Il suo licenziamento lo scorso autunno era arrivato a sorpresa, in un venerdì in cui sarebbe andato in onda a SmackDown un incontro di coppia che la vedeva protagonista. Eppure, da quel giorno, Indi Hartwell è stata super impegnata nel preparare il suo ritorno nelle indies, dopo più di 5 anni passati in WWE. Ritorno che è stato brevissimo, visto che proprio qualche settimana fa è stata ufficializzata la sua firma con la TNA. Ma ai più attenti non sarà sfuggito che Indi sta continuando a lottare con il nome utilizzato in WWE, cosa assolutamente non comune, soprattutto per chi non si è fatto un nome prima di arrivare in NXT.

“Ho semplicemente chiesto”

Intervistata da Chris Van Vliet per il suo podcast Insights, Indi ha spiegato come è riuscita a riottenere il copyright sul suo nome e a utilizzarlo anche fuori da Stamford: ha semplicemente chiesto il permesso. Un grande cambiamento rispetto al passato, probabilmente dovuto al fatto che Indi comunque non ha avuto una storia pre-WWE con quel nome, e sicuramente anche alle nuove politiche della dirigenza, meno rigida rispetto al passato su temi di copyright.

“Ho semplicemente chiesto. Ho usato questo nome per tutta la mia carriera nel wrestling. Quando inizi a lottare nei live event, ti fanno usare il tuo vero nome. Ho usato il mio vero nome per un po’, e poi ho avuto un dark match a NXT, e ho semplicemente chiesto a Road Dogg, ‘Posso essere Indi Hartwell?’ ‘Sì, chiedo. Perché no.’ Mi hanno lasciata come Indi Hartwell per il dark match. Da lì ha preso piede e ho esordito in TV con quel nome. Mi hanno fatto una action figure con quel nome e sono nei videogiochi con quel nome. Quando è iniziata NXT 2.0, c’era quella cosa per cui non potevi avere il tuo vero nome o un nome che non era di loro proprietà, quindi mi hanno dato la possibilità di cambiare nome o di vendegli quello. E io gliel’ho venduto, ma nel retrocranio avevo sempre questo pensiero: ‘Se vengo licenziata, che nome userò?’ È un tema importante per me. Quando mi hanno chiamata per licenziarmi… mi hanno detto ‘Sei licenziata’, e ho risposto ‘Ok bene, io ho venduto il mio nome all’azienda, c’è un modo per riaverlo?’. Ne abbiamo parlato e ho ottenuto i diritti di nuovo. Sono molto fortunata”.

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