NCAA Champion. UFC Heavyweight Champion, knockout of the night, submission of the night. IWGP Heavyweight Champion. Wrestler of the Year. King of the Ring, Royal Rumble winner, WWE Undisputed Champion, WWE World Heavyweight Champion, Undertaker’s streak conqueror. The Beast Incarnate, the Conqueror, The Next Big Thing.

Semplicemente Brock Lesnar. IL campione. L’uomo che nel 2002 è stato l’ultimo campione indiscusso WWE e che nel 2014 ha riunificato le cinture in una sola. L’uomo che ha cominciato una carriera nelle MMA quasi da 0 e che in meno di due anni è diventato uno dei fighter più forti del pianeta, conquistando la cintura più ambita, quella detenuta da atleti del calibro di Ken Shamrock, Royce Gracie, Randy Couture e chi più ne ha più ne metta. Un wrestler con così tanto star power da far impallidire qualunque leggenda del passo. Banalmente tutti son lì a dire: se avesse avuto più voglia… a mio parere se avesse avuto più voglia sarebbe stato un wrestler qualunque. È questa esclusività a rendere Brock Lesnar l’attrazione fondamentale di qualsiasi sport da combattimento, che sia MMA o Wrestling. Pensate che ci vorrebbe così tanto per un match titolato nel caso tornasse in UFC? Tempo qualche incontro di riscaldamento e poi fine della fiera, quell’ UFC Championship sarebbe di nuovo alla portata.

Lesnar è un atleta che prende quello che vuole. Arrivo in WWE? Campione a 25 anni. Record battuto solo da Randy Orton, per puro e semplice dispetto di una federazione che si sente tradita da quello che avrebbe voluto fosse il suo volto per i successivi 10 anni. Basta wrestling e si va sul football. Minnesota Vikings. Preso e nel giro di due, tre mesi si vende una quantità spropositata di magliette, ok l’esperienza non si chiude granchè bene col taglio prima dell’inizio della stagione. Quindi? Quindi si ritorna al primo amore, quel wrestling che tanto mi ha dato ma che io avevo snobbato, seppur per seguire i miei sogni. Ma la WWE è stata già conquistata, si punta al Giappone, perché i gaijin non conquistano spesso il titolo massimo, quindi al debutto vinco l’IWGP Heavyweight Championship, la cintura più prestigiosa, al Toko Dome, l’arena più prestigiosa. Da Ottobre 2005 al 29 Giugno 2007 imbattuto per perdere solo contro Kurt Angle in un match discreto ma non impressionante come a Wrestlemania XIX. Il giappone quindi è andato. Beh la UFC sembra figa, la proviamo? Why not? Si comincia dalla Hero’s ma tempo 0 si viene catapultati nella più prestigiosa federazione al mondo che grazie a me acquista ancora più visibilità. Campione al terzo incontro. Battendo quel Randy Couture, pluricampione, con un ko tecnico pazzesco per arrivare a UFC 100. In una cornica da urlo si arriva al PPV col maggiore incasso nella storia della UFC, Undisputed UFC Heavyweight Championship on the line, Frank Mir vs Brock Lesnar. Lo strapotere fisico della bestia di Minneapolis demolisce in tutti i sensi Frank Mir arrivando ad un KO, anche qui, straripante. Solo la salute può mettersi di mezzo tra Brock Lesnar e il suo titolo. Infatti solo una brutta diverticolite costringe Brock al ritiro dalle MMA.

Il ritorno in WWE avviene solo nel 2012 mettendosi contro John Cena all’indomani di Wrestlemania 29. La sconfitta ad Extreme Rules purtroppo ci sta, ha senso per far vedere che in qualche modo il wrestling è superiore alle MMA. Ma da lì si può solo risalire, demolendo Triple H, Big Show e Mark Henry. Per arrivare a Wrestlemania 30, riuscendo dove altre 21 persone non sono riuscite, battere l’Undertaker dopo ben 3 F5 arrivando ad una vittoria schiacciante. Cosa rimane da conquistare se ti sei preso praticamente tutto? Rimane ancora una volta la cintura WWE, perché la prima volta da campione è stata da campione indiscusso mentre la seconda e la terza sono state da campione si, ma a RAW c’era un altro campione del mondo. Si arriva a Summerslam in cui John Cena prende la lezione della vita, schienato dopo ben diciassette e dico diciassette suplex. Rivincita a Night of Champions e comunque Lesnar esce con la cintura alla vita, così come alla Rumble. Ora siamo alle porte di Wrestlemania, in cui un lottatore, che entrerà in qualsiasi Hall of Fame di qualsiasi federazione abbia militato, affronterà un lottatore che a malapena arriva a dieci mosse ben eseguite, con un cardio da far invidia a Batista l’anno scorso e con un carisma a malapena accettabile. A volte bisogna ricordare che non è la cintura a fare il lottatore, anzi, a volte è proprio il wrestler a conferire prestigio al titolo.

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Antonio
Fan delle indy e appassionato WWE fin da Wrestlemania XX. Estimatore dei wrestler tecnici ed innamorato di Aj Styles e Shinsuke Nakamura. Editorialista e recensore per Zonawrestling.net, traduttore freelance e nerd a tempo indeterminato.