Le ultime puntate di Impact sono state molto molto belle, non c’è che dire. Dopo il flop dei tapings messicani, molto sconnessi nella preparazione di Bound For Glory, il post ppv ha dato brio alle storyline, bei match e bei segmenti televisivi. Gli ascolti non premiano ancora il lavoro fatto, anche a causa dello spostamento d’orario che in America incide parecchio soprattutto per i network di bassa levatura.

In pratica la compagnia è tornata ai tempi della TNA su Fox Sports. Una sopravvivenza televisiva che serve in particolar modo a veicolare un discorso di wrestling e far sì che possa essere conosciuto da una massa di persone sempre più ampia. Il bacino d’utenza era lo stesso dei giorni nostri: una forbice tra i 200 mila e i 300 mila telespettatori. Bene ma non abbastanza. Lo capì Dixie Carter che fece un ottimo accordo con Spike Tv e fece le alterne fortune della compagnia.

Ed Nordholm, Scott D’Amore e Don Callis devono comprendere che va bene tutto, vanno bene le collaborazioni e i buoni atleti chiamati, ma occorre anche un pubblico da raggiungere. Un pubblico ampio, che segua tanto la WWE quanto le indy e che possa riportare in alto le quotazioni del marchio. Forse il 2019 potrà essere l’anno giusto per il salto, magari con un ritorno proprio a Spike Tv o un approdo in qualche altro network americano. Per ricominciare a macinare e magari far sognare, invano, tanti nuovi e vecchi tifosi.

Chi può agevolare una tal soluzione? Sembra scontato, ma non lo è quello di fare i nomi di Chris Jericho e della Elite. Sono tutti in un limbo, in una terra di mezzo in attesa di comprendere che ne sarà del loro futuro. Y2J lotta dove gli pare, fa ciò che gli pare, ma in qualche modo sente il fiato sul collo della WWE e penso continuerà a trollare la presenza ad Impact ancora un po’. Cody, Young Bucks, Adam Page e Marty Scurll invece non hanno vincoli, possono davvero fare ciò che vogliono. E siccome Impact permette ai suoi atleti di andare ovunque, senza i limiti del passato, un loro approdo nella compagnia canadese gioverebbe ad entrambi: gli uni (i wrestler) avrebbero una nuova casa nel quale esporre il proprio merch e tentare la scalata alla WWE; gli altri (Impact) avrebbero un ritorno economico e pubblicitario di altissimo livello, tale da dargli nuova vita.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".