Domenica 17 gennaio, Rozzano. In occasione di TCW “Pronti Alla Rissa”, primo show dell’anno per i ribelli del wrestling italiano, per noi di Zona Wrestling era presente Emanuele Violante, che conoscete da qualche mese per aver curato diversi report di show italiani.

Prima e dopo l’evento, Emanuele è riuscito ad intervistare diversi dei protagonisti dello show ponendo una serie di domande. Queste interviste saranno divise in 3 parti e vedranno impegnati ogni qual volta alcuni wrestler della compagnia. Le risposte che abbiamo ottenuto potrebbero in alcuni casi risultare sorprendenti. Ecco quanto ci è stato detto.

Jacopo Galvani (presidente e wrestler TCW)

1) Come è nata la tua passione per il wrestling e come ti sei avvicinato al wrestling italiano e alla tua compagnia?
Da bambino guardavo Tony Fusaro che commentava quello che allora si chiamava catch, con Tiger Mask, poi con il cartone animato L’uomo tigre mi sono innamorato totalmente. Al wrestling italiano mi sono avvicinato nel 2001-2002, quando, appena messo internet a casa, ho subito iniziato a cercare notizie sul wrestling e ho scoperto l’esistenza di una palestra della ICW, l’unica federazione italiana per me che non conoscevo la IWS.

Poi ad un galà di wrestling ho conosciuto alcuni personaggi del wrestling italiano, e ho iniziato a far wrestling in XIW. Poi dalla XIW mi stacco, vado in FCW, e da lì nasce questo progetto che è la Total Combat Wrestling, che è l’idea di fare un wrestling diverso dagli altri, basato sull’impatto, sull’estremo, tant’è vero che facciamo molti match Hardcore. La mia “linea editoriale” è quella di fare un wrestling diverso da quello che vedo in Italia, di non scimmiottare la WWE, perché tanto non ci verrebbe bene, ma tentare una strada diversa, non so se giusta, quello lo decide il pubblico.

Anche con le scene che costruiamo nei nostri spettacoli cerchiamo sempre qualcosa di diverso, anche l’impatto della risata dev’essere diverso, tanto che nella nostra federazione abbiamo anche un comico, Daniele Raco, e chi più di lui può farti ridere?

2) Un pensiero sulla TCW, sulle collaborazioni recentemente intraprese e sul panorama italiano in generale
Adesso è nata questa bella collaborazione con la WIVA, e vedremo se potrà essere inclusa nel nostro progetto, che è fare meglio che nel 2015, come ovvio. Avremo tantissime novità, che a breve verranno comunicate sui social media, non appena anche noi ne avremo l’ufficialità, quindi ci saranno dei passi in avanti immensi. Già sono andati in onda il 31 dicembre e il 13 gennaio degli special sulla TCW su MuzikTV, probabilmente seguiranno altri speciali, se non addirittura una serie. Comunque siamo in contatto anche con altre televisioni, ma non vi anticipo niente. La WIVA dal canto suo, come sapete tutti, nasce dalla TCW, la scissione risale a circa tre anni fa. Dopo tre anni sono cambiate delle situazioni a livello dirigenziale, e ci siamo rimessi al tavolo; io non sono una persona che vive di rancore e ho detto “va bene, non dico che dovete chiudere la WIVA (perché non mi sembrava il caso), però possiamo collaborare in maniera stretta”. E così sta nascendo il progetto WIVA, visto che chi gestisce oggi la WIVA mi pare siano ragazzi con dei principi similari ai nostri, pronti veramente a far crescere il movimento, e non a distruggerlo per ripicche personali.

Galvani

3)Una collaborazione per cui si prevede un futuro lungo?
Beh, sì, speriamo, poi saranno i numeri a parlare. Per ora sono già 3-4 show che si collabora e va tutto bene, quindi seguite TCW e WIVA, che la collaborazione c’è, è reale, è oggettiva.

4) Per quanto riguarda eventuali collaborazioni con altre realtà?
Mah, diciamo che con le realtà siamo sempre aperti al dialogo, la questione è chi le gestisce, perché chi storicamente ha un background negativo a livello di collaborazioni, evidentemente qualche problemino ce l’ha; non voglio fare nomi e cognomi, ma tanto si sa di chi posso parlare. Noi siamo aperti, abbiamo il nostro stile di lotta, vediamo se si trova la collaborazione, la voglia di fare veramente, non di dire “ci sono io e io devo andare avanti”, ma di far crescere uno sport che qui da noi rimane purtroppo di nicchia.

