Se andiamo a riprendere la mia analisi di All Out, avevo messo in guardia dalla scrittura dei finali. Anche lì ce n’erano stati 2/3 mal fatti, usciti spompi. Sebbene fosse evidente l’idea di fondo. Da capire di chi possa essere la colpa: dei booker o dei wrestler? Ci sono tanti fattori che possono concorrere a un finale fatto male, che in qualche modo riesce persino a ridimensionare l’idea che abbiamo di un ppv. Se ci pensiamo, è un peccato: è stato l’ennesimo buonissimo evento della AEW.
Andiamo a vedere dunque la top 5 di WrestleDream. Se avete altri dettagli, spunti e quant’altro, scrivete scrivete scrivete nei commenti. Grazie!
Come si divertono a mandare over gli amici
Gli Young Bucks sono un team che non hanno mai risparmiato nella loro carriera la capacità di creare un buon match, sia che si tratti di uno spotfest sia che si tratti di un incontro basato sullo storytelling. Però la sensazione che danno è quella di avere una carica in più, particolarmente accesa e ancor più brillante quando si tratta di un incontro storico o di uno in cui gli avversari sono degli amici. E anche in questo caso hanno buttato sul ring ogni stilla di sudore, di abilità e di spettacolarità in modo che i Jurassic Express (che fanno parte della loro cerchia protetta da anni) potessero risaltare. Ottenendo una vittoria di altissimo profilo. E, paradossalmente, mettendo in discussione l’atteggiamento tenuto fino a questo momento.
Kris è diventata grande, ma ora…
Per anni abbiamo pensato che Kris Statlander non fosse pronta per reggere il regno di una cintura mondiale. Il booking ondivago andava nella direzione dei dubbi: riuscirà a performare costantemente non solo in ring ma anche con altre abilità? Ci sta riuscendo, al momento. Certo, ha avuto davanti Toni Storm, che ha fatto lo stesso identico switch e portato a casa la palma di migliore wrestler donna dell’anno già a giugno. Ora Kris deve fare uno step ulteriore. Lo deve fare perché davanti avrà Mercedes Monè, che è in grado di risucchiare tutte le luci della ribaltà, lasciando le briciole alle colleghe. Deve svettare, esaltarsi, perché a Full Gear uscirà un bel match (non c’è dubbio), ma sarà molto importante il seguito a quel match. Con o senza la cintura alla vita.
Fletcher, Briscoe, Okada, Brodido, Takeshita: ancora, ancora e ancora
Se vuoi capire bene cosa voglia dire fare un bel match di wrestling, devi guardare necessariamente Fletcher/Briscoe e Brodido/Takeshita-Okada. Devi guardare come la chimica e la voglia spesso facciano più di qualsiasi destrezza o competenza. Pensiamo in particolare a Okada, spesso accusato di essere l’ombra di quel che era in NJPW. Eppure, e anche a WrestleDream lo ha dimostrato, quando ha voglia di performare al massimo, sa farlo meglio di chiunque altro. Aiutano i compagni, certo. Ma la bravura o ce l’hai o non ce l’hai. E’ come andare in bicicletta: una volta che lo impari, non lo scordi più. Ma c’è anche la chimica che fa tanto. E allora non mi dispiacerebbe rivedere Briscoe e Fletcher reincontrarsi sul ring. E’ una gioia e uno spettacolo vederli lottare insieme. Mark è l’uomo giusto per esaltare in particolare i giovani come Kyle, che hanno ancora tanta strada da fare per arrivare a conquistare il main event.
Un turn che mostra il vuoto intorno
Adam Page batte Samoa Joe. Potrebbe bastare così. Potremmo passare a un capitolo successivo. E invece no. Perché intorno al campione c’è il vuoto e bisogna prendere tempo. Magari in attesa di Darby Allin o Jay White o Jon Moxley che si affaccino come avversari. Bisogna prendere tempo e allora Joe è ancora lì a battere il ferro finché è caldo. Il turno degli Opps non ritengo fosse necessario, ma è evidente che non abbiano altre carte spendibili in mano. Sarebbe stato utile proporre un continuum della Don Callis Family, e invece c’è uno spalmare situazioni che non possono far bene al campione. E neanche agli Opps: siamo sicuri che gli Hurt Syndicate perdano il match titolato? Nah…
Di finali sbagliati: proviamo a spiegare
Sting interviene verso il finale del match. Mostra la sua forza, sbaraglia la stable di Moxley e offre ad Allin l’inerzia e l’arma per mettere fine al match. Ci sono due dettagli: Sting ha sfondato l’acquario e dunque c’è del vetro sul ring; Allin punta i colpi con la mazza da baseball alle gambe, che diventano il punto debole di Mox. Se ci pensate, ogni sconfitta del capo dei DR è arrivata quando il suo avversario ha trovato un punto fragile sul quale accanirsi. Lì, Jon viene sopraffatto dalla paura e cede sempre. E’ un filo logico che il suo personaggio sta seguendo, che ci piaccia o no. Ed è quel filo logico che i writer e i due wrestler hanno provato a seguire. C’è un MA, molto grosso. Ricordate il match di All Out tra Copeland/Christian e gli FTR? In quell’occasione il fu Edge vinse con una sola mossa dopo essere riuscito a reggere a continue bombe a mano di Dash e Cash. Ora, conosciamo il personaggio di Allin. E ci sta che non voglia quittare davanti alla quantità astronomica di attacchi che riceve (notevole il lancio PERFETTO di Castagnoli sul tavolo dei commentatori). Ma due colpi alle gambe, una scorpion death drop, un coffin drop e la sharpshooter risultano un po’ troppo poco per vendermi una vittoria del genere. Ecco perché esce tutto male: nel momento in cui Sting libera il campo dai Riders, Allin avrebbe potuto cogliere la vendetta completa massacrando Mox. E avrei aggiunto anche un piccolo dettaglio in più: i Conglomeration avrebbero dovuto intervenire nelle sorti dell’incontro. Soprattutto se ricordiamo che questa storia parte da Orange Cassidy e Darby Allin per ritornare a Orange Cassidy e Darby Allin. Questi dettagli mancano e rendono tutto piuttosto moscio.
Ecco i miei voti ai match.
Jamie Hayter vs Thekla – 6,75
Jurassic Express vs Young Bucks – 7,5
The Hurt Syndicate vs The Demand – 6,5
Kyle Fletcher vs Mark Briscoe – 8
Kris Statlander vs Toni Storm – 7,5
Mercedes Monè vs Mina Shirakawa – 6,25
Brodido vs Okada/Takeshita – 8
Adam Page vs Samoa Joe – 7
Darby Allin vs Jon Moxley – 6,75








