Il nostro giro quest’oggi arriva a Torino, dove troviamo uno degli atleti italiani più rinomati del wrestling italiano nonché uno dei più preparati sul suolo tricolore: ITALIAN DREAM.

Figlio d’arte, ha avuto modo di lottare in diverse realtà mondiali e avere a che fare coi grandi della disciplina. Ero molto curioso di conoscere la sua storia e Lucas Martinez (vero nome di Italian Dream) si è concesso ad una serie di domande che ne han svelato la storia personale e quella della Italian Wrestling Superstar, promotion italiana che da anni allieta le serate dei tifosi Piemontesi e non. Buona lettura!

1) Chi è Lucas Martinez nella vita di tutti i giorni e quando si è avvicinato al wrestling?
Dunque mi piace considerarmi una persona polivalente in quanto ho sempre svolto diverse attività ,ma ad oggi oltre ad essere un Geometra con firma inscritto all’albo sono uno studente universitario al secondo anno di Economia e Marketing internazionale. Mi piace mettermi sempre alla prova in diversi campi perché uno dei miei motti è “andare avanti sempre e comunque e non fermarsi e non risparmiarsi mai”.

2) Come mai ti presenti come “Italian Dream”? Qual è il segreto che si cela dietro la maschera tricolore?
Il Sogno Italiano nasce da una sfida volevo rappresentare l’Italia all’interno del grande mondo del wrestling nonostante i miei tratti somatici latino-americani. Questo perché oltre ad amare l’Italia che è il paese dove sono cresciuto, la mia missione è proprio quella di abbattere le barriere razziali che si fermano al colore della pelle e allo stereotipo internazionale dell’italiano “Gigolò” & “Pizza e Mandolino” , dunque eccomi a rappresentare sul ring “ The Italian Dream” un sogno dove cerco di dare il meglio di me lasciando che a parlare sia sempre quello che succede all’interno dello square circle!

La maschera tricolore è certamente uno dei miei punti di forza. Sono sempre rimasto affascinato dalla cultura messicana della Lucha Libre in quanto per loro la maschera è qualcosa di vitale importanza, perderla significa perdere l’onore e la reputazione in più essendo cresciuto con il mito dell’uomo Tigre la mia scelta è stata quella di lottare indossando la maschera che mi consente di poter distinguere al meglio le due parti della mia vita ovvero quella quotidiana di lavoratore e studente e quella di wrestler, proprio come per i supereroi dei fumetti. Devo molto del mio successo alla maschera che indosso perché da sempre grandi e bambini sono molto affascinati dai lottatori mascherati.

3) Qual è stata la tua preparazione al wrestling e quanto ha pesato avere Dinamico come tuo maestro? Con quali atleti hai combattuto e dove?
Posso quasi dire di essere nato sul ring; all’epoca mio padre era campione nazionale NWA della Repubblica Dominicana quando insieme a lui lottavano a St.Domingo grandi leggende come Ric Flair ,Roody Piper,Carlos Colon e molti altri ancora. Ho perciò la grande fortuna di poter apprendere sempre da uno dei migliori e già a partire dalla giovane età ho avuto la straordinaria opportunità di debuttare di fronte all’ Hall of Famer WWE “The Wild Samoan” Afa Anoai alla sola età di 15 anni.

Sempre grazie alla IWS ho avuto la possibilità di allenarmi di volta in volta con tante grandi Superstars former WWE nonché tanti wrestlers Americani, Giapponesi ed Europei che hanno militato in federazione. Ho potuto imparare molto da loro ed ogni volta che arriva un nuovo grande ospite adoro poter stare al loro fianco e conoscere di più di questo fantastico sport-entertainment. Per elencare alcuni dei wrestlers con la quale ho condiviso il ring tra i più conosciuti ci sono di certo Bobby Lashley ,Carlito e Tatanka, poi ho combattuto anche con molti wrestler europei ed internazionali durante i Tour IWS come Alofa (ex-WWE Superstar, cugino di The Rock e membro del Wild Samoan training centre),Bambikiller (Ex WWE e All Japan), Starbuck (First Ever SMASH Champion), Michael Kovac (Extreme Championship Wrestling) ,Bronco #1 (WWC Superstar ed allenatore dei wrestler WWE Carlito & Primo) e molti altri…

4) come vedi la scena italiana oggi e come si colloca la IWS? Quali sono i pregi e i difetti della scena?

