Questo non sarà di certo uno dei migliori match della storia, ma la storia dietro lo rende un pezzo di storia. Nel 2011 Alberto del Rio era uno degli uomini su cui Vince McMahon voleva puntare, ed insieme a Sin Cara, doveva essere il pezzo pregiato da proporre al mercato messicano. Si decise così di fargli iniziare una lunga ricerca del World Heavyweight Championship, allora detenuto da Edge. Non puntò direttamente alla Rated R Superstar, ma volle arrivarci per vie late, attaccando i suoi amici più stretti, colleghi a cui lui teneva, per entrargli in testa. Dopo aver distrutto Rey Mysterio, e aver rotto il braccio a Christian aveva inviato il messaggio che voleva recapitare, senza ricevere però ciò che voleva.

Royal Rumble. Nel match che crea e distrugge speranze il destino è appeso ad un filo. Fu la prima Royal Rumble in cui i partecipanti non erano i canonici 30, ma quaranta. La storia principale del match fu quella di CM Punk, neo-leader del Nexus che rimane nel ring per 35 minuti grazie all’aiuto dei suoi sgherri. Ma alla sua uscita i nomi cominciano a rincorrersi: il sempreverde John Cena, i ritorni di Kevin Nash e Booker T, ma due nomi rimarranno sul ring per ultimi: Randy Orton e Alberto del Rio. Subito del Rio elimina l’Apex Predator ed ecco che la vittoria va a lui. Ma qualcosa di inaspettato accade. Santino Marella, entrato con il numero 37, non è MAI stato eliminato, essendo uscito dal ring dalla corda inferiore, ed avendo aspettato fuori dal ring per questo momento. Sembra incredibile da dire per chi non guardava la WWE in quel periodo, ma Santino Marella si è ritrovato in più occasioni ad essere vicinissimo a vittorie importantissime. Mentre Alberto litigava con l’arbitro, Marella carica il suo Cobra e colpisce il messicano. La vittoria è sua, pensano tutti, sarebbe assurdo, ma interessante. Ma mentre Santino sta per gettare il messicano fuori dal ring, Del Rio si riprende e riesce a batterlo nei tempi. Abbiamo il nostro vincitore della Royal Rumble, abbiamo il nostro match per il World Heavyweight Championship a Wrestlemania. Edge vs Alberto del Rio.

Nella preparazione per il match tutto era incentrato sulla imbattibilità dell’Arm Bar di Alberto, ogni volta che ne aveva l’occasione, l’applicava su Edge, fin quando non era costretto dagli arbitri a lasciarlo andare. Ma in realtà non c’era solo questo in ballo. C’è una storia, non raccontata direttamente, ma che si può vedere col senno di poi. Edge non sapeva ancora che cosa sarebbe accaduto nell’episodio di RAW dell’11 aprile 2011, il giorno dopo Wrestlemania, e come non lo sapeva lui, così nemmeno Vince McMahon o nessun altro. Edge non sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo match, ma in più di un’occasione ha voluto specificare che: “Anche se realmente non ne avevo la minima idea, senza volerlo mi sono impegnato come se fosse il mio ultimo match, non sapevo che il giorno seguente mi sarei ritirato”. 

Edge vincerà il match, ma sarà costretto a rendere il titolo vacante. Il suo ritiro fu una delle pagine più inaspettate nella storia del wrestling, ma, come ha assicurato lui, se non avesse smesso, sarebbe potuto rimanere paralizzato, o peggio, morire. Ma questo match, e il promo della notte seguente, sono stati il canto del cigno di un wrestler che ha saputo far emozionare il pubblico in ogni modo possibile, vivendo quello che era il sogno di un bambino canadese: Adam Copeland.

Leonardo
20 anni, Roma, appassionato di wrestling da lontano boom del 2006. Seguo parecchie Indy e più ne conosco, meno tempo libero ho, Promotion preferita PWG/Progress. Wrestler preferiti: Roderick Strong, Chris Hero/Kassius Ohno.