Quindi se collaborare vuol dire far crescere tutti è un conto, se collaborare vuol dire “il mio ego è ingrassato perché mi sono preso il titolo da un’altra parte”, questo non è quello che deve fare il wrestling italiano oggi. Oggi il wrestling italiano deve trovare sinergia, anche perché se pensiamo a quante federazioni o presunte tali ci sono oggi in uno stato così piccolo come l’Italia, la situazione è veramente alquanto ridicola se non kafkiana; perché se andiamo a vedere, negli Stati Uniti la NWA c’è, è vero, ma è una per stato; in Italia abbiamo 14 federazioni, alcune formate da tre persone: questo non è una federazione di wrestling, ma tre c******i. Se si vuole far crescere il movimento, via tutte le questioni personali, via i “voglio imitare la carriera di Undertaker”, perché quello non è far crescere il wrestling. Far crescere il wrestling è capire che se sei alto un metro e mezzo, anche se sei un fenomeno, difficilmente puoi battere uno alto due metri se non in casi particolari; far crescere il wrestling vuol dire che se uno in quel momento deve fare una figura di m****, la fa, bisogna essere pronti a tutto. Il problema è che la maggior parte di chi gestisce oggi le federazioni italiane è un megalomane e in quanto tale cerca la rivincita nel wrestling, magari per giustificare una vita d’insuccessi.

Antonino Bellavita

1) Come è nata la tua passione per il wrestling e come ti sei avvicinato al wrestling italiano e alla tua compagnia?
Mi sono appassionato al wrestling all’età di 6/7 anni, quando una mattina vidi la WWE su Italia 1 (un match tra Big Show e Kurt Angle, se non sbaglio); da lì ho iniziato a seguirla stabilmente la domenica mattina, fino al suo passaggio su Sky; poi ho ripreso nel 2009/2010. Con la TCW sono entrato in contatto grazie ad un amico di Roma che conosceva Il Marchese, che è il mio allenatore; grazie a lui sono venuto a conoscenza della palestra di Paderno Dugnano, mi sono informato su internet e mi hanno detto che servivano il permesso scritto dei genitori e le visite mediche. Ho assistito ad uno show a Mozzate, e due lunedì dopo sono andato ad allenarmi.

Bellavita

2) Un pensiero sulla TCW, sulle collaborazioni recentemente intraprese e sul panorama italiano in generale
A Collisione purtroppo non c’ero, ma quando sono stato in WIVA mi sono trovato davvero bene, è una federazione organizzata ed è stato un piacere andare a Reggio Emilia, all’Accademia delle Belle Arti, perché ho visto gente che si fa il mazzo, e il pubblico mi è piaciuto tanto: sicuramente ci tornerei ancora. Purtroppo la WIVA è stata l’unica federazione nella quale ho combattuto oltre alla TCW, poiché lotto da poco e quindi non ho avuto modo di fare molte esperienze, ma spero di farne anche in altre federazioni, perché voglio allargare il mio territorio.

3) Quali sono i tuoi dream match, in Italia e in assoluto?
In Italia ti dico Black Ice, che è un atleta TCW molto bravo che fa match Hardcore, e a me i match Hardcore piacciono un casino; un altro nome sarebbe Axel Fury, perché seguivo la EPW su GXT e mi ha sempre appassionato, anche perché è un heel, e a me piacciono gli heel. Per quanto riguarda il non italico direi CM Punk, che è il mio wrestler preferito da sempre, e ultimamente Seth Rollins, perché per me è l’heel perfetto della WWE, e Tyler Breeze, per via della somiglianza tra le gimmick, anche se, diciamolo, ufficiosamente è nata prima la mia, pur avendo debuttato prima lui.

Frank Basilico (General Manager)

1) Come è nata la tua passione per il wrestling e come ti sei avvicinato al wrestling italiano e alla tua compagnia?
Sono stato in un’altra federazione che non nominerò, poi ho iniziato cinque anni fa, a 43 anni, praticamente insieme a Daniele Raco. Cercavo qualcosa da fare… Bocce? Altro? Ho scoperto che c’era una palestra di wrestling e ho pensato “Beh, è la mia passione!”. Naturalmente ho subito messo in chiaro che mi allenavo principalmente per ruoli extra-ring (poi ho anche lottato qualche volta), e da lì sono diventato General Manager.

2) Spiega la tua gimmick
Frank Basilico è una maschera tipicamente ligure. Inizialmente avrei dovuto chiamarmi “Capitan Delirio”, che era un altro progetto musicale che avevo. Faccio “Ragazzi, Frank Basilico?” e loro: “Geniale.” E così è nato Frank Basilico, col cappello, il bastone, gli occhiali.

