La All Elite Wrestling che scrive bene il finale di un ppv? Dopo quanto accaduto a Revolution, sembra quasi un miracolo. Ma so che alcuni di voi, non la pensano allo stesso modo. Eppure, qui occorre capire: preferiamo accogliere un finale coerente oppure il finale che ci saremmo aspettati? Bel dilemma.

Di certo il neo di un ppv mediamente bello non è stato di certo né la scelta di (over)booking finale, né la qualità dei match che rimane sempre molto alta.

Ecco allora le cinque cose che ricorderemo del ppv, più un bonus.

4 ore e 21 minuti di ppv sono estenuanti

Partiamo dai problemi. Produrre 4 ore e 21 minuti di main show + un’ora di buy in significa saziare gli appetiti degli spettatori in loco, ma mettere a dura prova la pazienza degli spettatori da casa. Chiaro che chi paga un biglietto vuole che lo spettacolo duri più possibile. Ma così è una esagerazione, anche perché non si trattava di un evento di punta della compagnia. E avere 10 (!) match da oltre 15 minuti di media, non è un vantaggio per chi sta guardando. Soprattutto se nella card erano presenti almeno 2/3 match evitabili e buoni per Dynamite o Collision. 7/8 incontri per uno spettacolo di 3 ore o poco più credo sia la misura giusta.

Where The best wrestle, again

Li vedo quelli che non vedono l’ora di dare una insufficienza a Ospreay e Omega, e poi danno 8 ai match di Nia Jax e Naomi (ci sono, sono intorno a noi, sono come noi. Forse). Eppure i match di quei due sono ancora i migliori della serata. Non mi va di dimenticare neanche Kyle Fletcher, che sta facendo passi enormi per diventare la stella del domani. Di sicuro devo dare un consiglio: se non piace quello stile lì, quello degli spotfest, è giusto non guardarli. Visionarli e poi dire “che mer*a” non ha molto senso. È uno stile, può piacere o non piacere. In America piace molto. Chi ne fa una bandiera, è capace di farlo molto bene. Sulla qualità di certi wrestler, bisogna alzare solo le mani. Sono inattaccabili.

Il tuono delle donne

Ritengo che Julia Hart sia ancora acerba e che abbia davanti almeno un anno almeno per poter crescere sul serio. Ma credo anche che con la giusta avversaria a dirigerla, possa accelerare i passi. Mercedes Monè l’ha trascinata in una contesa molto solida, dietro la quale il pubblico si è appassionato. E questo è un successo. Come è un successo l’incontro tra Toni Storm e Megan Bayne. Dove tutto è andato come doveva andare, e la neoarrivata non paga la sconfitta. La categoria femminile della AEW continua a sfornare momenti e match che ora non si possono evitare.

Stiamo sottovalutando gli FTR

Spesso vedo delle discussioni sui tag team dove gli FTR non vengono compresi. A qualcuno annoiano, ad altri non piacciono per motivi futili. Ma da 10 anni, insieme agli Young Bucks, stanno letteralmente dominando la categoria, qualsiasi cosa facciano. E non sono ancora arrivati al momento del rigetto, come è già capitato ai fratellini Jackson. Dopo aver fatto un buon match, Dax e Cash si sono presi la scena con un turn da manuale del wrestling su Cope. Sappiamo a cosa porterà. Però al momento abbiamo un instant Classic che rimane. Evitiamo di sottovalutarli. Quello che ci stanno regalando da anni è un pezzo di storia potentissimo.

Certi overbooking sono coerenti, le aspettative no

Diciamolo chiaramente: ci aspettavamo al 90% la vittoria di Swerve. Perché forse il regno di Mox ha stancato (anche se i numeri dicono il contrario), perché dopo tutto Strickland è figo e a All In vorremmo vederlo nuovamente contro Hangman Page. Però non possiamo dire che l’overbooking del main event non sia stato coerente. Hanno dato tanti indizi nelle puntate dell’ultimo mese. I The Opps da settimane stavano specificando di avere i loro occhi sui Death Riders e i titoli Trios. Giusto l’intervento. Yuta continua a fare errori e questo porterà a un payoff prima o poi col gruppo. Hangman è legato a Swerve, il segmento dell’ultimo Dynamite è stato clamoroso e ha dato nuove sfumature al loro legame. Ma prima che potesse pensare di attaccare Moxley (con cui ha un’altra storia aperta), i Death Riders lo hanno attaccato. Giusto. E poi i Bucks. Il rigetto del main event non è per il match o perché Swerve ha perso. Ma per il ritorno dei Bucks. Di cui, onestamente, non avevamo sentito la mancanza. Eppure il loro intervento è coerente con tutta la storia. Sin dai primi istanti, da ottobre dello scorso anno, Mox ha evitato di scontrarsi con i due vicepresidenti. I quali, a loro volta, hanno evitato di mettersi nei guai coi Death Riders. In questo momento, entrambi fanno una scelta di strategia politica all’interno della federazione. Coerente e di sopravvivenza reciproca. Non era ciò che ci aspettavamo? Sì. Ma è venuto bene? Sì. In un mondo del wrestling dove spesso le storyline vengono scritte male, un po’ di coerenza narrativa è un toccasana che dobbiamo pretendere e accettare.

Bonus: i numeri non mentono MAI

Lo scorso mercoledì ho scritto in un articolo che il trend per la AEW è un pochino positivo. Qualcuno in privato mi ha scritto che esagero. Dobbiamo però essere capaci di distinguere il nostro piacere o dispiacere e la realtà. La realtà dice, ad esempio, che da un iniziale setup di 6500 posti, il ppv Dinasty ha infine venduto oltre 7900 biglietti. Superando di gran lunga il dato di 6619 spettatori presenti un anno fa. Che nonostante i tanti errori, Gran Slam è stato un successo economico. Idem Revolution. Questo 2025 si sta rivelando molto remunerativo per la AEW e i dati in crescita non arrivano mai da soli. Nessuno regala niente. È evidente che stanno facendo un buon lavoro.

Ecco i miei voti ai match:

Will Ospreay vs Kevin Knight – 7,5
Hurt Syndicate vs Big Bill & Brian Keith – 6
Mercedes Monè vs Julia Hart – 7
Death Riders vs FTR & Cope – 7,25
Toni Storm vs Megan Bayne – 7,5
Kyle Fletcher vs Mark Briscoe – 7,5
Bandido vs Chris Jericho – 5
Adam Cole vs Daniel Garcia – 5,75
Kenny Omega vs Mike Bailey vs Ricochet – 8
Jon Moxley vs Swerve Strickland – 7

Voto al ppv: 7,5

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.