La scena Italiana a mio avviso è in forte ripresa, nulla a che vedere con il cosiddetto wrestling boom del 2005-2006 dal punto di vista di grandi affluenze per ciò che concerne il circuito indipendente però quello che sta migliorando è la “qualità” dei fans; forse anche grazie alla maggior diffusione di internet e ad il cambio generazionale man mano ci si sta avvicinando di più al modello europeo /inglese il che è un ottimo segnale per il wrestling nostrano. Pertanto se c’è un gran pregio dell’Italia è l’energia del pubblico che posso confessare sono in molti ad invidiare, infatti, non c’è wrestler al mondo che non voglia performare nello stivale ed ogni volta nel backstage la prima cosa che le Superstars ospiti fanno notare è proprio il calore del pubblico italiano.

La IWS è stata la prima promotion a promuovere eventi di wrestling dal lontano 1997 e nel tempo ha saputo migliorarsi e tuttora punta a perfezionarsi portando in Italia alcuni dei migliori wrestlers presenti sulla scena e dando luce a nuovi talenti europei; Ma sebbene per scelta non abbia voluto in passato prendere parte a “battaglie di notorietà” sul web resta il fatto che ha fatto storia in Italia ed il suo team continua a lavorare sodo e con umiltà quindi credo che ha parlare e collocarla dove merita sarà sempre il tempo.

Purtroppo se da un lato il pubblico si sta affezionando sempre di più alla scena del bel-paese andando ad apprezzare con maggio disinvoltura anche uno show non targato WWE dall’altro ,colpa forse ancora quello che si osa definire come “ Ego” , abbiamo un difetto ovvero una quantità di “Wrestlers” non ancora del tutto pronti a ricoprire l’ambito compito di “intrattenere/divertire” il pubblico. Perché sebbene sia pur questa una disciplina presente in Italia da diversi anni ci sono molti che non hanno ancora capito che non bastano qualche seminario qua è la in giro per il mondo per potersi definire pro-wrestlers ; molti ancora preferiscono fare i pesci grossi nello stagno piccolo e si nascondono dietro un dito mettendo a repentaglio la reputazione di questa disciplina.

Ci sarebbero un bel po’ di potenziali ragazzi che sotto le giuste direttive potrebbero davvero sfondare nel mondo del wrestling… Naturalmente allenandosi costantemente e nei posti giusti seguiti da seri maestri e non sotto gli autodidatti, perché come dice sempre mio padre “Quando vuoi scalare la montagna, devi soprattutto rispettare te e la montagna stessa… Altrimenti succede che partono in 40 e poi la maggioranza si perde per strada. “

5) Hai o avevi un sogno nel cassetto che sei riuscito a raggiungere (o non raggiungere)?

Il mio sogno come molti è quello di poter vivere di questo sport e sto facendo di tutto per poter rendere questo sogno una realtà, la strada è ancora lunga ma imparo da ogni scalino e spero di poter un giorno sedermi su una poltrona e poter raccontare ai miei nipoti quanto è stato bello realizzarlo. Per il momento ogni mio obiettivo prefissato l’ho quasi sempre raggiunto dunque ho fiducia che i tanti sacrifici potranno un giorno portare i risultatati sperati.

6) Cosa rispondi a chi dice che il wrestling è finto? Come ti poni verso chi cerca di screditare questo sport spettacolo?