Basilico

3) Negli ultimi show abbiamo visto il tuo ruolo messo sempre più in discussione. Riuscirai a mantenerlo fino a fine 2016?
In gimmick ti dico che merito questo ruolo, che era già mio, che per arrivarci ho lavato i cessi, ho venduto magliette, ho fatto tutti i lavori più umilianti della federazione, ho lottato nella Rebels Rumble dell’anno scorso, non ho vinto, ma poi ho sconfitto il Signor Bellavita per riconquistarlo; vuoi che lo perda col Signor Bonsai o il Signor Liquirizia? Dovranno passare sul mio corpo! Fuori gimmick invece ti dico che ho 49 anni e lo faccio da cinque, mi fermerei volentieri un po’.

4) Un pensiero sulla TCW, sulle collaborazioni recentemente intraprese e sul panorama italiano in generale..
La TCW è al suo decimo anno, è una federazione sempre più in crescita, purtroppo da molti non è vista bene, se ne parla spesso male, solo perché siamo dei ribelli, i nostri match sono duri, abbiamo anche la caratteristica del far ridere, abbiamo figure come la mia, che non capisco perché siano assenti nelle altre federazioni.

A questa federazione devo veramente tutto; quando sono uscito dall’altra federazione, sono venuto a vedere uno show, e il presidente mi ha messo subito in condizione di entrare in scena, e di questo non potrò che ringraziarlo sempre: anche quando non me la sento, per via dell’età, finisco sempre per dirmi “Glielo devo”. Per me c’è solo la TCW, il giorno che deciderò di smettere penso che uscirò, cosa che non avrei detto prima, ma dopo cinque anni giocati qua, va bene così. Delle altre federazioni non voglio parlare più di tanto, perché ho anche avuto esperienze non belle con alcune; qui invece ho trovato una famiglia. Questo è la TCW.

Darkness II

1) Come è nata la tua passione per il wrestling e come ti sei avvicinato al wrestling italiano e alla tua compagnia?
La passione per il wrestling ce l’ho fin da quando ero bambino, da che ricordo, quindi dai primi anni ‘90. Mi sono avvicinato alla TCW per caso: mi allenavo con un amico, e parlando è venuto fuori che c’era questa realtà di wrestling, oltretutto nella zona dove abito; senza pensarci due volte, il primo giorno che c’era allenamento (ricordo che era una domenica), mi ci sono fiondato.

2) Cosa hai vissuto dopo la vittoria del titolo WIVA? Come ti sei sentito?
Ero soddisfatto, il lavoro è stato notevole per riuscire ad arrivare a un traguardo del genere, e aver ottenuto questo risultato con 2 avversari di quel calibro è stato ancora più soddisfacente; è stata una vittoria sudata, non facile. Nel 2016 voglio crescere sempre di più come lottatore ed arrivare, perché no, ad altri traguardi; ci provo, lavoro duro nella speranza di crescere sempre di più professionalmente.

Darkness II WIVA Champion

3) Un pensiero sulla TCW, sulle collaborazioni recentemente intraprese e sul panorama italiano in generale
È una bellissima cosa riuscire a collaborare con una o più realtà, si fa un gruppo più grande e si spera comunque rimanga saldo. E’ importante anche dal punto di vista dell’esperienza, perché non mi misuro solo con atleti “di casa mia” (perché la TCW è casa mia, è la mia famiglia, sono nato e cresciuto qua), ma anche con altri atleti validi, vedo altre realtà oltre alla mia. Di sicuro è tutto di guadagnato.

4) I tuoi dream match, in Italia e in assoluto?
Una persona che a detta degli esterni abbia uno spessore come il mio… un Break Bones, noto anche lui per il suo passato Hardcore, anche lui una leggenda hardcore del wrestling italiano; misurarmi con un atleta del genere non sarebbe male. A livello di stazza, di potenza, non sarebbe male avere uno “scambio d’opinioni” anche con un Jail, che ho visto all’opera. A livello internazionale con Vader, da cui ho preso spunto per il lottato e che sento vicino a me per il fisico, anche se lui è molto più grosso di me. Se mi parli di Hardcore mi vengono in mente Sandman, Terry Funk, Mick Foley… Per quanto riguarda l’Ultraviolent invece ci sono altri idoli, come Nick Mondo e Zandig.

In conclusione, ringraziamo di cuore i singoli intervistati e la TCW tutta per la gentilezza e la disponibilità dimostrate durante tutto l’arco della giornata.

Emanuele

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".