Cari amici dell’Indy City Beatdown, ben ritrovati su Zona Wrestling dove anche questa settimana parleremo di wrestling indipendente britannico e americano. Con un focus dovuto ai campioni di oggi che non sono altri che alcuni dei talenti di cui vi ho parlato sin dalle prime battute di questa rubrica. Ma ora i risultati del weekend!

AAW WRESTLING REDEFINED
Tornata in posizione solitaria, la AAW ha proposto un “Never Say Die” che non ha detto tantissimo rispetto a quanto ci si aspettasse. Posto che ACH si è confermato campione ai danni di Rey Fenix al termine di un match lungo e decisamente equilibrato, gli oVe hanno fallito invece l’assalto ai titoli di coppia detenuti dai Besties In The World da lungo tempo dopo diverse scaramucce tenutesi negli scorsi show. Attenzione però ai nuovi contendenti ai titoli: si tratta della coppia inedita formata da AR Fox e Myron Reed, vincenti sugli Airbuds e il team di Curt Stallion & Jake Something. Non molto fortunata la collaborazione dei Rascalz (Zachary Wentz & Dezmond Xavier) con Keith Lee, dato che i tre hanno dovuto soccombere ai colpi di David Starr, Eddie Kingston (sostituto di Trevor Lee) e Jeff Cobb.

AAW Heavyweight Champion: ACH
AAW Heritage Champion: Trevor Lee
AAW Tag Team Champions: The Besties In The World (Davey Vega & Mat Fitchett)
AAW Women’s Champion: Jessicka Havok

WESTSIDE XTREME WRESTLING (wXw)
Era molto atteso questo show dei tedeschi WXW, soprattutto dopo la dipartita di Johnny Klinger di qualche settimana fa. L’ex campione ha lasciato la sua casa d’origine per presunti dissapori con la dirigenza e con alcuni membri del roster (si parla di WALTER) sia per i suoi comportamenti che per le sue idee politiche. Così i titoli di coppia sono stati resi vacanti e rimessi in palio: Avalanche e Julian Nero diventano campioni per la prima volta superando gli ospiti di serata, i campioni di Impact Wrestling LAX, e i Jay FK. Ovviamente i RISE non muoiono con l’addio di Klinger, anzi si rimettono in sesto seppur mantenendo qualche problema con Da Mack che non ha accettato la decisione dei compagni d’andare avanti. In termini di risultati, Ilja Dragunov si è confermato campione mondiale disputando un matchone contro Walter; l’inglese Mark Davis è il nuovo contendente al titolo Shotgun mentre Absolute Andy ha confermato la propria title shot sconfiggendo l’ex partner Marius Al-Ani in un durissimo Tables, Ladders and Chairs match. Per lui si avvicina la possibilità di uno scontro contro il campione russo, sempre più idolo della folla tedesca.

wXw Shotgun Champion: Bobby Gunns
wXw Unified World Wrestling Champion: Ilja Dragunov
wXw Women’s Champion: Toni Storm
wXw World Tag Team Champions: Monster Consulting (Avalanche & Julian Nero)

COMBAT ZONE WRESTLING (CZW)
Il torneo dell’anno è giunto a compimento e forse nessuno si aspettava una tale affermazione. Però la vittoria di David Starr del Best Of The Best è il segno di come questo atleta sia decisamente ispirato in termini di torneo (finalista anche del Carat 2018). Bellissima la finale messa in piedi con Zachary Wentz, che sembra potersi affrancare dal team partner Dezmond Xavier per ottenere delle positive affermazioni. Ora per Starr la strada porta inevitabilmente al titolo mondiale che oggi è detenuto da MJF, esattamente come avevo pronosticato e come era pronosticabile da qualche settimana. Niente da fare per Rickey Shane Page, degno campione di transizione per il futuro che avanza come un treno ed è pronto a prendersi tutto quello che indy americano consegna. Per Maxwell Jacob Friedman si tratts del terzo regno in CZW dopo i due collezionati da campione Wired, di cui non è più campione dopo che DJ Hyde ha deciso non potesse detenere due cinture contemporaneamente. Tra le sorprese di serata sicuramente il ritorno sul ring di Rich Swann che pare aver messo da parte i problemi di depressione delle ultime settimane.

CZW Medal Of Valor Champion: Kit Osbourne
CZW Tag Team Champions: The REP (Dave McCall & Nate Carter)
CZW Wired Champion: Vacante
CZW World Heavyweight Champion: Maxwell Jacob Friedman

RING OF HONOR (ROH)
Chiudiamo questa carrellata con “Masters of the Craft”, il nuovo evento mensile della Ring Of Honor in quel di Columbus. Le risposte ottenute sono state tante e tutte di ottima fattura. Partiamo dalla fine: Marty Scurll è ancora una volta il contendente numero uno al titolo mondiale dopo aver schienato il campione Dalton Castle in un Four Way Defy or Deny Match. Però anche Matt Taven è contendente al titolo mondiale dopo aver sconfitto Cody Rhodes in un First Blood. Insomma, per gli show della ROH ci sono molti inseguitori per una sola preda, e allora per Castle il countdown che lo porterà al passaggio di mano è già cominciato. Non passano di mano i titoli di coppia che rimangono saldamente alla vita dei Briscoes dopo la sfida a sorpresa dei Besties In The World (campioni AAW). Flip Gordon continua a collaborare con il Bullet Club ma soprattutto prosegue il suo feud con Bully Ray che, pare, sfocerà in qualche nuovo match per l’ex Team 3D.

