Oltre a WrestleMania stessa, si può dire che uno degli eventi cardine di questo storico weekend per il wrestling business sia GCW Bloodsport, gestito da Josh Barnett che a sua volta lo ereditò da Matt Riddle nel 2019. Come ormai noto, Barnett stesso, dopo aver combattuto e vinto contro Yuji Nagata a Bloodsport XV lo scorso 17 aprile, ha sorpreso tutti i fan presenti all’Horseshoe di Las Vegas e anche tutti quelli che guardavano da casa, annunciando la chiusura a tempo indeterminato dell’evento. Barnett ha annunciato la notizia ancora sul ring, dicendo che l’evento si sarebbe fermato adesso, quando ancora gode dell’affetto dei fan e quando gli organizzatori stessi hanno ancora il loro orgoglio e la loro integrità tutti intatti:
Nella giornata di lunedì, Josh Barnett è stato ospite allo show di Ariel Helwani per parlare della sua decisione di sospendere dopo tutti questi eventi di successo. Josh ha detto che non voleva rendere l’annuncio troppo eclatante e non voleva che sembrassero bisognosi di attenzioni. Secondo lui, è stata presa la giusta decisione: “Per me, Bloodsport aveva le idee chiare su cosa volesse diventare, e non avrebbe seguito il percorso standard degli show di wrestling indipendenti. Specialmente perchè Bloodsport non è fatto per il wrestling indipendente, almeno non nel modo in cui questo viene fatto.”
Il suo obiettivo a lungo termine era di tenere gli show Bloodsport con una frequenza simile a quelli della GCW stessa, ma dati i particolari talenti che ne prendono parte, si trova nella condizione di non poter bookare chiunque nei suoi eventi.
Una decisione ponderata
Barnett ha parlato a lungo della decisione, che stando alle sue parole, era stata ponderata già da un po’ di tempo e derivava dalla sua personale visione di ciò che Bloodsport sarebbe dovuto diventare. Ha detto che non si è trattato di una decisione presa sul momento e che ci ha pensato molto intensamente:
“Tutto quello che stavo costruendo con questo progetto era nella speranza di arrivare a quel punto in cui lo show poteva essere presentato nel suo format migliore e nel modo che gli avrebbe permesso di crescere il più possibile. Non ci siamo. Per me la cosa migliore era interrompere ora rispetto ad andare avanti e magari diminuire la sua qualità o consumarlo del tutto prima di riuscire ad arrivare dove credo sarebbe potuto arrivare.”
Barnett ha detto poi che stava cercando di attrarre sponsor per arrivare alla versione massima, ma non è successo. Nonostante secondo lui ci siano sempre possibilità per cui ciò possa accadere, c’erano delle tempistiche che non sono state rispettate. Gli sarebbe servito più capitale e più personale: “A giudicare dalle mie sensazioni e da quello che vedo, siamo arrivati al punto di doverci fermare. O almeno… non lo so, però è finita. Non è una pausa, è proprio chiuso, a meno che non si presentino le condizioni per andare dove vogliamo andare.”








