimo nome è quello di un lottatore piuttosto talentuoso, che purtroppo per problemi di salute non è riuscito nemmeno ad assaporare i grandi palcoscenici: stiamo parlando di Richie Steamboat, figlio del leggendario Ricky. Il piccolo drago sembrava destinato a diventare uno dei punti forti prima di NXT e poi della WWE tutta, ma la schiena ha subito diversi infortuni gravi che lo hanno costretto al ritiro.

Questa era la FCW. Questo era il metodo in cui la WWE faceva crescere i suoi talenti, non dandogli il titolo tanto per guadagnare dei soldi, ma per preparare a certi scenari ed a certe situazioni i suoi giovani talenti. Perché questi venissero aiutati, perché infondo, di una compagnia di sviluppo stavamo parlando, una compagnia di sviluppo che oggi non c’è più. Oggi si corre il grosso rischio di avere molti meno talenti creati da zero dalla WWE, perché sono gli ex Indy a farla da padrone. Lottatori formidabili che arrivano spesso pronti  almeno al 60% per quello che è il prodotto della WWE. Questo è ciò che chiede il mercato, probabilmente è la cosa giusta, oggi tutte le compagnie di Wrestling sono compagnie di sviluppo della WWE, seppur indirettamente e la cosa può essere buona ma anche cattiva. Buona per la grande qualità del Wrestling lottato,  cattiva perché è un monopolio assoluto che rischia di azzerare ogni possibilità di concorrenza, una cosa che per noi fan non può mai essere confortante. Mai.

 

 

 

 

 

 

 

GiovY2JPitz
Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non. Jerichoholic nel profondo!