ROH Women Of Honor Champion: Sumie Sakai
ROH World Champion: Dalton Castle
ROH World Six Man Tag Team Champions: SoCal Uncensored (Christopher Daniels, Frankie Kazarian & Scorpio Sky)
ROH World Tag Team Champions: The Briscoes (Jay Briscoe & Mark Briscoe)
ROH World Television Champion: Silas Young

** Indy Focus **

WE ARE THE CHAMPIONS, WE ARE THE FUTURE

Sabato scorso Maxwell Jacob Friedman, noto anche con l’acronimo MJF, ha vinto il titolo mondiale della CZW. Se vi ricordate, vi parlai di lui esattamente nella seconda edizione di questa rubrica, facendovi notare come il ragazzo stesse crescendo in maniera spettacolare. È un prodotto grezzo ma chiaramente pronto per la WWE, è un heel old school come se ne vedono pochi e non è un caso che tutti lo vogliano. Per pochi minuti è stato un multi-holders, nel senso di un campione con più cinture in possesso: quella mondiale, appunto, e quella Wired sempre della CZW. Non un record per lui, lo scorso anno riusciì a detenerne contemporaneamente anche tre, segno che qualunque cosa gli fai fare la fa benissimo.

Si tratta solo di uno dei tanti talenti che in questo momento stanno facendo incetta di successi nelle indy. Non solo, in questo momento la moda sembra quella di assegnare ad un dato atleta la maggior parte delle cinture presenti a tiro. Questo atteggiamento serve a crearsi una aspettativa: se Austin Aries si presenta ad Impact con il titolo della propria compagnia, è altamente probabile che un telespettatore su dieci deciderà di seguire quel progetto indy. In questo momento “The Truth” ne possiede ben sei e a ciascun progetto porta in cassa diversi introiti difficilmente arrivabili con un campione diverso. Però Aries è un nome noto, e non lotta ovunque, e non può star dietro a qualunque show del globo. Soprattutto se poi diventa complicato bookarlo nuovamente. Allora ecco che i talenti delle indy diventano un bel viatico per guardare al futuro.

Ad esempio Austin Theory è la dimostrazione che se lavori su te stesso, sul tuo fisico, e segui diligentemente ciò che ti viene detto, allora potrai far successo. Direte: “non è un nome noto”. Vero, ma da quel primo match col maestro AR Fox che vidi giusto tre anni fa è passata tanta di quell’acqua sotto i ponti da distruggere gli argini. Il ragazzo è sotto osservazione della WWE, ha convinto Gabe Sapolsky a dargli il titolo FIP prima e quello WWN poi (facendogli battere addirittura Keith Lee), ed ora sembra manovrare abbastanza affinché possa essere un trascinatore degli show EVOLVE. Al momento ha anche una terza cintura, quella della Fire Star Pro Wrestling, che oltre ad Austin non ha nomi di rilievo ed in qualche modo deve pur andare avanti. Chi meglio di lui per attirare pubblico e proporre eventi di buona qualità?

Poi c’è un wrestler che nelle nostre cronache non leggiamo più di tanto. Non per colpa sua, sia chiaro, ma dopo i fasti del passato e l’esser giunto ad un passo della WWE, ha deciso di fare un passo indietro e focalizzarsi in quel mondo underground che per motivi di spazio non riesco mai a narrarvi. Ve lo ricordate JT Dunn? Sì, il prediletto di Chris Hero, quello del team Juicy Product prima (con David Starr) e Death By Elbow poi (proprio col maestro). Da alcuni non ritenuto un grande wrestler ma anzi troppo al traino dell’attuale Kassius Ohno per vivere di vita propria, per le indy americane risulta un peso d’oro: si tratta di un altro di quei ragazzi che dove metti, sta; che porta in dote lo Strong Style Brand, ovvero un brand che si occupa di merchandising di grande impatto e nel cui gruppo fanno parte MJF, Brian Cage, Ace Romero, Austin Theory, i LAX, Brody King, Tessa Blanchard, Dezmond Xavier e molti altri; che vince o perde, ma lo spettacolo non lo manca mai; che mantiene cinture ed al momento è campione assoluto della XWA, della CW e della FBW. Un vero collezionista in grado di sfidarsi faccia a faccia con Austin Aries, e di vincere dimostrando di non essere il paggetto di Hero ma un wrestler fatto e formato con tutti i crismi. Ah, per la cronaca: gli show di queste tre compagnie, sembra quasi inutile dirlo, collezionano sempre dei sold out.

Ma la lista non si ferma qui. Keith Lee deteneva fino al Wrestlecon ben tre cinture, ora solo due. Il suo principale antagonista Matt Riddle ne aveva quattro, ora solo tre. Zack Sabre Jr è passato da detenerne quattro ad uno solo. Ma il mondo indy è davvero gonfio di atleti giovani o semi giovani che si stanno prendendo la scena a suon di prestazioni e tutto esaurito ovunque vadano. In pratica la WWE non è riuscita a tagliare la testa del serpente ma solo la coda. In questo modo il mostro ha teso a ricrescere con pazienza e dotarsi di quei ragazzi utili per far proseguire per bene la scena. Sono loro i campioni, sono loro il futuro.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".