Nulla, certe affermazioni lasciano il tempo che trovano, sfortunatamente non si può far cambiare idea a chi non rispetta questo Sport ed è meglio investire lo stesso tempo nel vedere di conquistare nuovi fans tramite la realizzazione di buoni show e una buona pubblicità.

7) Nella scena italiana ci sono atleti che segui in modo particolare? Atleti che stimi e che ritieni pronti magari per un grande salto europeo?

La scena italiana non penso abbia nulla da invidiare a molte altre sparse in Europa perché semplicemente come in ogni posto c’è chi fa le cose fatte bene e chi le fa male . Ci sono stati e ci sono alcuni wrestlers emergenti con un buon potenziale, ma ritengo che ci sarebbe ancora un po’ da lavorare prima di potersi definire “internazionalmente pronti”.

Tralasciando le cosiddette “marchette” che in molti millantano come vere e proprie esperienze estere o booking, sono dell’opinione che ci voglia un po’ più di spirito di sacrificio proprio come hanno fatto quei pochi che godono della mia stima. Due tra tutti King Danza e D3 che hanno fatto un salto nel vuoto continuando a scommettere su loro stessi costantemente e senza mai accontentarsi. Auguro a loro e a tutti coloro che sapranno rispettare questo sport tanto successo perché se lo sono sudato!

8) Una critica che viene diffusa ala IWS è quella di puntare spesso su atleti europei più che italiani. Ritieni sia così? Oppure ritieni che per il target e il progetto imbastito dalla IWS, la scelta di atleti provenienti da fuori Italia e quelli italiani si sposino in maniera perfetta?

A mio avviso non la ritengo una critica bensì una costatazione, la Italian Wrestling Superstar non ha mai chiuso le porte a nessuno ed anzi continua costantemente a monitorare gli atleti nostrani dando a chi merita la chance di poter salire sul proprio ring al fianco dei migliori atleti internazionali.

Inoltre con l’apertura della Wrestling Academy Italia in collaborazione con Al Snow e TNA Impact si sono finalmente aperte le frontiere e ci saranno molte possibilità di farsi notare ed affermarsi anche ai piani alti per gli atleti italiani .Sono molto contento di far parte di questo progetto perché finalmente premia chi ha fame ed ambizione e che per svariate circostanze fino ad ora non ha potuto mirare in alto; si dice che a chi ha talento e voglia di emergere serve solo una opportunità e con la IWS Al Snow Wrestling Academy questo sarà realizzabile.

Il target ed il livello di lottato in IWS è sicuramente più alto della media questo perché si punta a settare uno standard e ad essere un modello da seguire, da raggiungere …e perché no.. anche superare. Ad oggi molti atleti che hanno avuto modo di farsi spazio in IWS anche se nessuno li aveva mai visti prima hanno sempre poi subito catturato l’interesse delle piccole realtà locali ed europee e sono dell’idea che il binomio atleti stranieri ed italiani sia assolutamente equilibrato per poter offrire agli spettatori show più variegati.

9) Una curiosità dei critici è sempre stata: perché Italian Dream non è riuscito a lottare in altre promotion italiane? Magari difendendo l’IWS Title…

Questa è una domanda frequente ma che trova risposta anche nelle precedenti dichiarazioni , nel wrestling e nella vita per crescere è importante combattere e lavorare con persone che ne sanno più di tè, dice un detto “If you want to be a winner, surround yourself with winners” che tradotto significa “se vuoi essere un vincente ,devi circondarti di persone vincenti”; perciò ecco spiegato il perché della mia non partecipazione in altri circuiti italiani. D’altro canto ho in programma di compensare questa mia assenza con una maggiore presenza in altri importanti D’altro canto ho in programma di compensare questa mia assenza con una maggiore presenza in altri importanti ring internazionali ed a breve si sentirà ancora parlare di Sogno Italiano.

Ringrazio sentitamente Italian Dream, alla prossima!

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".