Oggi, se non ancora non lo avete capito, parleremo di ROH. Più propriamente dei punti forti e punti deboli della federazione di Philadelphia.

La ROH è sulla scena americana dal 2002, esattamente come la TNA. Fin dall’inizio la ROH non ha avuto il potere economico della federazione di Nashville. Lo sviluppo è stato decisamente più graduale, per quanto il prodotto offerto sia stato ottimo sin dal primo PPV. Eppure è sempre mancato quel qualcosa che le avrebbe permesso un salto di qualità tale da poter prendersi quella fetta di mercato occupata dalla TNA. Nel 2011, l’avvento del Sinclair Broadcast Group. Si pensa ad un aumento di budget e ad un qualcosa che può, finalmente cambiare. Si i cambi ci sono e sono sostanziali. Si vede l’inizio della ROH Tv ma, ancora adesso, la cosa non mi convince.

Si parte da qui per i contro.

  • La durata delle puntate TV. Per me, 45 minuti davvero troppo pochi. Assolutamente. Un campione deve sempre fare capolino durante una puntata, sempre. Perchè il campione è, volente o nolente, il volto della federazione. Le faide vengono inevitabilmente fermate o rallentate se non del tutto dimenticate. Incredibile e assolutamente non indispensabile. Il salto di qualità ci sarebbe con una programmazione di due ore. O meglio, solito format di 100 minuti a puntata. Porti avanti gradualmente le faide e via.
  • I Tour infiniti. Io ho sempre amato la ROH, ma non ho mai visto un intero show del “Winter Warriors Tour” o annessi. No, mi rifiuto. Troppo lunghi e slegati molto spesso dai feud che vedremo concludersi in PPV.
  • L’esclusività dei propri atleti. Cosa rende così speciale la WWE? O la TNA di qualche anno fa? Che eri costretto a vedere i suoi show per trovare i tuoi atleti preferiti. Sempre. La ROH aveva cominciato una strada, per me indispensabile. E poi cosa fanno?! Ovviamente ritrattano tutto collaborando con la PWG. Che poi la questione è: la PWG ha un roster totalmente variabile, non usufruisci di nessuna collaborazione perchè non hai nessuno scambio di wrestler. In nessun caso. Funzionava quella con la CZW, quella con la NOAH e ora con la NJPW. Le tre federazioni appena citate avevano un loro roster e potevano portare quel quid. Per non parlare del fatto che un tuo atleta può essere schienato da chiunque in un’altra federazione, va bene fino a quando Roderick Strong, tuo campione TV, è anche campione PWG ma ci sono mille altre situazioni assurde che possono succedere.

Arriviamo a parlare di ciò su cui si dovrebbe puntare.

  • La commercializzazione dei prodotti: la famosa partnership con Figures Toy Co. per ora ha prodotto solo le repliche ufficiali delle varie cinture. Addirittura le ultime immagini riguardanti le action figures risalgono ad un anno fa. Nel mentre niente è stato lanciato sul mercato. Ecco le uniche immagini disponibili:

Bisogna continuare a puntare su queste cose, magari rendendo disponibili questi personaggi, puntando su un target più giovane. Non per nulla gli show ROH sono frequentati per lo più da adulti, non che sia un male.

  • Creare nuove superstar. Come ben noto, la ROH è la casa dei migliori talenti americani. Quasi tutti i migliori WWE sono passati dalla ROH, per non parlare di qualche lottatore TNA, come l’ultimo arrivato Mike Bennett. Non serve citare i vari Samoa Joe, Punk e Bryan per capire che manca quel catalizzatore assoluto. Jay Lethal è un heel incredibile e un ottimo lottatore ma, per me, manca di quel qualcosa. Basta vedere gli ultimi campioni della fed di Philadelphia: Briscoe, ottimo lottatore e pieno di carisma ma non da volto della compagnia; Elgin, ha perso il titolo per una serie di incomprensioni tra lui e la proprietà; Adam Cole, che funzionerebbe molto di più in WWE. Perchè non accaparrarsi qualche giovane come Mike Bailey o, l’ormai non più disponibile, Trevor Lee?! Lanciare finalmente Kyle O’Reilly che, dopo il 2014, sembra aver perso il treno per i piani alti.

In ogni caso, la ROH continua ad offrire degli show decisamente solidi. Un peccato enorme la dipartita di Nakamura e Styles che privano la ROH di due grandi wrestler per il 14th Anniversary, per altro già annunciati. I PPV rimangono sempre godibili e soprattutto le storyline sono sempre molto lineari e basilari, quindi facili da capire per chiunque. Nonostante la ROH non sia perfetta, rimarrà sempre la mia federazione preferita, quella che mi ha fatto scoprire il vero “wrestling”, quando avevo 12 anni e pensavo che il mondo fosse fatto solo dalla federazione dei McMahon. E’ l’ora di prendere, a suon di acquisti, feud e solidità, il ruolo di seconda promotion degli USA.

Antonio
Fan delle indy e appassionato WWE fin da Wrestlemania XX. Estimatore dei wrestler tecnici ed innamorato di Aj Styles e Shinsuke Nakamura. Editorialista e recensore per Zonawrestling.net, traduttore freelance e nerd a tempo indeterminato.