5. CHARLOTTE vs NATALYA


E come per magia Screwjob fu! Quando c’è Bret Hart bisogna sempre buttare un occhio sull’arbitro e sul timekeeper…ma a parte gli scherzi quanto accaduto durante la difesa titolata è stata un alternativa che ha letteralmente spiazzato il pubblico agendo come diversivo della solita interferenza di Ric Flair. Un piano B convincente evitando a Nattie una sconfitta e regalando a Charlotte un ulteriore vittoria di rapina, che per un heel è pane quotidiano. Intanto per la divisione femminile, dopo il deciso cambio di passo, arriva un nuovo punto a favore grazie alle due ragazze che hanno disputato un match di tutto rispetto così come ci avevano mostrato tempo fa ad NXT TakeOver dove ai rispettivi angoli erano presenti, come a Payback, Ric Flair e Bret Hart. Il feud tra le due ragazze funziona e la controversia che ha sancito la fine del match è uno spunto per prolungare il brodo e portare la rivalità al livello successivo.

 

4. DEAN AMBROSE vs CHRIS JERICHO


Un incontro può essere caratterizzato da molteplici fattori, può contenere diverse sfumature, oltre al wrestling lottato può esserci della psicologia, dei mind games che possono emergere grazie alle skill degli atleti coinvolti, e se questi ultimi corrispondono al nome di Jericho ed Ambrose allora l’intrattenimento non conosce confini. Dean e Chris sono stati come dei perfetti attori, attenti alla loro interpretazione nei minimi dettagli, dove oltre al corpo, dev’essere anche il volto a parlare rilasciando uno spettacolo visivo in tutte le sue forme. I segmenti che nelle settimane precedenti li hanno visti protagonisti, hanno fatto da apripista consentendo ai due di poter dare il meglio sul campo di battaglia e sfoderare le loro migliori armi. I due wrestler, per molti versi simili, hanno dimostrato di poter duettare con grande sicurezza e grande alchimia come se si conoscessero e lottassero assieme da molti anni. Evidentemente quando c’è il talento, nessun ostacolo è insormontabile. Una contesa che ha pienamente convinto e che merita il bis (Extreme Rules).

 

3. CESARO vs THE MIZ


L’infortunio ormai è solo un brutto ricordo per Cesaro, il superman svizzero è nuovamente in pista in piena forma e quanto visto in ppv, è di buon auspicio. Un match degno di nota grazie a due fattori. Il primo vede il wrestling offerto dallo sfidante e dal campione, con quest’ultimo che sebbene sia un entertainer di primo livello, sul ring è ugualmente efficace e capace di sfoderare prestazioni di buon livello. Mr.European Uppercut ha invece trascinato la folla esibendo il suo repertorio decisamente cool che ha la virtù di coinvolgere ogni singolo spettatore. Il secondo fattore invece va individuato in Kevin Owens, l’MVP indiscusso della serata, che con la sua presenza al tavolo di commento ha animato la contesa sbeffeggiando a suo modo Michael Cole & Byron Saxton o mentre rispondeva ai tweet, per poi mettere il punto finale al parapiglia venutosi a creare . Trovata interessante e incisiva quella del coinvolgimento finale di Owens e Zayn proiettandoci per una sfida a 4 valida per il titolo intercontinentale.

 

2. KEVIN OWENS vs SAMI ZAYN


Non poteva essere esserci un ppv migliore se non Payback per mettere di fronte in uno contro uno le superstar sopracitate. La rivalità infinita tra Owens e Zayn è oro che luccica e impreziosirlo di ulteriori perle può portare ad un solo ed unico risultato positivo. Come dimostrato dal promo pre-match, la faida sotto il tetto della WWE partita da NXT e proseguita nel main roster, ha aggiunto quei elementi di drammaticità e di competitività aumentando l’attesa per il fatidico incontro. I due ex campioni di NXT hanno un alchimia quasi perfetta che li permetterebbe di affrontarsi quotidianamente senza risultare scontati e noiosi. La sfida di Payback è una delle tante prove di quanto appena detto. L’intensità e l’atmosfera che si viene a creare mentre i due si danno battaglia è tangibile ad occhio nudo. Ogni mossa eseguita, seppur banale, viene resa particolare, Una sfida talmente accesa che infuoca la collisione. Vedere il conto di tre finale è sempre un dispiacere ma di certo quanto andato in scena a Payback è solo una nuova tappa e di certo non la fine. Dire chi dei due sia stato migliore è impossibile ma è bene sottolineare come l’atteggiamento di Owens durante l’incontro stesso fa di lui molto di più che un semplice wrestler, e sotto questo punto di vista ecco apparire delle analogie con Chris Jericho.

 

1. ROMAN REIGNS vs AJ STYLES


L’immenso talento di AJ Styles di certo non lo scopriamo oggi e tutti quelli che avevano dei dubbi se la fed di Vince McMahon sarebbe stata in grado di valorizzarlo, sono obbligati a fare un passo indietro. E nello stesso istante la stessa sorte per coloro che vedevano nel turn heel di Reigns, la soluzione a tutti problemi. Il match di Payback ha esaltato le doti di entrambi i wrestler, ognuno per i propri pregi. Gli stili differenti non hanno rappresentato un ostacolo ma bensì una ricetta vincente. Durante la contesa si poteva respirare un entusiasmo generale e sebbene gli interventi di Shane, Stephanie, The Usos e del duo formato da Gallows & Anderson possono far urlare “overbooking” , l’insieme di tutti questi agenti esterni, ha dato uno sprint in più rimanendo fedele alla storyline che coinvolgeva gli stessi atleti. Il NO DQ aggiunto successivamente e l’intervento degli amici di AJ hanno spinto per un finale difficilmente leggibile. Gettare le basi per un secondo capitolo annunciato proprio al termine del match, l’ho trovato personalmente una mossa più che mai azzeccata.