Erano mesi che tutti ci chiedevamo dove fossero finiti. Sulla scia dello sconforto per la morte di Bray Wyatt, l’intero WWE Universe chiedeva a gran voce un tributo al compianto wrestler. Le speranze degli appassionati sono inevitabilmente ricadute sul fratello, Bo Dallas, allontanato dalla Compagnia molto prima della morte di Bray. Lui era l’unico in grado di “omaggiare” il fratello senza venire fischiato dal pubblico, avendone la titolarità non solo familiare, ma anche una certa somiglianza estetica che, giocoforza, lo designava come degno erede. Inoltre, c’era la storyline della Wyatt Sicks in sospeso, una stable che avrebbe dovuto guidare proprio Bray (o perlomeno così si credeva) prima della prematura scomparsa. Stable che, il fratello, poteva tranquillamente portare in scena piazzandosi come suo naturale leader. Perciò, quando questo gruppo ha fatto il suo debutto a Smackdown, tutto il Mondo ha trattenuto il fiato, pronto a supportarlo in ogni sua mossa in onore proprio di Bray. Una sorta di doveroso tributo alla leggenda.
Scemata l’emozione iniziale del ritorno però, mi sono accorto subito che qualcosa sembrava non andare. Non in termini narrativi, che comunque si ponevano di introdurre al pubblico questa nuova fazione di lottatori, e per questo non potevano certo indirizzarli subito contro i piani alti. C’era bisogno di fare la conoscenza dei personaggi (anche se tutti già conosciuti, ma riproposti in altre vesti), e di capire la loro ragion d’essere. I promo in videocassetta poi sono stati una vera chicca. Dicevo che no, a perplimermi non era la strada percorsa dai Sicks, quanto piuttosto il loro effettivo organico. Rowan che fino agli ultimi periodi era trattato da jobber, ora, in questo nuovi panni, si impone come mostro invincibile. La parte di Abby the Witch (interpretata dalla Cross) che sarebbe dovuta andare legittimamente ad Alexa Bliss. Dexter Lumis che, alle volte, è fin troppo glaciale, quasi monoespressivo. Diverse sono state le cose a non quadrare perfettamente, e ciononostante, l’interesse sul futuro di questo gruppo era molto alto. Nonostante Bo Dallas, infondo, di questo gruppo non ne aveva bisogno.
Penso che ora che sono tornati dopo una lunga assenza si debba puntare tutto su Dallas, svincolandolo da un gruppo di lottatori che si trascina dietro come una vecchia zavorra. Dallas, da solo, è la Wyatt Sicks. Temo che finché si attornierà di questa gente lui non riuscirà mai a spiccare definitivamente il volo. Uncle Howdy è un personaggio che, da solo, fa paura. Non ha bisogno di supporti, se non quelli immaginari (e molto suggestivi) degli amici della casa delle lucciole. Il potenziale narrativo di ciò che creò Bray, e che oggi vive grazie al fratello, è immenso, degno quasi di una mitologia Tolkieniana. La Wyatt Sicks è servita ad introdurlo, ma ora deve lasciargli spazio. Purtroppo, e come spesso accade, questa stable poteva sembrare funzionasse alla grande sulla carta, ma la sua trasposizione in tv non ha tenuto fede alle aspettative. In effetti, poco prima della sparizione, sono sicuro io non fossi l’unico a chiedermi dove volessero andare a parare con questa storyline, ciò perché stava mettendo in evidenza i suoi limiti. Per evitare che questo problema si ripresenti, è meglio interrompere subito l’esperienza, per non rischiare di buttare via il bambino con l’acqua sporca.








