Rivedendo un po’ quanto fatto dalla Ring Of Honor negli ultimi mesi, si nota bene la voglia forte di rinascita della compagnia. Gli ultimi tre anni sono stati difficili, il roster è stato depredato dalla WWE e dalla AEW, si sono dovuti ingegnare prendendo quel meglio che era rimasto in giro e provando a portare avanti un po’ di idee carine. Ora però si sente tantissimo quanto ad una rosa di nomi pregevole manchi un top player.

In attesa di far crescere i giovani, perso Dalton Castle che fin qui era stato uno dei nomi forti, perso pure Marty Scurll per altre ragioni, il main event risulta un po’ spoglio. C’è un re, ovvero Rush. Mancano gli avversari credibili. E per credibili non intendo wrestler di passaggio, ma qualcuno che vedendolo potresti dire “sarà il prossimo campione del mondo della Ring Of Honor“. Il top player che porta fan, soldi, e match da ricordare in ppv. Ecco che ho voluto immaginare due atleti che farebbero al loro caso, qualora la compagnia avesse intenzione di portarli da sé.

Jay White

Il nome forte di questo periodo. Se n’è andato o non se n’è andato dalla New Japan Pro Wrestling? Non si sa, in realtà. Ma è salito così tanto di grado da essere oggi uno dei nomi caldi sul quale il mondo del wrestling si sta interrogando. Non sarebbe che un ritorno, dato che il ragazzo è cresciuto da queste parti. E sarebbe un ritorno con uno status diverso, con un appeal diverso, che potrebbe spostare più in là l’asticella prevista dalla Ring Of Honor. White vs Rush si scrive da solo, è un match che genererebbe interesse e darebbe al booking team il totem al quale appoggiarsi per far crescere le nuove leve e segnare un nuovo campione. Dovrebbero pensarci sia che lasci e sia che non lasci la NJPW, sfruttando in qualche modo i contatti e gli agganci tenuti finora.

Matt Riddle

Si dice che sia in uscita dalla WWE. Non accadrà, chiaramente. E se mai dovesse accadere, sembrerebbe quasi una netta retrocessione per l’ex stella della EVOLVE. Ma attenzione alle motivazioni: Riddle potrebbe raggiungere in ROH tutti quegli obiettivi che sogna da anni. Campione del mondo, grandi match, generazione di contatti e fan e grandi match in ppv. Sarebbe poi particolarmente adatto al nuovo corso, a quel ritorno al wrestling tecnico dei primi anni della compagnia. Pensate ai tanti match in ballo: Jay Lethal, Tracy Williams, John Gresham, Fred Yehi, Jay Briscoe, Josh Woods, Mark Haskins, Matt Taven, Flip Gordon. Ci sarebbe materialmente per almeno due anni di storyline. E magari due anni di regno da campione del mondo? Magari, sì.

Questi sono solo due esempi, ma voi potete trovarne altri. Il discorso però non è tanto sul nome, quanto sulla necessità di dotarsi di un faro che trascini con sé tutto il resto. Perché per quanto sia meritorio il talento di Rush, non può essere campione a lungo. E per quanto possa essere di talento questo roster, serve che cresca con calma e con tutti i crismi. Per non dover costringere la federazione a ritornare ancora sui soliti nomi che oggi hanno bisogno di spostarsi un po’ di lato e lasciar fare ad altri.

Simone Spada
Giornalista professionista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2006 è redattore di Zona Wrestling. Negli anni è stato autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling.