Devo essere sincero: Non tutte le storie dei “Campioni” di Smackdown sono da buttare. Ce ne sono di alcune che vengono trascinate fuori tempo massimo, altre che proprio non decollano ed altre ancora che, nonostante i pronostici avversi, riescono a risultare non solo digeribili, ma di elevata qualità. Partiamo con ordine e iniziamo dal top. La storia che coinvolge il campione WWE Cody Rhodes, in una rivalità che dura da mesi ormai con Kevin Owens, sembra essere quella che accompagnerà l’American Nightmare al suo match di Wrestlemania 41. Ora i due si affronteranno alla Royal Rumble l’1 Febbraio, in un ladder match, dove in palio saranno le due versioni del titolo massimo. Per intenderci: Questa rivalità sapeva di vecchio prima ancora di iniziare. Tuttavia il team creativo è riuscito a renderla intrigante, al di là di ogni possibile aspettativa, introducendo la diatriba sul titolo mondiale. Al SNME, infatti, Rhodes si è presentato sul ring con la cintura caratteristica della degli anni ‘90, in piena nostalgia, che poi è diventata il pomo di Adamo tra i due rivali, venendo rubata a fine contesa da Owens. Questa sottigliezza è riuscita a diversificare la narrazione, dando a quest’ultima una parvenza di originalità che ha contribuito a renderla un pelino più longeva di quanto ci si aspettasse.
Ma come anticipato all’inizio, per paradosso, questa storia su cui puntavo pochissimo è tra le poche che si salvano. Invece, tra quelle che proprio hanno perso di interesse, è quella che riguarda il titolo US. La cintura era arrivata (parecchio in ritardo) alla vita di LA Knight che aveva iniziato il suo tour di rivalità da campione con la faida a tre Lui\Andrade\Carmelo Hayes. Il match a tre è stato davvero bello, rappresentando un inizio scoppiettante per il suo regno. Il secondo avversario era il rientrante Shinsuke Nakamura che avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio per Mr.Yeah e che, invece, ne ha rappresentato una cocente battuta d’arresto. Tempo un mese e la cintura è passata da Knight alle mani del nipponico, lasciando al primo il ricordo di un regno che, in sostanza, non c’è neppure stato. Una grossa opportunità mancata per riqualificare la sua carriera, destinata inesorabilmente ad un tramonto lento ma inevitabile. E Shinsuke, col suo nuovo personaggio, si ritrova un titolo in mano di cui non ha bisogno, e che difficilmente innalzerà più di quanto fatto dagli scorsi campioni. Insomma, un vero buco nell’acqua.
Ora all’ex campione US si vuol contrapporre la New Bloodline, senza neanche capire bene il motivo, nella speranza che qualcuno alla fine ne esce migliorato. Bene invece le storyline e gli sviluppi del comparto femminile, con Tiffany che sale meritatamente sul tetto del Mondo, e Chelsea Green che conquista un importante podio nel roster con la vittoria del titolo US femminile. E parlando proprio di quest’ultima, per chi non ne avesse avuto la possibilità, consiglio di andare a vedere i suoi match nei circuiti indipendenti (spesso intergender) per capire quanto sia “seria” sul quadrato. Una lottatrice di indubbie qualità atletiche ed attoriali, capace di ottenere il rispetto del pubblico e degli addetti ai lavori fingendosi meno brava di quello che realmente è. Diceva il grande Totò che far ridere è più difficile che far piangere. In un contesto come quello del Wrestling, dedito all’intrattenimento e dove tutti si impegnano a strappare un sorriso, l’essere a tutti gli effetti un personaggio comico è un merio aureo.








