Ogni settimana l’appuntamento con Fernando Siani è d’obbligo. Grazie al suo impegno con Cronache di Spogliatoio, è un piacere ascoltarlo parlare di calcio. Ma ogni tanto è capitato sentirlo citare il wrestling come se non fosse una conoscenza casuale ma una passione che viene da lontano. Quando ho visto la sua presenza a Las Vegas per Wrestlemania ho pensato potesse essere interessante approfondire il discorso. 

E cosi, a pochi giorni da Clash in Italy, Siani ci racconta un po’ di sé, della disciplina che apprezza e del wrestler che gli sarebbe piaciuto essere. 

Quando hai iniziato ad appassionarti al wrestling? 

Alle elementari. Il mio compagno di banco aveva questi cugini che venivano dall’Inghilterra e avevano queste vhs della WCW con Sting, Hulk Hogan, Macho Man. Io vedevo questi giganti che volavano, saltavano e questa cosa mi ha subito preso. 

Visto il tuo lavoro, ti sarebbe mai piaciuto diventare un giornalista/telecronista di wrestling? 

Non è una cosa a cui ho mai pensato particolarmente. Forse in futuro, perché no? Magari con il mio amico Peppe Di Giovanni. 

Cosa ti attira di questo sport?

Mi piacciono le storie e mi piace il pubblico. Mi piace tantissimo che tu puoi programmare qualcosa – questo è fantastico, dico sempre che è come una serie tv -, però la reazione del pubblico poi condiziona quelli che saranno gli episodi successivi. Secondo me è magia questa, è una cosa che non trovi da nessun altra parte. 

Sarebbe facile chiederti quali siano i tuoi wrestler preferiti. Ti chiedo, invece, quali sono quelli che – pur non essendo i tuoi preferiti – ti hanno sempre colpito? 

Fammi pensare… non sono mai stato un grandissimo fan di Undertaker. Perché le gimmick in generale non mi fanno impazzire. Però riconosco l’enorme grandezza che ha avuto per la storia del wrestling. Così come alcuni dei più bei incontri della storia sono i suoi. Come quelli con Shawn Michaels e Ric Flair. Bray Wyatt è un altro che non mi faceva impazzire, ma ne riconoscevo la grandezza, soprattutto dal punto di vista comunicativo. Le sue invenzioni erano straordinarie. 

Com’è stato vedere Wrestlemania dal vivo?

È incredibile. Non avevo mai visto un evento di wrestling dal vivo ed è stato super emozionante. Poi ti rendi conto dei voli che fanno, di quanto sia difficile fare questa cosa qui. Sentire la theme song di John Cena è stato da accapponare la pelle. Nonostante la Night 1 non sia stata indimenticabile, soprattutto il main event lentissimo. La Night 2 è stata clamorosa, bellissima. CM Punk-Roman Reigns è stata una delle robe… ho visto che Dave Meltzer ha dato le 5 stelle. Sono d’accordo, era veramente difficile vedere una cosa più bella ed è stato pazzesco essere lì. 

Manca poco al ritorno della WWE in Italia, persino con un PLE. Ci sarai? Cosa rappresenta questo tour per i fan italiani secondo te? 

A Clash in Italy sono stato stato invitato ma non ci sarò, sarò in vacanza. Lo guarderò da remoto: un po’ mi dispiace, però a fine campionato preferisco fare un po’ di vacanza. Per i fan italiani rappresenta tutto perché è un payperview. Sicuramente la reazione del tifo sarà eccezionale, quando la WWE fa gli eventi all’estero, questa è la cosa più bella. Ti dico: Wrestlemania molto bello, ma ho percepito una certa freddezza del pubblico degli Stati Uniti. Forse sono abituati, quella cosa lì c’è da 40 anni. E invece sono sicuro che in Italia sarà uno spettacolo anche sotto questo punto di vista. 

Fantawrestling: se fossi stato un wrestler, a chi saresti assomigliato?

Un face di sicuro. Forse sarei stato Dolph Ziggler. Quindi uno che si impegna un botto, che alla fine ottiene qualcosa di importante. Anche se gli manca quella cattiveria per “restare”. Dolph mi ha sempre fatto impazzire. Sarei stato fiero di essere Dolph Ziggler. 

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.