Parliamoci chiaro: Nessun wrestler prima di Cena ha mai avuto un tour di addio lungo un anno. Nessuna superstar, né mediocre né leggendaria, ha mai goduto di tale fregio. C’è sempre stato un “one last match”, o “one last time”, ma nulla che sconfinasse oltre il match o la serata. John Cena, che tutti ci hanno convinto essere il più grande di tutti i tempi, ha annunciato lo scorso anno che il 2025 sarebbe stato il suo ultimo anno, e che a Dicembre avrebbe lottato il suo ultimo match. Da subito la WWE ha monetizzato la situazione, pubblicizzando a gran voce e con grande impegno il tour di addio del leader della chain gang, invitando disperatamente tutti i fan a seguirne gli sviluppi (e a pagarne i biglietti). Ma, ad ormai un mese dalla fine, come può essere considerato questo lungo viaggio ? Come passerà alla storia questo fantasmagorico tour di addio di Cena?
L’idea di investire 12 mesi in questo progetto è intelligente, creando una serie di tappe imperdibili e di match allettanti per tutti i fan. Tuttavia, già dopo i primissimi mesi, questa idea ha iniziato a presentare le prime falle; I match di Cena non avevano sempre una storia alle spalle, spesso nati sull’onda della nostalgia o dell’entusiasmo momentaneo, e solo nelle ultime occasioni si sono rivelati all’altezza dell’occasione. Era trapelata la notizia, mai confermata invero, che questi match cartellone fossero stati partoriti dalla volontà di Cena stesso, che si è scelto gli avversari per il suo tour di addio. Il che non ha mai creato il giusto hype per la contesa in questione che sì, non ha certo dispiaciuto i fan, ma non li ha, alle volte, neppure galvanizzati troppo. Per fortuna che Cena ha tirato fuori il coniglio dal cilindro, regalandoci veri e propri capovalori in alcune di queste occasioni.
Tuttavia, l’enorme pubblicità dietro questo tour, le grancasse della WWE sparate a palla su quanto Cena sia il più grande e quanto sia l’occasione della vita assisterne alla conclusione, ha finito per rendere questa esperienza stucchevole. La sensazione che sia tutto un servizio reso a John Cena, una sorta di tripudio al suo contributo, con fiori, omaggi, confetti e panegirici, è ineludibilmente fastidiosa. Persino la scelta di fargli vincere l’unico titolo che non aveva mai posseduto, l’I.C title, mi ha fatto storcere il naso. Le domande sorgono spontanee: Tutto questo era necessario ? Anche l’etichetta di GOAT, sbandierata a più non posso (a cui forse neppure Cena crede), è necessaria ? Questo sensazionalismo attorno alla sua figura, questa apoteosi del suo personaggio si poteva evitare, lasciando comunque la percezione di qualcosa di storico al suo tour di addio ? La scelta di osannare ogni cosa Cena abbia fatto, o faccia, ha aumentato il suo credito ? Credo che a tutte quattro di queste domande la risposta più sincera sia No. E l’impressione che tutto questo sia fatto al solo scopo di aumentare l’interesse pubblicitario dell’ultimo anno di John Cena è forte, e seccante. Soprattutto se si pensa che, già dal 12 Dicembre, la WWE, che ora sembra non potersi privare di Cena, si libererà velocemente del ricordo come sempre ha fatto, intenta a lanciare il prossimo tour di addio del prossimo “GOAT”. Dopotutto, proprio questo atteggiamento della Compagnia, è stato adottato già in passato; Hulk Hogan docet.








