La scorsa settimana il wrestling web si è infiammato dopo l’uscita dei WON Awards, i premi annuali assegnati dai lettori del Wrestling Observer News, lo storico portale di informazione sul wrestling guidato da Dave Melzer. Poche centinaia di voti, quindi la rilevanza di questi “premi” dovrebbe lasciare il tempo che trova, però dal momento in cui si inseriscono anche i premi “ai peggiori” è inevitabile che possano divampare le polemiche.
Ora va bene tutto, è naturale che la WWE sia più presente nei premi negativi vista l’annata e visto chi guida il portale – su Dave lo sappiamo che sei un tantino di parte – ma non toccatemi Booker T al tavolo di commento! Per chi non lo sapesse, Booker T è stato votato come “Worst Announcer”, con il suo compagno di banco Vic Joseph quarto in classifica. Un award diventato subito il più discusso, con diverse personalità del settore intervenute a difesa di King Booker, tra cui, un po’ a sorpresa, anche MJF.
Forse questo premio ci dice più qualcosa sul pubblico che su Booker T. In un’epoca con così tanti show, quelli di secondo piano magari vengono seguiti tramite clip sui social, highlight di trenta secondi. Se prendi solo il momento sopra le righe, l’urlo esagerato o la battuta nonsense, è facile etichettarlo come un commentatore “imbarazzante”. Dentro alla puntata completa, però, quelle stesse uscite servono a riempire i vuoti, a tenere alta l’attenzione di chi guarda da casa e a dare un tono riconoscibile allo show. Se guardi NXT dall’inizio alla fine, Booker T non è un problema, è una variabile che lo rende uno show diverso da tutto il resto del prodotto WWE.
Non per forza il suo stile caciarone deve piacere sia chiaro, ma se si guarda all’insieme e al peso che ha dentro NXT è difficile, onestamente, definirlo il peggiore in circolazione. L’Hall of Famer è parte integrante dello show, quasi fondamentale quanto le stesse star del roster e quando manca, è successo per qualche settimana, te ne accorgi subito. Booker T, con la sua voce è capace di elevare i ragazzi di NXT accompagnando le loro azioni dentro e fuori dal ring. Stephanie Vaquer probabilmente avrebbe avuto successo in ogni caso nel main roster, ma è chiaro che il boost di Booker alla sua Devil’s Kiss ha avuto una grande importanza nel farla conoscere dal grande pubblico e in fondo è una sfumatura che manca al piano di sopra. Importante anche il contributo alla consacrazione di Trick Williams con il suo ingresso scandito perfettamente ad ogni puntata con versi e brevi frasi che lo stesso Trick adesso si è portato nel main roster e ha usato nelle ultime settimane per auto-promuovere la propria entrata.
In fondo, che fosse tagliato per questo ruolo lo aveva già dimostrato quando era in attività: memorabile il suo commento live mentre, in TNA, pestava gli avversari sul ring (clip per voi). In uno show che punta molto sul lato “intrattenimento”, il ruolo di color commentator è cucito su misura per Booker T, capace anche di creare un grande rapporto con il pubblico del Performance Center. Ma l’Hall of Famer non è solo questo e chi ha votato probabilmente guarda solo le clip o i meme su di lui, perché Booker T sa essere commentatore tecnico quando serve, serio nei momenti cruciali del match senza snaturarsi. Con Vic Joseph forma ormai una coppia rodata, con siparietti sempre divertenti tra i due. Insomma, forse Dave Melzer e i suoi lettori forse dovrebbero seguire di più NXT e, ogni tanto, godersi anche il lato “entertainment” della disciplina.








